Iscriviti alla newsletter

Sanità, guerra fredda tra medici e infermieri: Rocca e Magi alzano il livello dello scontro

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 01/04/2026

AttualitàCronache sanitarieProfessione e lavoroPunto di Vista

Eravamo certi che le dichiarazioni su infermieri e infermieristica del Presidente di Regione Lazio Francesco Rocca non sarebbero cadute nel vuoto. Ed infatti replica del Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Antonio Magi e controreplica di Rocca non si sono fatte troppo aspettare. Ne è seguito un battibecco scivolato anche nel campo delle accuse travestite da velate allusioni e alcune riflessioni sul merito che chiariscono ancora meglio l’opinione complessiva dei due e di quanti rappresentano, sulla questione competenze infermieristiche.

A qualcuno verrebbe facile pensare che tra i due litiganti il terzo gode e qualche ingenuo potrebbe pure pensare che chi gode faccia l’infermiere. Personalmente invece mi tengo ben distante dallo schierarmi a priori perché sebbene Rocca sembri essere apertamente convinto delle ragioni degli infermieri, anche lui come Magi compie a mio avviso il peccato dei peccati continuando a definire SISTEMA quel che invece è un SERVIZIO. Non è una questione di poco conto perché come sostengo da sempre, la politica ha trasformato il servizio in sistema volutamente per perpetuare il suo autosostentamento a partire dalla nomina del “mega direttore generale” (cit.) e giù fino all’ultimo degli addetti.

 

Le dichiarazioni del Presidente Antonio Magi

Le recenti dichiarazioni del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in merito allo stato e alla gestione del sistema sanitario regionale impongono una riflessione ferma da parte dell’Ordine Provinciale di Roma dei Medici Chirurghi (...) riteniamo fondamentale ribadire alcuni principi non negoziabili: il rispetto del lavoro di tutti i professionisti sanitari, la centralità del paziente e la necessità di un confronto basato su dati oggettivi, non su semplificazioni comunicative divisive e forvianti”.

Le affermazioni del Presidente Rocca rischiano di generare una narrazione distorta della realtà sanitaria. In particolare, quando si attribuiscono criticità sistemiche a comportamenti individuali o al passaggio di competenze, quest’ultimo che non può essere deciso dalla politica alla ricerca di preferenze, ma da anni di studi e ed un preciso e chiaro percorso formativo diverso per lunghezza e contenuti tra medici, infermieri e professioni sanitarie.

Parlando inoltre di presunte inefficienze della categoria medica, si alimenta un clima di sfiducia” (…).

Il Presidente Rocca ritiene che si possano ridurre le liste d’attesa per visite specialistiche e per esami diagnostici specialistici o prendere in carico i malati cronici solo con gli infermieri? Il sistema sanitario del Lazio, come quello nazionale, attraversa da anni una fase complessa, segnata da carenza di personale, soprattutto infermieristico oltre che medico specialistico ...)

Ridurre tali criticità a responsabilità individuali o a presunte inefficienze professionali di medici e operatori sanitari o ‘addirittura a lobby potentissime’ che lavorerebbero per difendere interessi di categoria rischia di distogliere l’attenzione dalle vere priorità: investimenti strutturali, programmazione sanitaria efficace, valorizzazione delle risorse

umane e riduzione delle disuguaglianze territoriali” (...).

Le parole di chi governa hanno un peso significativo: possono orientare l’opinione pubblica, influenzare il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario. Se chi governa continua ad esaltare, seppur solo a parole, soltanto una professione sanitaria questo comportamento rischia di incidere

negativamente sulla motivazione degli operatori di tutte le altre professioni sanitarie che ricordiamo sono 31”.

Per questo motivo, () rinnoviamo ancora una volta la nostra disponibilità a collaborare ...) per individuare (...) armonia tra gli operatori che garantisca serenità ai cittadini.

Difendere la sanità pubblica – conclude il Presidente Magi – significa anche tutelare tutti coloro i quali, ogni giorno, ne garantiscono il funzionamento. Su questo punto non possono e non devono

esserci né ambiguità né inutili fughe in avanti a tutela di qualcuno, chiunque esso sia”.

Qui il comunicato stampa intero.

 

La replica del Presidente Francesco Rocca

A breve giro di posta, con una nota affidata alle agenzie di stampa, il Presidente Rocca ha così replicato

Condivido il pensiero del presidente Magi e, proprio per questo, penso che non abbia ascoltato con attenzione il mio ragionamento sul ruolo dell’infermiere con riferimento al DM 77, espresso nei giorni scorsi in occasione di un convegno sulla leadership organizzato dall’OPI. Nessuno ha mai messo in discussione il ruolo, l’autonomia e la centralità del medico nel nostro sistema sanitario: si tratta di un punto talmente evidente da risultare, francamente, un’ovvietà sulla quale non mi voglio dilungare. Proprio per questo la reazione di Magi appare sorprendente, inspiegabile e mi lascia sinceramente perplesso, perché attribuisce alle mie parole significati mai espressi”.

Ho semplicemente ribadito che, nel quadro della riorganizzazione della sanità territoriale prevista dal già citato DM 77 e dal PNRR, la figura dell’infermiere è destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale, all’interno di un modello integrato e multidisciplinare. Questo non riduce il ruolo dei medici ma, al contrario, contribuisce a rafforzare l’efficacia complessiva del sistema, migliorando la presa in carico dei cittadini. Sono dispiaciuto per le dichiarazioni di Magi e per la mancata comprensione del mio ragionamento che rivendico e che, di certo, non rinnego, () Intendo aprire con gli Ordini professionali una nuova stagione di confronto, che parta dalle evidenze scientifiche e dalla necessità di sviluppare la medicina del territorio, (...) nella consapevolezza delle sfide epocali alle quali siamo chiamati a rispondere con responsabilità e senza chiusure corporative da parte di nessuno. Invito, perciò, il Presidente Magi a un nuovo confronto, insieme al Presidente dell’Opi, Zega, con il quale in passato abbiamo già avuto dialoghi costruttivi e sottoscritto accordi e protocolli. Il nostro obiettivo resta quello di costruire una sanità territoriale moderna, dove tutte le professionalità collaborino in modo sinergico, nel pieno rispetto delle rispettive competenze e nell’interesse esclusivo dei cittadini e della qualità delle cure a loro destinata”.

 

Solo i fatti dimostreranno chi è davvero a favore di una evoluzione condivisa del Servizio Sanitario Nazionale, a noi infermieri il compito di non rimanere spettatori e prenderci la scena.