Aggressioni al SerD di Asti, NurSind incalza l’Asl: sicurezza subito per operatori e utenti
Dopo i gravi episodi di violenza, il sindacato delle professioni infermieristiche chiede misure immediate e strutturali
Asti, 19/12/2025. La sicurezza degli operatori sanitari torna drammaticamente al centro del dibattito. Ad Asti, dopo una serie di gravi episodi di violenza avvenuti all’interno del SerD, il Servizio per le Dipendenze, l’Asl ha convocato le organizzazioni sindacali per un confronto che non può più essere rinviato. Una situazione esplosiva, che ha visto infermieri e personale sanitario costretti a barricarsi negli uffici per sfuggire a un’aggressione, e che impone risposte rapide, concrete e non più rinviabili.
Il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, attreverso il segretario territoriale di Asti, Gabriele Montana ha assunto fin da subito una posizione netta, ponendo la sicurezza di lavoratori e utenti fragili come priorità assoluta. Non si tratta di episodi isolati, ma di segnali evidenti di un sistema che, in assenza di adeguate misure di protezione, espone quotidianamente chi cura a rischi inaccettabili.
Secondo quanto emerso, la direzione aziendale sta valutando possibili interventi sugli accessi e sulla gestione degli ingressi, anche prendendo a riferimento i modelli già adottati nei Pronto soccorso. Una riflessione che, per il NurSind, deve tradursi immediatamente in azioni operative.
"Dopo quanto accaduto non è più tollerabile lavorare in queste condizioni", sottolinea Montana.
"Servono misure di tutela immediate, perché la sicurezza non è un optional ma un diritto fondamentale di chi lavora e di chi accede ai servizi".
Gli episodi verificatisi nelle ultime settimane hanno coinvolto un soggetto già noto ai servizi, culminando in un’aggressione che ha messo in serio pericolo operatori sanitari, famiglie e utenti fragili presenti nella struttura. Una situazione che ha generato paura e disorientamento, ma che soprattutto evidenzia l’urgenza di un cambio di passo nella gestione della sicurezza.
Il NurSind non si limita alla denuncia, ma avanza proposte concrete e realizzabili. A partire da una revisione logistica complessiva dei servizi, sfruttando il patrimonio immobiliare già in capo all’azienda sanitaria e le opportunità offerte dal PNRR.
"Esistono locali oggi inutilizzati che potrebbero essere riattivati per garantire ambienti più sicuri e adeguati", evidenzia il segretario territoriale NurSind.
"Investire in strutture idonee significa proteggere gli operatori e migliorare la qualità dell’assistenza".
In attesa di soluzioni strutturali, il sindacato chiede interventi immediati e non più rinviabili: accessi contingentati, presenza di una portineria dedicata e separazione dei flussi di utenza, per evitare pericolose sovrapposizioni tra servizi diversi. Misure minime, ma indispensabili, per ridurre il rischio di nuove aggressioni.
La linea del NurSind è chiara: la sicurezza degli infermieri e degli operatori sanitari non può essere sacrificata, né demandata a valutazioni future. Ogni giorno di ritardo espone lavoratori e cittadini a pericoli evitabili. Ora servono decisioni, risorse e responsabilità.
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