Perugia, letti nei corridoi: il NurSind ottiene il monitoraggio regionale
Dopo la denuncia del NurSind Umbria, l’Azienda ospedaliera ammette le criticità. Il Difensore Civico manterrà attiva una vigilanza permanente sulla gestione dei pazienti nei reparti.
di Giuseppe Provinzano
"Ci sono immagini che raccontano meglio di qualsiasi statistica la condizione reale della sanità pubblica italiana. Pazienti assistiti nei corridoi, letti sistemati in aree di passaggio, professionisti costretti a lavorare in emergenza continua. A Perugia, però, la denuncia del NurSind Umbria rompe il silenzio istituzionale e porta il problema dentro gli uffici del Difensore Civico Regionale. Non più episodi isolati, ma una criticità riconosciuta ufficialmente che adesso sarà sottoposta a monitoraggio permanente".
Perugia, 07/05/2026. La denuncia del NurSind Umbria sulla gestione dei pazienti all’interno dell’Azienda Ospedaliera di Perugia produce un primo importante risultato istituzionale. Dopo l’esposto inviato lo scorso 9 aprile, il Difensore Civico Regionale ha infatti concluso la propria istruttoria annunciando l’attivazione di un presidio permanente di monitoraggio sulla vicenda.
La vicenda era già stata portata all’attenzione pubblica da Infermieristicamente nei precedenti approfondimenti:
“Non è più emergenza: NurSind denuncia pazienti nei corridoi a Perugia”
“Perugia, pazienti nei corridoi: il NurSind replica e chiede interventi strutturali”
Al centro della segnalazione del sindacato vi era il ricorso sempre più frequente alla collocazione di pazienti in letti sistemati nei corridoi dei reparti, una pratica che secondo il NurSind rappresenta una grave violazione della dignità assistenziale e delle condizioni minime di sicurezza clinica.
Dalla documentazione acquisita emerge un dato che conferma pienamente quanto denunciato dal sindacato. L’Azienda Ospedaliera di Perugia ha ammesso ufficialmente l’utilizzo di posti letto aggiuntivi in aree non dedicate alla degenza, riconoscendo che nel solo primo trimestre del 2026 si sono verificati sedici episodi documentati di pazienti assistiti nei corridoi.
Secondo la Direzione sanitaria, tali situazioni sarebbero state determinate dall’incremento degli accessi in Pronto Soccorso e dalla crescente complessità clinica dei pazienti ricoverati. L’Azienda ha inoltre precisato che le permanenze medie nei corridoi sarebbero contenute entro dodici ore, spiegando di aver introdotto alcune misure organizzative temporanee, tra cui separatori mobili per limitare l’impatto sulla privacy.
Resta però significativa un’altra ammissione contenuta nella risposta ufficiale: il modello organizzativo introdotto nel 2023 non è riuscito a superare definitivamente le criticità legate alla saturazione dei posti letto e alla gestione dei flussi assistenziali.
La Direzione ospedaliera ha assicurato l’avvio di ulteriori interventi, annunciando il potenziamento dei posti letto disponibili, nuove assunzioni di personale sanitario e un rafforzamento dell’integrazione tra ospedale e territorio.
Ma il passaggio politicamente più rilevante riguarda proprio la decisione del Difensore Civico Regionale di mantenere attivo un monitoraggio permanente affinché gli impegni assunti dall’Azienda sanitaria vengano realmente tradotti in azioni concrete.
“Curare i pazienti in spazi destinati al transito è una pratica inaccettabile che lede profondamente i principi di dignità e riservatezza sanciti dalla Costituzione e dalla Carta dei diritti del malato”, dichiara Marco Erozzardi, Segretario regionale del NurSind Umbria.
“Non si tratta soltanto di privacy negata. Questa situazione aumenta sensibilmente il rischio di infezioni correlate all’assistenza e compromette la sicurezza clinica dei pazienti più fragili.”
“A subire le conseguenze sono anche i professionisti sanitari, costretti a lavorare in condizioni di continua emergenza, con carichi di lavoro ormai insostenibili e organici insufficienti”.
Il NurSind accoglie con favore l’intervento del Difensore Civico ma chiarisce che il livello di attenzione resterà altissimo. Il sindacato chiede tempi rapidi per il rafforzamento degli organici e per l’ampliamento concreto della disponibilità di posti letto, sottolineando come il sovraffollamento ospedaliero non possa più essere gestito attraverso soluzioni tampone.
“Non abbasseremo la guardia”, conclude Erozzardi.
“Continueremo a vigilare affinché le promesse di nuove assunzioni e di ampliamento dei posti letto si trasformino rapidamente in fatti concreti. Se questa situazione dovesse permanere, siamo pronti a coinvolgere ulteriori organi di controllo e vigilanza.”
La vicenda di Perugia riporta così al centro del dibattito nazionale il tema della tenuta della sanità pubblica, sempre più esposta agli effetti della carenza di personale sanitario, della pressione sui Pronto Soccorso e della cronica insufficienza di posti letto ospedalieri.
di