Buoni pasto, accordo NurSind-INRCA: 10 anni di arretrati ai lavoratori
A Fermo intesa storica: riconosciuto il diritto negato per anni. Pagamenti in arrivo già dal prossimo cedolino
di Giuseppe Provinzano
"C’è un momento preciso in cui le rivendicazioni smettono di essere battaglie isolate e diventano diritti riconosciuti. È quando il lavoro sindacale incrocia determinazione, competenza e visione. A Fermo, questo momento ha un nome chiaro: NurSind. Ed è da qui che riparte una riflessione più ampia sul valore reale della rappresentanza nel comparto sanità".
FERMO, 01/05/2026 – Una firma che pesa, e che soprattutto restituisce dignità. La segreteria territoriale NurSind Fermo ha raggiunto un accordo con l’INRCA che segna un passaggio importante nella tutela dei lavoratori sanitari: riconosciuti i buoni pasto sostitutivi con una retroattività che arriva fino a dieci anni.
L’intesa riguarda tutti quei dipendenti che, pur avendone diritto, non hanno potuto usufruire del servizio mensa. Un vulnus contrattuale che oggi trova finalmente una risposta concreta, nel pieno rispetto del CCNL Sanità.
A sottoscrivere l’accordo, per il NurSind, il segretario territoriale Gianluca De Paolis, affiancato dalla segreteria amministrativa. Un lavoro lungo, costruito su basi solide e su una lettura rigorosa delle norme contrattuali, che oggi si traduce in un risultato tangibile per il personale.
Elemento centrale dell’intesa è la retroattività: il riconoscimento economico coprirà un arco temporale che parte dal 1° gennaio 2016. Le somme verranno erogate già con il prossimo stipendio, con importi che potranno risultare anche significativi, calcolati sulla base delle effettive presenze e della storia lavorativa individuale.
«Questo accordo rappresenta un risultato concreto e atteso da anni. Abbiamo restituito ai lavoratori un diritto che non può essere subordinato a inefficienze organizzative. Il NurSind continuerà a vigilare affinché ogni previsione contrattuale venga rispettata pienamente», dichiara il segretario territoriale NurSind Fermo, Gianluca De Paolis.
Non si tratta solo di una questione economica. Dietro questo risultato c’è un principio più ampio: il rispetto della dignità professionale di chi ogni giorno garantisce assistenza e cura. Il riconoscimento del buono pasto sostitutivo, infatti, non è un beneficio accessorio, ma parte integrante delle condizioni di lavoro previste dal contratto.
«Quando si tutelano i diritti dei lavoratori si migliora anche la qualità del servizio sanitario. Un operatore rispettato è un professionista più motivato, più attento, più efficace. Questo è il modello che vogliamo affermare», prosegue De Paolis.
Determinante anche il contributo tecnico e legale che ha accompagnato il percorso, consentendo di consolidare le istanze dei lavoratori in un quadro normativo chiaro e inattaccabile.
L’accordo rappresenta oggi un segnale forte, non solo per il territorio fermano ma per tutto il comparto sanitario: la contrattazione, se guidata con competenza e determinazione, produce risultati concreti. E soprattutto dimostra che i diritti, anche quando sembrano compressi nel tempo, possono essere recuperati.
Il NurSind si conferma così protagonista attivo nella difesa delle professioni sanitarie, capace di trasformare le criticità in opportunità di riconoscimento e valorizzazione.
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