Pronto Soccorso di Crotone al limite: NurSind chiede proroghe e organici adeguati
Oltre 45mila accessi annui, ma personale sotto gli standard: il sindacato accende i riflettori
Crotone, 1° marzo 2026
"Quando si parla di sanità pubblica, la distanza tra annunci istituzionali e realtà operativa emerge con chiarezza nei Pronto Soccorso. È lì che il sistema mostra le sue fragilità, ed è lì che il NurSind torna a richiamare l’attenzione delle direzioni aziendali e della politica. A Crotone, la questione non riguarda solo la proroga dei contratti in scadenza al 30 marzo, ma la tenuta complessiva dei servizi di emergenza-urgenza e il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza".
La Segreteria NurSind di Crotone, intervenendo dopo le dichiarazioni del Direttore Generale dell’ASP sulla proroga del personale sanitario, ritiene necessario riportare la discussione su dati concreti e confrontarli con gli standard nazionali. Il Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Crotone registra oltre 45.000 accessi annui, un volume che colloca la struttura tra quelle a medio-alta complessità. Tuttavia, la dotazione di personale appare fortemente insufficiente.
Attualmente il servizio può contare su 27 infermieri, che diventerebbero 17 dal 30 marzo in assenza di rinnovo contrattuale, 12 OSS e 21 medici. A questi numeri si aggiunge una criticità rilevante: l’Osservazione Breve Intensiva, con più di sei posti letto, non prevede alcuna copertura infermieristica né di OSS, nonostante le normative e le linee guida ministeriali ne impongano la presenza per garantire sicurezza e appropriatezza delle cure.
Il NurSind ha confrontato questa situazione con quella di strutture considerate virtuose in altre regioni italiane, ospedali che gestiscono un numero simile o superiore di accessi annui ma con organici nettamente più consistenti. Il confronto evidenzia come, per un Pronto Soccorso con le caratteristiche di Crotone, il fabbisogno minimo dovrebbe attestarsi su almeno 45 infermieri, 18–20 OSS e 20–24 medici. Numeri ben lontani dalla fotografia attuale.
«La situazione del Pronto Soccorso di Crotone dimostra una carenza strutturale di infermieri e OSS, con conseguenze dirette sulla qualità delle cure, sull’efficienza delle prestazioni e sulla sicurezza dei pazienti», sottolinea il NurSind, richiamando il rispetto del DPCM 12 gennaio 2017 sui LEA, del Decreto Legislativo 502/1992 e del CCNL comparto sanità.
La preoccupazione del sindacato non si limita all’area dell’emergenza. Il rischio, concreto, è che la riduzione o la mancata stabilizzazione del personale si ripercuota anche sugli altri servizi nevralgici dell’ospedale, compromettendo l’equilibrio complessivo dell’assistenza. Pediatria, blocco operatorio, neonatologia, oncologia, psichiatria, chirurgia e ortopedia non possono permettersi ulteriori impoverimenti di organico senza mettere a rischio la continuità e la sicurezza delle cure.
«Rinnovare i contratti in scadenza al 30 marzo e potenziare gli organici non è una concessione, ma un obbligo normativo e organizzativo per garantire l’effettiva erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza», ribadisce il NurSind, avvertendo che in assenza di risposte concrete si riserva di attivare lo stato di agitazione, in particolare nei servizi più esposti.
La posizione del NurSind di Crotone è sottoscritta dal Segretario Territoriale Giuseppe Aracri, dal Segretario Amministrativo Nicodemo Capalbo e dal Segretario ASP di Crotone Francesco Greco, che richiamano l’Azienda Sanitaria Provinciale alle proprie responsabilità istituzionali. Per il sindacato, rinnovare e potenziare il personale non è un privilegio, ma una condizione indispensabile per garantire sicurezza ai pazienti, dignità professionale agli operatori sanitari e standard assistenziali adeguati in tutte le aree critiche dell’ospedale.
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