Sanità campana fuori dal Piano di rientro: il NurSind incalza, ''ora servono assunzioni''
Dopo quasi vent’anni di vincoli e blocchi alla spesa, si apre una nuova stagione per il sistema sanitario regionale. Il NurSind richiama le aziende sanitarie a un cambio di passo: prima di tutto il personale.
di Giuseppe Provinzano
"C’è un momento in cui i numeri, i bilanci e le procedure amministrative devono lasciare spazio alle scelte politiche e organizzative. La fine del lungo commissariamento finanziario della sanità campana rappresenta esattamente questo passaggio: un cambio di fase che non può restare solo sulla carta.
Dopo anni di sacrifici, riduzioni e blocchi che hanno inciso profondamente sugli organici e sull’organizzazione dei servizi, si apre una finestra che il sistema sanitario non può permettersi di sprecare.
Ed è proprio su questo punto che il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, interviene con forza chiedendo che la nuova libertà gestionale si traduca immediatamente in investimenti sul personale".
Salerno, 31/03/2026. La sanità campana prova a voltare pagina dopo quasi due decenni segnati dal Piano di rientro e dai vincoli di spesa che hanno limitato la capacità delle aziende sanitarie di programmare il proprio futuro. L’uscita da questo regime straordinario non è soltanto un passaggio burocratico: rappresenta l’inizio di una fase in cui diventa possibile recuperare il terreno perduto, soprattutto sul fronte degli organici.
In questo scenario il NurSind accende i riflettori sulla situazione delle strutture sanitarie della provincia di Salerno, chiedendo ai vertici aziendali di non perdere tempo e di avviare subito una politica di rafforzamento del personale.
Il segretario territoriale del NurSind Salerno, Biagio Tomasco, ha scritto ai vertici dell’Azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” e dell’Asl Salerno, sollecitando una risposta concreta alle carenze che negli anni si sono accumulate.
«Non esistono più alibi. Con la fine dei vincoli finanziari è arrivato il momento di investire davvero sugli organici», afferma il segretario territoriale del NurSind Salerno, Biagio Tomasco.
Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, gli anni di rigidità contabile hanno costretto le aziende sanitarie a lavorare con dotazioni di personale nettamente inferiori al fabbisogno reale. Una situazione che ha inciso sulla tenuta dei reparti, sulla qualità dell’assistenza e sull’organizzazione dei servizi.
«Per anni il tetto di spesa ha obbligato le aziende a programmare personale ben al di sotto delle reali necessità. All’ospedale Ruggi si registrano circa mille unità in meno rispetto al fabbisogno, mentre all’Asl Salerno mancano oltre ottocento lavoratori», sottolinea Tomasco.
Numeri che fotografano una situazione strutturale di difficoltà che, secondo il NurSind, non può essere affrontata con soluzioni temporanee o con ulteriori sacrifici da parte degli operatori sanitari.
La fine del Piano di rientro, infatti, restituisce alle aziende sanitarie la possibilità di programmare nuove assunzioni, investimenti strutturali e innovazioni tecnologiche, strumenti indispensabili per rilanciare un sistema che negli ultimi anni ha dovuto operare in condizioni di forte compressione delle risorse.
«Questa nuova fase rappresenta un’occasione che non possiamo permetterci di perdere. Senza personale non si riducono le liste d’attesa, non si rafforzano i servizi territoriali e non si alleggerisce la pressione sui pronto soccorso. Il personale sanitario resta la priorità assoluta», evidenzia il NurSind.
Il sindacato chiede quindi alle direzioni dell’Azienda ospedaliera “Ruggi” e dell’Asl Salerno un cambio di passo immediato, capace di avviare una stagione di reclutamento che consenta di colmare progressivamente i vuoti creati negli anni dei vincoli.
«L’uscita dal Piano di rientro non deve essere interpretata come un punto di arrivo, ma come l’inizio di una nuova responsabilità per la sanità campana. È il momento di prendere decisioni rapide e coraggiose», conclude Tomasco.
Per il NurSind, il messaggio è chiaro: la ripartenza della sanità campana passa prima di tutto dal rafforzamento del personale sanitario, condizione indispensabile per garantire qualità assistenziale, sicurezza nei reparti e servizi adeguati ai cittadini.
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