ASL L’Aquila, il NurSind accusa: ‘’Gestione 118 tra sprechi e gravi irregolarità’’
Duro affondo del NurSind: noleggi milionari, carenza infermieristica e violazioni delle direttive regionali nel sistema di emergenza
di Giuseppe Provinzano
"C’è una sanità raccontata nei comunicati e una sanità vissuta nei reparti e sulle ambulanze. Quando queste due realtà non coincidono, è dovere di chi rappresenta i professionisti riportare il dibattito alla concretezza dei numeri, delle scelte e delle responsabilità. È ciò che fa oggi il NurSind, accendendo i riflettori su una gestione che solleva più di una perplessità".
22/04/2026. Il caso della ASL 1 Abruzzo, area L’Aquila, esplode con forza nel dibattito pubblico grazie alla presa di posizione del NurSind, che torna a denunciare una gestione del servizio di emergenza territoriale 118 ritenuta distante dai principi di efficienza, economicità e rispetto delle regole.
A guidare l’affondo è il segretario territoriale Antonio Santilli, che firma una nota durissima nei confronti della Direzione aziendale, contestando una narrazione ritenuta fuorviante rispetto alla realtà dei fatti.
“Le bugie continuano ad avere le gambe molto corte. Si tenta di far passare per innovazione ciò che nei fatti rappresenta una gestione inefficiente e dispendiosa.”
Nel mirino del NurSind finisce in primo luogo la scelta di procedere al noleggio dei mezzi di emergenza. Un’operazione da oltre quattro milioni di euro per un periodo limitato, che secondo il sindacato non garantirebbe nemmeno la certezza di avere mezzi nuovi e coperti da garanzia.
Una decisione che viene giudicata non solo discutibile, ma anche economicamente svantaggiosa se confrontata con l’alternativa dell’acquisto diretto.
“Con le stesse risorse si sarebbero potute acquistare ambulanze e automediche nuove e, allo stesso tempo, investire sul personale infermieristico.”
Ed è proprio la carenza di infermieri uno dei punti più critici evidenziati dal sindacato. Secondo il NurSind, le risorse impegnate tra noleggi e affidamenti esterni avrebbero potuto consentire un piano assunzionale significativo, capace di incidere concretamente sulla qualità dei servizi.
“Si sarebbero potuti assumere fino a 70 infermieri, colmando una carenza che oggi impedisce persino l’attivazione delle Case di Comunità e mette a rischio i finanziamenti del PNRR.”
Un passaggio che apre uno scenario ancora più preoccupante, perché lega le scelte aziendali non solo alla gestione corrente, ma anche alla capacità di rispettare gli impegni strategici assunti a livello nazionale ed europeo.
Ma la denuncia del NurSind va oltre l’aspetto economico e organizzativo. Al centro della contestazione c’è anche la gestione del personale impiegato nel servizio di emergenza.
Il sindacato segnala infatti il ricorso a personale infermieristico non dipendente dalla ASL, attraverso associazioni di volontariato, in aperto contrasto – secondo quanto denunciato – con le direttive regionali.
“È stata pesantemente violata la normativa regionale che impone la presenza esclusiva di personale sanitario dipendente della ASL a bordo delle ambulanze del 118.”
Una scelta che, oltre a porre un problema di legittimità, apre interrogativi rilevanti anche sul piano della sicurezza dei pazienti e delle responsabilità professionali.
Il NurSind sottolinea infatti come, in caso di eventi avversi, potrebbero emergere criticità anche sul fronte assicurativo, con possibili ricadute dirette non solo sulle associazioni coinvolte ma anche sugli stessi vertici aziendali.
Non manca poi una critica netta alle istituzioni regionali, accusate di non essere intervenute nonostante fossero state informate delle presunte irregolarità.
“Registriamo una grave inerzia da parte della Regione, che pur a conoscenza dei fatti non ha adottato alcun provvedimento nei confronti della Direzione aziendale.”
Il quadro delineato è quello di una sanità che rischia di perdere equilibrio tra sostenibilità economica, rispetto delle regole e qualità dell’assistenza.
Il NurSind, attraverso il segretario territoriale Antonio Santilli, rilancia così una battaglia chiara e netta: riportare al centro del sistema sanitario pubblico il valore del lavoro infermieristico, la trasparenza delle scelte e la responsabilità delle istituzioni.
di