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AAROI EMAC Il Ruolo Strategico degli Infermieri nell'Emergenza-Urgenza

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 20/02/2026

Professione e lavoroSocietà scientifiche

Il 18 febbraio 2026, a Palazzo Wedekind a Roma, si è tenuto il convegno organizzato dall'AAROI-EMAC (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – Emergenza Area Critica) dal titolo "Lavoro e Capitale Umano: le sfide per il futuro". Al centro del dibattito: la crisi del personale sanitario, il ruolo indispensabile di medici e infermieri — in particolare nell'area critica e nell'emergenza-urgenza — e la necessità di costruire modelli organizzativi multiprofessionali che valorizzino ogni figura senza generare conflittualità.

 

Il capitale umano: l'asse portante del Servizio Sanitario Nazionale

Aprendo i lavori del convegno, il presidente nazionale AAROI-EMAC Alessandro Vergallo ha definito il concetto di "cura del capitale umano" come la chiave per affrontare la crisi del Servizio Sanitario Nazionale. In sanità, più che in qualsiasi altro settore, sono le persone — medici, infermieri, operatori sanitari — a determinare la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti.

"Nel settore sanitario, ma così come in tutti gli ambiti lavorativi, il capitale umano non è una variabile accessoria. In sanità, ad esempio, è l'asse portante della qualità e della sicurezza delle cure. Parlare di sostenibilità senza investire realmente sulle persone significherebbe eludere, senza scioglierlo, il nodo principale della crisi che attraversa il SSN.". “Innovazione tecnologica e digitalizzazione dei processi, pur essenziali, non possono sostituire la componente umana”. Secondo Vergallo, il rafforzamento del personale sanitario — a partire dalle condizioni di lavoro, dalla formazione continua e dal riconoscimento professionale — è la precondizione di qualsiasi riforma sostenibile.

 

Infermieri nell'emergenza-urgenza: verso modelli multiprofessionali

Uno dei punti più rilevanti del convegno riguarda la definizione dei modelli organizzativi nell'area critica e nel sistema dell'emergenza-urgenza. Vergallo ha ribadito con forza la necessità di costruire équipe multiprofessionali e multidisciplinari, in cui medici specialisti e infermieri lavorino in modo integrato, senza sovrapposizioni di ruolo ma con chiare competenze riconosciute.

Gli infermieri dell'emergenza-urgenza — professionisti con formazione avanzata e spesso certificazioni specialistiche (Basic e Advanced Life Support, trauma care, gestione delle vie aeree) — sono figure che negli ultimi anni hanno visto progressivamente ampliarsi il proprio ambito di responsabilità clinica. Sia nel 118, nelle operazioni di soccorso territoriale, sia in Pronto Soccorso e nelle Terapie Intensive, il contributo infermieristico è ormai irrinunciabile.

"È necessario trovare dei modelli organizzativi in cui inserire tutti i professionisti a servizio delle cure da erogare, quindi della prevenzione, della diagnosi e della terapia. Modelli che non devono però sacrificare la qualità e la sicurezza delle prestazioni erogate."

Alessandro Vergallo, riconosce apertamente che il rafforzamento della filiera non può prescindere dalla piena valorizzazione degli infermieri, purché in un quadro che non comprometta la sicurezza clinica e che eviti conflittualità tra professioni.

 

La formazione specialistica: investire oggi per raccogliere tra domani

Un secondo asse strategico toccato nel convegno riguarda la programmazione della formazione. Vergallo ha denunciato anni di scarsa attenzione alla pianificazione del personale medico-specialistico, un gap formativo ora in fase di parziale recupero i cui benefici di questa si materializzeranno solo nel medio-lungo termine.

Altrettanto dicasi per gli infermieri di area critica ed emergenza-urgenza: la formazione post-base specializzata (master universitari, corsi avanzati riconosciuti a livello nazionale, percorsi ECM strutturati) resta un investimento strategico irrinunciabile per garantire competenze aggiornate e adeguate alla complessità clinica dei pazienti critici.

 

Innovazione senza compensare le carenze: il monito di Vergallo

Il convegno ha dedicato ampio spazio al tema dell'innovazione tecnologica e dei nuovi modelli organizzativi. La posizione di AAROI-EMAC è chiara: la digitalizzazione e le nuove tecnologie — inclusa l'intelligenza artificiale in ambito clinico — possono rappresentare strumenti preziosi di miglioramento, ma non devono diventare alibi per non affrontare la carenza strutturale di personale.

"L'innovazione organizzativa è fondamentale, ma non può essere considerata una strada per compensare la carenza di personale. Senza sicurezza, formazione continua, riconoscimento professionale e carichi di lavoro sostenibili, il rischio è quello di impoverire ulteriormente il sistema pubblico e di allontanare ancora di più i professionisti dal SSN."

 

Un patto tra professioni e istituzioni per il futuro della sanità

"Il futuro dipende dalla capacità di rimettere le persone che ogni giorno fanno funzionare la sanità in condizioni di poterlo fare con soddisfazione professionale e nella salvaguardia della loro vita privata. Solo attraverso strategie condivise sarà possibile continuare a garantire il diritto alla salute e l'interesse collettivo." Ha concluso Vergallo.

 

ph credit aaroiemac.it