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Aggressioni ai sanitari, NurSind in Questura: La sicurezza si costruisce prima

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 03/02/2026

MarcheNurSind dal territorio

C’è un confine sottile, ma sempre più fragile, tra il diritto alla cura e il diritto di chi cura a tornare a casa sano e salvo. Un confine che negli ospedali italiani viene attraversato troppo spesso dalla rabbia, dalla frustrazione e dalla violenza. In questo spazio critico si inserisce l’azione del NurSind, che continua a portare la sicurezza del personale sanitario al centro del dibattito istituzionale, con proposte concrete e una linea chiara: prevenire prima che accada l’ennesima aggressione.

 

Aldo Fusco. Questore Ascoli PicenoAscoli Piceno, 03/02/2026. Non aspettare il bollettino di guerra, non archiviare la violenza come “parte del lavoro”, non voltarsi dall’altra parte. È questo il messaggio forte e coerente che il NurSind di Ascoli Piceno ha portato in Questura il 30 gennaio 2026, in un incontro ufficiale con il Questore dott. Aldo Fusco, dedicato al fenomeno delle aggressioni verbali e fisiche contro il personale sanitario dell’AST. Un confronto concreto, basato su dati, responsabilità e soprattutto su una visione condivisa: chi cura non può diventare un bersaglio.

Nel corso dell’incontro, svoltosi in un clima costruttivo e operativo, il Questore ha fornito una fotografia dettagliata del fenomeno sul territorio ascolano. Numeri inferiori rispetto ad altre realtà nazionali, ma non per questo rassicuranti. Per il NurSind la soglia di tolleranza resta zero, perché ogni aggressione evitata è una tutela in più per l’intero sistema sanitario.

   "Anche se i dati del Piceno sono più contenuti rispetto ad altre zone d’Italia, per noi la linea è netta: si interviene prima, non dopo", ha ribadito il NurSind durante il confronto.

Il sindacato ha posto l’accento sulle aree maggiormente esposte, come Pronto Soccorso, emergenza-urgenza 118 e area psichiatrica, contesti in cui la pressione assistenziale, la carenza di personale e la tensione emotiva rendono il rischio quotidiano. In questi luoghi la sicurezza non può essere affidata al caso o alla buona volontà dei singoli.

   "I sanitari non sono un nemico, ma un presidio essenziale per la collettività», ha sottolineato il NurSind, rivendicando il diritto a lavorare senza paura.

Particolare apprezzamento è stato espresso per la disponibilità dimostrata dal Questore Fusco e per l’apertura a rafforzare gli strumenti già esistenti. È stato infatti richiamato il protocollo d’intesa sulla sicurezza degli operatori, sottoscritto nel luglio 2025 con la Prefettura e la Direzione dell’AST di Ascoli Piceno, aprendo alla possibilità di aggiornarlo e renderlo più aderente alla realtà dei servizi sanitari.

Un passaggio cruciale ha riguardato il tema delle denunce. Troppi episodi restano sommersi, per timore o rassegnazione. Una zona grigia che alimenta l’impunità e indebolisce le tutele.

   «Segnalare e denunciare sempre ogni episodio di violenza è fondamentale», ha evidenziato il Questore.
   Il NurSind ha raccolto l’invito impegnandosi a sostenere e accompagnare i lavoratori che decidono di non restare in silenzio, rompendo l’isolamento che spesso segue un’aggressione.

L’azione sindacale non si ferma qui. Nei prossimi giorni il NurSind chiederà un incontro alla Direzione Generale dell’AST per presentare ufficialmente il progetto “Soccorso Sicuro”, un pacchetto strutturato di proposte pensate per rafforzare prevenzione, protezione e risposta nei contesti a maggiore rischio, a partire dai Pronto Soccorso.

Un percorso che si inserisce anche nel cammino verso la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari, prevista per il 12 marzo 2026, occasione che il NurSind intende trasformare da semplice ricorrenza a momento di responsabilità concreta.