Polonia riscrive gli stipendi infermieristici: più formazione, più salario. Ecco quanto guadagnano
di
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 10/02/2026
La Polonia ha deciso di cambiare passo sul fronte della sanità, partendo da un nodo rimasto irrisolto per anni: il riconoscimento economico degli infermieri. Dal 1º luglio è entrata in vigore una nuova griglia salariale nazionale che collega in modo diretto stipendio, livello di formazione e grado di specializzazione. Una decisione assunta con legge parlamentare che segna una discontinuità netta rispetto al passato.
Nel sistema sanitario polacco, fermo da decenni su coefficienti ormai superati dal costo della vita, l’adeguamento non è stato solo tecnico. La nuova siatka wynagrodzeń ridefinisce il ruolo dell’infermiere all’interno delle professioni sanitarie, collocandolo su un piano più vicino a quello medico, soprattutto quando in possesso di titoli avanzati. Un cambio di impostazione che la rivista istituzionale dell’OPI Roma ha definito, senza mezzi termini, “politico e culturale”.
Quanto guadagnano oggi gli infermieri in Polonia
La riforma stabilisce livelli minimi retributivi lordi chiari, differenziati in base al percorso universitario:
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Laurea magistrale con specializzazione: 2.473,60 euro lordi, pari a circa 1.772,20 euro netti
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Laurea triennale con specializzazione: 1.957,30 euro lordi, circa 1.412,50 euro netti
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Laurea triennale senza specializzazione: 1.803 euro lordi, circa 1.315,30 euro netti
Si tratta della base minima contrattuale. A queste cifre possono sommarsi indennità, compensi per il lavoro festivo e scatti di anzianità.
Il nuovo assetto discende dalla legge del 2022 (Dz.U. 2022 poz. 1352) ed è pienamente operativo dal luglio 2025. L’effetto principale è una riduzione delle distanze economiche tra le diverse professioni sanitarie e un riconoscimento esplicito del livello tecnico e decisionale raggiunto dall’infermieristica moderna. L’infermiere specializzato viene di fatto equiparato, sul piano retributivo, a un medico non specialista.
Meno emigrazione, più attrattività
Le conseguenze non si sono fatte attendere. La Polonia sta diventando sempre più attrattiva per gli infermieri dell’Europa orientale e, allo stesso tempo, sta rallentando l’esodo verso i Paesi occidentali. Un segnale arriva anche dall’Italia: nel 2025 l’Albo della FNOPI registra per la prima volta un calo degli iscritti di nazionalità polacca. Al 30 settembre risultavano 1.834 professionisti, circa cinquanta in meno rispetto all’anno precedente, secondo i dati DataCorner FNOPI.
Nel frattempo, l’Ordine professionale polacco continua a crescere e si avvicina alle 300mila unità. “Ora tutti vogliono fare l’infermiere”, osserva la professoressa Izabella Uchmanowicz, docente e ricercatrice alla Wroclaw Medical University. Resta però una criticità strutturale: l’età media del personale, che in Polonia è di circa 56 anni, ben più alta dei 47,3 registrati in Italia.
La strada scelta da Varsavia mostra come una politica salariale mirata possa incidere non solo sui redditi, ma anche sulla percezione sociale della professione e sugli equilibri del mercato del lavoro sanitario. Un segnale che, guardando ai numeri, sta già producendo effetti concreti.