Legge Bove, primo soccorso obbligatorio nelle scuole e ruolo chiave degli infermieri
In Italia 65.000 persone muoiono ogni anno per arresti cardiaci in assenza di soccorso tempestivo. Un calciatore sopravvissuto per miracolo è diventato il volto di una proposta bipartisan che vuole cambiare questa storia.
Edoardo Bove si accasciò al suolo durante la partita Fiorentina-Inter del 1° dicembre 2024, ed è diventato simbolo e testimonial di un disegno di legge presentato in Senato il 17 novembre 2025, che punta a rendere la formazione al primo soccorso una competenza diffusa e obbligatoria in Italia. La proposta, firmata dai senatori di Azione Marco Lombardo e Carlo Calenda, ha raccolto consensi trasversali.
Il cuore del disegno di legge è la scuola.
La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli ha sottolineato come l'obiettivo sia sensibilizzare l'opinione pubblica a partire da scuole e centri sportivi sull'importanza della cultura del primo soccorso. Sul versante dell'opposizione, la vicepresidente Mariolina Castellone (M5S) ha ricordato che il Movimento ha depositato una proposta analoga, anch'essa ferma in Commissione per problemi di copertura. Per Castellone non basta una legge: serve anche una rivoluzione culturale che porti il primo soccorso nelle scuole coinvolgendo docenti e studenti, superando le disomogeneità ancora presenti tra una regione e l'altra.
Tra gli interventi più significativi della conferenza quello di Mirko Damasco, presidente di Salvagente Italia: il problema non è la mancanza di capacità tecnica, ma la paura di intervenire. La gente non agisce perché teme le conseguenze legali o di peggiorare la situazione, nonostante esistano già norme che escludono qualsiasi responsabilità per chi agisce in buona fede. È la cultura, più che la tecnica, il vero nodo da sciogliere.
L’infermiere scolastico naturale protagonista
Su chi dovrebbe essere il protagonista di questa rivoluzione culturale, credo non ci possano essere dubbi: l'infermiere scolastico. Secondo la letteratura professionale, questa figura fornisce assistenza diretta in caso di infortuni e malattie, eroga interventi di educazione sanitaria, partecipa allo sviluppo delle politiche sanitarie scolastiche e svolge attività di collegamento tra personale scolastico, famiglie, operatori sanitari e comunità. Un profilo, dunque, che va ben oltre il pronto intervento e che include per sua stessa natura la formazione dei presenti.
La comunità infermieristica sostiene da anni che l'infermiere scolastico non dovrebbe essere relegato alla sola funzione di soccorso, ma dovrebbe fare della prevenzione il suo obiettivo primario, occupandosi anche di eventi formativi specifici per garantire conoscenza e consapevolezza nella gestione delle emergenze sanitarie, adeguandone i contenuti in base alle caratteristiche dei destinatari. In questa logica, un programma strutturato di formazione al primo soccorso rivolto a studenti e personale troverebbe nell'infermiere scolastico il suo referente naturale: figura sanitaria già presente nell'ambiente, capace di parlare la lingua dei giovani e di costruire quella cultura dell'emergenza che la Legge Bove si propone di diffondere. Le due proposte, quella sul primo soccorso e quella sull'infermiere scolastico, non si sovrappongono: si completano.
Gli altri aspetti della proposta
Accanto alla scuola, la Legge Bove prevede l'obbligo formativo per categorie professionali esposte, bagnini, steward, istruttori sportivi e una riduzione dell'IVA sui defibrillatori dal 22 al 5%, per equipararli fiscalmente ai dispositivi salvavita. La novità più simbolica riguarderebbe la patente di guida: chi vorrà sostenere l'esame dovrà aver frequentato un corso di primo soccorso, sul modello danese, dove dal 2006 la sopravvivenza agli arresti cardiaci è triplicata.
Le paludi parlamentari
Il rischio che il provvedimento si areni non è nuovo. La senatrice Simona Malpezzi ha ricordato che si tratta già della terza legge su questo tema dall'inizio della sua carriera parlamentare nel 2013: la "Buona Scuola" del 2015 è rimasta incompiuta. Le coperture finanziarie restano il nodo irrisolto.
Alla conferenza stampa del 17 novembre, Bove si era presentato visibilmente commosso: "è un anno che piango, ma ora sono contento queste sono lacrime per una cosa bella." Aveva poi spiegato di sentirsi onorato ma anche emozionato e imbarazzato che la legge porti il suo nome, riconoscendo il merito a chi da anni lotta per diffondere questa cultura: "questa legge è per Davide Astori e per tutti gli altri. Ho toccato con mano il dolore di queste famiglie. È arrivato il momento di alzare tutti la mano." Oggi gioca nel Watford e il 17 marzo 2026, è tornato al gol nella Championship inglese per la prima volta dopo 506 giorni, segnando il 3-1 contro il Wrexham nei minuti finali.
La legge che porta il suo nome invece, deve ancora trovare la rete.
ph credit istagram edobove
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