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Taranto, premio di produttività negato in maternità: ASL condannata

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 10/03/2026

La SentenzaLeggi e sentenze

Il Tribunale di Taranto condanna la ASL. Un'OSS esclusa dal premio di produttività durante il congedo obbligatorio ottiene ragione in giudizio. La sentenza del 5 marzo 2026 apre una nuova stagione di tutele per tutto il comparto sanitario.

 

Il caso: da lavoratrice modello a "non valutabile"

Un'operatrice socio-sanitaria della ASL ionica si è vista attribuire la dicitura "non valutabile" nella scheda di valutazione della performance relativa all'intero anno 2024. Il motivo? Nel corso di quell'anno aveva prima fruito dell'interdizione anticipata dal lavoro per gravidanza, poi del congedo obbligatorio di maternità. Due tutele garantite dalla Costituzione, trasformate dall'azienda sanitaria in un fattore di esclusione economica.

La conseguenza diretta era stata l'esclusione dal premio di produttività, con un impatto concreto sulla retribuzione accessoria e sulle prospettive professionali della lavoratrice. La dipendente ha impugnato il provvedimento davanti al Tribunale del Lavoro. La giudice Maria Leone le ha dato piena ragione.

 

Le ragioni della sentenza: tre principi fondamentali

1. La maternità è un impedimento costituzionalmente protetto

Il Tribunale chiarisce che l'assenza per congedo obbligatorio di maternità è un impedimento legittimo derivante da una condizione biologica tutelata dalla Costituzione e dalla normativa europea e nazionale sulle pari opportunità. Per questo, il periodo di astensione non può in alcun modo comportare un pregiudizio economico o di carriera per la lavoratrice.

2. Il datore di lavoro ha l'obbligo di criteri neutrali

La sentenza rigetta la tesi dell'ASL secondo cui l'assenza fisica renderebbe impossibile la valutazione. Al contrario, il giudice afferma con chiarezza che l'azienda ha l'onere di adottare criteri di calcolo neutrali, come la media delle valutazioni precedenti o altri parametri oggettivi. Non è sufficiente dichiarare il dipendente "non valutabile" per liberarsi dall'obbligo retributivo.

3. La prestazione va ricostruita in via figurativa

Anche in caso di assenza per l'intero anno, il provvedimento stabilisce che non si può semplicemente affermare che il premio non spetta. L'azienda deve ricostruire la prestazione teorica della lavoratrice. Nel caso concreto, il Tribunale ha ritenuto equo applicare la media delle valutazioni ottenute dalla dipendente nei tre anni precedenti, determinando così il premio che avrebbe percepito in assenza del congedo.

 

Il dispositivo: cosa ha ordinato il giudice

Con la sentenza del 5 marzo 2026, il Tribunale del Lavoro di Taranto ha:

  • accertato la natura discriminatoria diretta di genere della condotta della ASL di Taranto;

  • ordinato la cessazione immediata del comportamento illegittimo;

  • disposto l'erogazione del premio di produttività, calcolato sulla media dei punteggi degli ultimi tre anni, con interessi e rivalutazione monetaria;

  • condannato l'ASL al pagamento delle spese legali del procedimento.

 

Questa sentenza riafferma un principio fondamentale: la maternità non può diventare un costo professionale per una lavoratrice. Il diritto alla genitorialità è un valore sociale che il sistema giuridico deve proteggere, non penalizzare” ha dichiarato l’Avv. Mario Soggia, difensore della lavoratrice.

 

Una sentenza che conta per tutto il comparto sanità

La pronuncia non riguarda solo la lavoratrice coinvolta. Riguarda ogni infermiere, ogni OSS, ogni operatore del pubblico impiego sanitario che si trovi o si troverà in analoga situazione. Il principio affermato dal Tribunale di Taranto è generale: nessun sistema di valutazione della performance può penalizzare un lavoratore per aver esercitato un diritto costituzionalmente garantito.

Il settore sanitario, a maggioranza femminile, è da sempre esposto al rischio di discriminazioni legate alla maternità nei meccanismi premiali. Con questa sentenza si consolida un orientamento giurisprudenziale che impone alle aziende sanitarie pubbliche di rivedere i propri sistemi interni di valutazione, eliminando qualsiasi automatismo che colleghi l'assenza per congedo alla perdita di benefit retributivi.

 

Cosa fare in caso di penalizzazione

Se nel corso della tua carriera ti è stato negato il premio di produttività durante un periodo di maternità, congedo obbligatorio o interdizione anticipata per gravidanza, puoi:

  • rivolgerti alla tua organizzazione sindacale per una valutazione del caso specifico;

  • verificare le buste paga degli anni interessati e confrontarle con quelle dei colleghi non in congedo;

  • presentare ricorso ex art. 38 del Codice delle Pari Opportunità (D.Lgs. 198/2006), che garantisce una procedura accelerata e tutele immediate;

Ricorda: il diritto è prescritto in 5 anni: agisci tempestivamente.