Indennità PS, NurSind Puglia sollecita l’adeguamento al CCNL 2022-2024
BARI – La Regione Puglia prende tempo sulla differenziazione dell’indennità di pronto soccorso e rinvia ogni modifica al 2026. È questo l’esito dell’incontro che si è svolto il 2 marzo tra l’assessorato regionale alla Sanità e le organizzazioni sindacali firmatarie, convocato per rivedere criteri e modalità di pagamento alla luce delle novità introdotte dal CCNL 2022-2024, sottoscritto nell’ottobre 2025.
Al centro del confronto c’è l’articolo 69, comma 2, del nuovo contratto nazionale, che stabilisce un principio chiaro: l’indennità di pronto soccorso deve essere differenziata in base alla figura professionale. Una previsione che supera, di fatto, l’accordo regionale del 9 aprile 2025, dove era stato stabilito un importo uguale per tutti i lavoratori operanti nei pronto soccorso.
Quell’intesa, però, non era definitiva. Rimandava infatti alcuni contenuti all’approvazione del contratto nazionale, prevedendo la possibilità di una revisione qualora il CCNL avesse introdotto novità sostanziali. Novità che, secondo i sindacati, ora ci sono.
Il Nursind, durante il tavolo regionale, ha chiesto di applicare quanto previsto dal contratto nazionale e di definire criteri per differenziare gli importi in base al profilo professionale. In diverse regioni italiane, infatti, sono già stati riconosciuti valori economici più alti agli infermieri, con l’obiettivo di valorizzare in modo concreto il lavoro svolto nei pronto soccorso e nel 118, contesti caratterizzati da elevata pressione, turni gravosi e forte responsabilità clinica.
Non solo. In altri territori gli accordi hanno ampliato la platea dei destinatari dell’indennità, includendo anche le professioni sanitarie tecniche per i giorni di effettivo servizio nelle attività di diagnostica d’urgenza.
La posizione dell’assessorato pugliese, però, è rimasta ferma. L’indicazione è di procedere con il pagamento dell’indennità secondo i criteri fissati dall’accordo del 9 aprile 2025, quindi con importi uguali per tutti i profili, anche per il periodo compreso tra il 1° giugno 2023 e il 31 dicembre 2025.
Una scelta che non ha convinto il sindacato. “Non possiamo definire l’incontro soddisfacente”, è la posizione espressa al termine del confronto. La Regione si è tuttavia impegnata a riconvocare il tavolo per adeguare l’accordo al nuovo contratto nazionale a partire dal 1° gennaio 2026, introducendo così valori differenziati per figura professionale.
Il nodo resta politico e finanziario: uniformità oggi, differenziazione domani. Nel frattempo, infermieri e operatori dell’emergenza-urgenza continuano a lavorare in contesti tra i più complessi del sistema sanitario, in attesa che il riconoscimento economico sia allineato alle responsabilità quotidiane.
La partita, quindi, non è chiusa. Il confronto sindacale riprenderà nei prossimi mesi, con l’obiettivo dichiarato di trovare un equilibrio tra sostenibilità regionale e valorizzazione delle professionalità impegnate in prima linea.
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