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Brotzu in sofferenza: oltre 100 infermieri persi e reparti sempre più sotto pressione

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 20/02/2026

NurSind dal territorioSardegna

Il NurSind lancia l’allarme dall’A.O. di Cagliari: turni massacranti, diritti negati e carenza cronica di personale

"Ci sono ospedali che diventano simbolo di un sistema che scricchiola. Il Brotzu di Cagliari è uno di questi. Non per mancanza di professionalità o dedizione, ma perché da troppo tempo regge il peso di scelte mancate, organici insufficienti e una gestione dell’emergenza che rischia di diventare normalità. Il NurSind accende i riflettori su una realtà che non può più essere ignorata".

A descrivere con chiarezza il clima che si respira in corsia è Alessandra Arca, dirigente del sindacato NurSind al Brotzu, che parla di una situazione ormai diventata insostenibile anche sul piano umano.

«La nostra vita privata ormai non esiste più. È difficile chiedere un giorno libero per qualsiasi necessità e spesso siamo costretti a coprire doppi turni per sostituire gli assenti. Anche le ferie programmate diventano un’incognita», sottolinea Alessandra Arca.

I numeri raccontano una realtà che va oltre le percezioni. Tra pensionamenti, aspettative e colleghi vincitori di concorso che hanno scelto altre aziende sanitarie, 113 infermieri hanno lasciato il Brotzu in pochi mesi. A fronte di queste uscite, le assunzioni effettuate non hanno avuto l’impatto sperato.

«Le assunzioni ci sono state, ma nella maggior parte dei casi si è trattato di stabilizzazioni di personale già presente. I nuovi ingressi sono pochi, spesso neolaureati, e comunque con contratti a tempo. Così la carenza resta e continua a pesare sui reparti» Continua Arca.

Nei reparti più in difficoltà, spiega il NurSind, ogni infermiere si trova a seguire un numero sempre maggiore di pazienti, con un aumento dei rischi assistenziali e dello stress lavorativo. Una condizione che, nel lungo periodo, alimenta ulteriormente il fenomeno dell’abbandono e rende il Brotzu sempre meno attrattivo per i giovani professionisti.

Ma il disagio non si ferma all’organizzazione dei turni. Al Brotzu emergono anche criticità legate a diritti elementari, che contribuiscono a peggiorare il clima interno.

«C’è un malcontento diffuso che non riguarda solo i carichi di lavoro. Pensiamo ai buoni pasto o all’accesso alla mensa: diritti che vengono messi in discussione mentre si continua a chiedere sacrifici sempre maggiori», conclude Alessandra Arca – Dirigente NurSind, Azienda Brotzu

Per il NurSind, la situazione del Brotzu è il segnale evidente della necessità di interventi immediati e strutturali. Senza un piano serio di assunzioni, senza una reale valorizzazione del personale infermieristico e senza il rispetto dei diritti contrattuali, il rischio è quello di compromettere definitivamente uno dei principali presidi ospedalieri della Sardegna.