Mensa negata: in Molise il primo giudice dà ragione agli infermieri NurSind
Una sentenza del Tribunale di Campobasso apre la strada a oltre cento ricorsi: riconosciuto il diritto al risarcimento per i lavoratori ASREM
"C’è un momento preciso in cui una battaglia sindacale smette di essere una rivendicazione e diventa giurisprudenza. È il momento in cui la voce dei lavoratori, sostenuta con coerenza e coraggio, trova finalmente ascolto nelle aule di giustizia. In Molise, quel momento è arrivato. E porta una firma chiara: NurSind".
Una vittoria che pesa, perché rompe un silenzio lungo anni e apre un varco concreto per centinaia di professionisti della sanità. In Molise, il Tribunale di Campobasso ha accolto il primo ricorso sulla mancata fruizione della mensa e del buono pasto da parte dei lavoratori ASREM, riconoscendo il diritto al risarcimento. Una decisione che segna un punto fermo e che rafforza una battaglia portata avanti con determinazione dal NurSind, primo sindacato ad aver posto la questione sul tavolo aziendale e, davanti all’inerzia, ad aver scelto la strada della giustizia.
Il ricorso accolto dal giudice di Campobasso è solo il primo tassello di un’azione più ampia. Sei i procedimenti già avviati nei tribunali di Campobasso, Larino e Isernia, ma il dato più significativo è quello che guarda al futuro: sono in fase di deposito ulteriori cento ricorsi, segno di una problematica diffusa e mai realmente affrontata dall’azienda.
A seguire l’azione legale, per conto del NurSind Campobasso-Isernia, sono stati gli avvocati Bice Antonelli, del foro di Isernia, e Brenda La Cava, del foro di Roma, che hanno costruito un impianto giuridico solido, capace di smontare punto per punto le posizioni assunte dall’ASREM.
Dagli atti emerge con chiarezza come l’azienda sanitaria abbia negato, sia in via giudiziale che stragiudiziale, il buono pasto ai lavoratori, senza consentire loro neppure l’accesso al servizio mensa. Il tutto sulla base di un regolamento interno che subordinava il diritto al buono pasto allo svolgimento di almeno otto ore lavorative, in palese contrasto con la contrattazione collettiva, regolamento peraltro modificato solo nel 2024.
Il giudice ha ritenuto la domanda fondata, riconoscendo che i ricorrenti avevano svolto prestazioni lavorative eccedenti le sei ore, senza poter usufruire né della mensa né delle modalità sostitutive previste dal contratto. Da qui il diritto alla tutela risarcitoria, finalmente riconosciuto.
“Il NurSind è stato il primo sindacato a sollevare formalmente la questione mensa in ASREM. Quando la contrattazione decentrata non ha prodotto risultati, abbiamo scelto di tutelare i lavoratori nelle sedi opportune. Oggi arriva un primo, importante risultato”, sottolinea il NurSind.
Un risultato che non sarebbe stato possibile senza l’impegno diretto della segreteria territoriale NurSind Campobasso-Isernia, che ha sostenuto integralmente i costi di attivazione dei ricorsi già depositati e di quelli che seguiranno nei prossimi giorni. Una scelta politica e sindacale netta, che conferma una visione: i diritti non si annunciano, si difendono.
“Questa sentenza non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso che restituirà dignità a tanti professionisti della sanità molisana”, afferma Sonia Lepore, segretaria territoriale NurSind Campobasso-Isernia e segretaria regionale NurSind Molise.
La decisione del Tribunale di Campobasso rappresenta ora un precedente importante, destinato a incidere anche sugli altri procedimenti pendenti e a rafforzare la posizione dei lavoratori. Ancora una volta, è il NurSind a dimostrare che quando la rappresentanza è autentica e coerente, i risultati arrivano. Anche contro muri che sembravano invalicabili.
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