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Case di Comunità, infermieri spostati per alfabeto: il NurSind lancia l’allarme

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 02/02/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Nel Distretto 66 di Salerno una scelta organizzativa che mette a rischio l’assistenza

La sanità territoriale non nasce con un atto amministrativo né con un’inaugurazione. Nasce dal lavoro quotidiano dei professionisti che la rendono possibile. Quando le riforme procedono senza una reale programmazione del personale, il rischio è che le strutture crescano mentre l’assistenza arretra. È in questo contesto che il NurSind interviene con una presa di posizione chiara, richiamando l’attenzione su scelte organizzative che rischiano di trasformare un’opportunità in un problema.


Salerno, 02/02/2026. Nuove Case di Comunità, nuovi modelli organizzativi, nuove promesse per i cittadini. Ma ancora una volta il nodo centrale resta irrisolto: chi garantirà concretamente l’assistenza? Nel Distretto Sanitario 66 di Salerno, l’attivazione della Casa di Comunità passa attraverso una rotazione del personale infermieristico già in servizio in altri presidi, definita secondo un criterio puramente alfabetico. Una decisione che ha spinto il NurSind provinciale a lanciare l’allarme.

Secondo quanto previsto dall’ASL, l’apertura della nuova struttura verrebbe garantita senza personale dedicato, attingendo agli organici esistenti. Una soluzione che, invece di rafforzare la sanità territoriale, rischia di svuotare ulteriormente servizi già in sofferenza, creando discontinuità assistenziale e aumentando il carico di lavoro sugli infermieri.

  La segreteria del NurSind di Salerno esprime forte preoccupazione per una modalità organizzativa che appare priva di una visione strutturale e che scarica il peso dell’innovazione esclusivamente sui professionisti.

A firmare la posizione del sindacato sono il segretario generale Biagio Tomasco, il segretario amministrativo Adriano Cirillo e il coordinatore aziendale Giovanni Aspromonte, che mettono in guardia da un approccio organizzativo incapace di tenere insieme sviluppo dei nuovi servizi e tutela di quelli esistenti.

 “Non è accettabile che l’attivazione di nuovi servizi sanitari avvenga sottraendo risorse a quelli già operativi”, sottolinea il NurSind. “Le Case di Comunità rappresentano un passo avanti importante, ma non possono essere realizzate a discapito della qualità dell’assistenza e della sicurezza dei cittadini”.

Le Case di Comunità, previste dal DM 77 e finanziate con fondi PNRR, dovrebbero rappresentare il pilastro della nuova sanità territoriale. Ma senza un piano organico di reclutamento e senza équipe dedicate, il rischio concreto è quello di creare nuove strutture indebolendo l’intero sistema.

  Per il NurSind, la rotazione degli infermieri secondo criteri meramente formali, come quello alfabetico, genera confusione organizzativa, discontinuità assistenziale e un sovraccarico nei servizi di provenienza.

Da qui la richiesta di un confronto immediato con l’ASL Salerno, per definire un piano chiaro e sostenibile di personale dedicato alle nuove strutture territoriali e per garantire la copertura dei turni nei servizi dai quali gli infermieri vengono temporaneamente distolti.

  Il sindacato chiede inoltre chiarezza sulle misure previste per tutelare il personale e assicurare la continuità dei servizi sanitari sul territorio.

In assenza di risposte concrete e di una revisione dell’impostazione organizzativa, il NurSind non esclude ulteriori iniziative a tutela dei professionisti e dei cittadini. Perché la sanità territoriale non si costruisce con rotazioni improvvisate, ma con programmazione, investimenti e personale stabile.