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Produttività 2024 ferma alla Asl Latina: ritardi e tensioni con i sindacati

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 31/03/2026

LazioNurSind dal territorio

Il saldo spettante ai dipendenti slitta ancora per la mancata ricostituzione del Collegio Sindacale. NurSind e Cisl Fp: necessario trovare subito soluzioni per non penalizzare il personale.

di Giuseppe Provinzano

"Nel Servizio sanitario nazionale accade spesso che i meccanismi amministrativi rallentino diritti già maturati dai lavoratori. È quanto sta accadendo alla ASL Latina, dove il pagamento del saldo di produttività relativo al 2024 continua a subire rinvii. Una vicenda che si trascina da mesi e che oggi riaccende il confronto tra azienda e sindacati, con il NurSind nuovamente in prima linea, insiene a Cisl Fp, per chiedere che i dipendenti non paghino il prezzo di ritardi burocratici non dipendenti da loro".


Latina 31/03/2026. La vicenda del saldo di produttività 2024 dei dipendenti della ASL Latina si trasforma sempre più in un caso emblematico delle difficoltà amministrative che possono bloccare procedure già definite e finanziate. Secondo quanto previsto dal regolamento interno, il pagamento avrebbe dovuto essere effettuato entro marzo 2025. Tuttavia, a distanza di un anno, la liquidazione non è ancora avvenuta e i lavoratori attendono ancora quanto loro spettante.

Dopo il primo ritardo, le organizzazioni sindacali avevano chiesto un confronto con i vertici aziendali. Al termine dell’incontro, la nuova scadenza per l’erogazione era stata fissata all’inizio di novembre 2025. Anche quella data, però, è trascorsa senza risultati concreti. La situazione ha portato alla dichiarazione dello stato di agitazione dei dipendenti e alla convocazione di un nuovo tavolo di confronto tra azienda e sindacati.

Nel corso della riunione del 18 novembre, la direzione aziendale aveva assunto l’impegno di liquidare il saldo entro febbraio 2026. Ma anche questa scadenza è stata superata senza che i dipendenti abbiano ricevuto il pagamento.

Il motivo del nuovo slittamento sarebbe legato alla mancata ricostituzione del Collegio Sindacale della ASL, l’organo di controllo contabile necessario per autorizzare alcuni atti amministrativi. Il collegio è composto da tre membri designati rispettivamente dalla Regione, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero della Salute. Solo recentemente è arrivata anche l’ultima designazione ministeriale, passaggio indispensabile per completare l’organo e consentire l’avvio delle procedure.

Il sindacato delle professioni infermieristiche evidenzia come questa situazione non possa ricadere sui lavoratori che attendono il pagamento.

«La mancata ricostituzione del Collegio Sindacale, pur non imputabile direttamente all’azienda sanitaria, non può ricadere sui dipendenti né sospendere indefinitamente obbligazioni già perfezionate», sottolinea il NurSind insieme alla CISL FP.

Secondo le organizzazioni sindacali, la direzione aziendale mantiene comunque responsabilità gestionali e strumenti per intervenire anche in situazioni straordinarie.

«La Direzione Generale e la Direzione Amministrativa conservano poteri di indirizzo e responsabilità nella gestione delle risorse e nell’adozione degli atti necessari a garantire la continuità amministrativa. In presenza di fondi disponibili, accordi sottoscritti e performance già validate, devono essere valutate soluzioni alternative, anche provvisorie, per evitare ulteriori ritardi nei pagamenti».

Il riferimento è alla possibilità di anticipazioni o liquidazioni parziali nelle more della ricostituzione del Collegio Sindacale, una strada che i sindacati ritengono percorribile per garantire il rispetto degli impegni presi con i lavoratori.

«Chiediamo un’assunzione di responsabilità da parte dell’ASL di Latina affinché vengano individuate soluzioni immediate e legittime per procedere alla liquidazione del saldo produttività 2024», ribadiscono NurSind e CISL FP.

La vicenda assume contorni ancora più paradossali se si considera che proprio nel marzo 2026 dovrebbe essere erogata anche la produttività relativa al 2025. Nel frattempo la RSU aziendale ha chiesto l’apertura di un tavolo di trattativa per rivedere il regolamento sulla performance, ritenuto ormai inefficace alla luce dei ritardi accumulati.

Una situazione che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, dimostra come sia necessario intervenire sul sistema di erogazione degli incentivi per evitare che diritti economici maturati diventino ostaggio di passaggi burocratici e rallentamenti amministrativi.