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GiFIL e la Campagna Scacco al Linfoma: infermieri al fianco dei caregiver

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 26/02/2026

Professione e lavoroSocietà scientificheStandard Assistenziali

Il Gruppo Infermieri della Fondazione Italiana Linfomi (GiFIL) promuove e partecipa attivamente alla campagna nazionale "Scacco al Linfoma – Un nuovo ponte tra la ricerca e la cura", presentata a Roma il 12 febbraio 2026 e promossa da AbbVie con AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma), FIL (Fondazione Italiana Linfomi) e GFIL. Una iniziativa che nel contesto della presa in carico dei malati, sottolinea il ruolo cruciale dell'infermiere nel supportare i pazienti colpiti da linfoma e i loro caregiver familiari, spesso lasciati soli nella gestione quotidiana della malattia.

La Campagna

La campagna mira a sensibilizzare sull'impatto dei linfomi non Hodgkin, evidenziando come il percorso terapeutico si estenda oltre l'ospedale, entrando nelle mura domestiche. GiFIL rivendica il sostegno infermieristico per i caregiver che affrontano sfide quotidiane come la gestione di appuntamenti, farmaci, sorveglianza dei sintomi e ricostruzione degli equilibri familiari e lavoro quando sono ancora in grado di conservarne uno. Uno dei dati più tristi è quello per cui molti familiari siano proprio costretti a rinunciare alla vita lavorativa per praticare l’assistenza continua al proprio congiunto che il Servizio Sanitario Nazionale non garantisce, nonostante la salute sia un diritto costituzionale.

L'evento di Roma ha visto la collaborazione tra associazioni pazienti e professionisti sanitari, con l'obiettivo di creare alleanze tra clinici, infermieri e famiglie per migliorare gli esiti clinici e la qualità della vita.

Ruolo del GiFIL nel Supporto ai Caregiver

GiFIL, nato nel 2020 all'interno della FIL per coordinare l'attività infermieristica nei centri specializzati, promuove programmi assistenziali e di ricerca in sinergia con medici e associazioni come AIL e F.A.V.O. (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia). Nel progetto Ematonurse, GiFIL forma gli infermieri a riconoscere il caregiver come attore chiave, fornendo strumenti per ridurre stress e migliorare la comunicazione utilizzando anche strumenti come podcast educativi e più tradizionalmente, volumi formativi che rafforzano questa alleanza, valorizzando l'infermiere come ponte tra ospedale e casa. la figura dell’infermiere diventa fondamentale, in quanto punto di riferimento del caregiver che può imparare a riconoscere i segnali clinici e a riconoscere le emergenze.

Sfide Quotidiane dei Caregiver

I caregiver, dicevamo, operano senza orari né tutele, gestendo un "mondo invisibile" di responsabilità che impatta su salute fisica e psicologica. Si pensi a titolo esemplificativo alla gestione dei farmaci, coi loro dosaggi e orari ed effetti collaterali e loro monitoraggio, alla pianificazione di visite e appuntamenti con quel che ne consegue in tema di trasporti e accessibilità dei mezzi pubblici. Un mondo ostile che la campagna evidenzia come una vera battaglia contro il linfoma che inizia a casa, per cui gli infermieri sono chiamati a offrire supporto continuo e percorsi educativi personalizzati, come è giusto che sia considerata la responsabilità dell’assistenza attribuita loro dalla norma italiana. «Una formazione adeguata­ - racconta Giuliana Nepoti, responsabile della commissione GIFIL, Research Nursing di Ematologia del Policlinico di Sant’Orsola a Bologna – riduce gli accessi impropri al pronto soccorso e migliora l’aderenza alla terapia», solo per fare un esempio.

Prospettive Future

La partecipazione di GiFIL rafforza la rete assistenziale italiana, promuovendo una cura olistica che integra ricerca e pratica clinica. Iniziative come questa rispondono all'esigenza di continuità assistenziale per pazienti con linfomi, patologie che richiedono monitoraggio prolungato, nell’ara della medicina di prossimità cui si pera dare finalmente un corso strutturato, pienamente riconosciuto.

 

Ph credit filinf.it/gifil