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Asili, prestiti, polizze. Guida all'articolo 56 del CCNL 2022/24

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 03/02/2026

Contratto Nazionale

 

Un welfare più vicino alle esigenze quotidiane dei lavoratori della sanità. È questo l’obiettivo dell’articolo 56 del nuovo CCNL del comparto sanità 2022–2024, che introduce e rafforza gli strumenti di welfare integrativo a disposizione di aziende ed enti del Servizio sanitario.

La norma affida alla contrattazione integrativa aziendale il compito di definire benefici di natura assistenziale e sociale destinati ai dipendenti; un pacchetto articolato di misure che può incidere in modo concreto sulla qualità della vita di chi lavora negli ospedali e nei servizi territoriali.

Sostegno alle famiglie e ai figli

Tra le priorità indicate dal contratto c’è il sostegno al reddito familiare, attraverso sussidi e rimborsi, e il supporto all’istruzione dei figli, con iniziative che valorizzano il merito scolastico. Un segnale chiaro verso il riconoscimento del ruolo sociale dei lavoratori della sanità, spesso alle prese con turni gravosi e difficoltà di conciliazione tra lavoro e vita privata.

Cultura, tempo libero e inclusione sociale

Il welfare integrativo può estendersi anche a contributi per attività culturali, ricreative e con finalità sociali. Un ambito che punta a favorire benessere, partecipazione e coesione, andando oltre la dimensione strettamente economica.

Prestiti agevolati e coperture sanitarie

L’articolo 56 prevede inoltre la possibilità di concedere prestiti ai dipendenti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario o che devono affrontare spese urgenti e non rinviabili. Accanto a questo, trovano spazio le polizze sanitarie integrative rispetto alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale, anche per la copertura di eventi gravi come ictus o infarto, in aggiunta alle tutele assicurative già previste dal contratto.

Asili nido e mobilità sostenibile

Tra le misure più innovative rientra la contribuzione alle spese per attivare convenzioni con asili nido, soprattutto nei contesti dove non sono presenti strutture aziendali. Non manca poi l’attenzione alla mobilità sostenibile, con incentivi pensati per favorire spostamenti meno impattanti dal punto di vista ambientale.

Benefici fiscali e risorse già disponibili

Il contratto chiarisce che possono rientrare nel welfare integrativo anche altri benefici che, secondo la normativa fiscale vigente, non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente. Quanto alle risorse, gli oneri non comportano nuovi stanziamenti: le aziende dovranno utilizzare fondi già previsti da precedenti norme o le disponibilità del Fondo per la premialità e le condizioni di lavoro, entro i limiti stabiliti.