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Non basta formare infermieri: in Trentino arriva il piano per evitare la fuga dalla sanità

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 11/05/2026

AttualitàCronache sanitarie

 

Dopo l’approvazione del disegno di legge che introduce incentivi alla formazione di infermieri e operatori socio-sanitari, il consigliere provinciale Claudio Cia ha depositato una proposta di mozione per chiedere alla Giunta provinciale un Piano straordinario triennale per l’attrattività, la permanenza e la valorizzazione del personale sanitario e socio-sanitario.

L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: dare continuità al lavoro avviato sul fronte dell’accesso alla professione, affrontando ora un tema altrettanto decisivo per la tenuta dei servizi, cioè la capacità del sistema di trattenere e valorizzare chi già opera nella sanità trentina.

Con il ddl approvato si è intervenuti su un aspetto importante, quello dell’ingresso nei percorsi formativi. Ma il problema non si ferma lì. Oggi è necessario agire anche sulle condizioni che consentono ai professionisti di restare nei servizi, crescere e lavorare con prospettive più sostenibili”, spiega Claudio Cia.

La mozione parte da una considerazione concreta: la qualità dell’assistenza dipende anche dalla qualità del lavoro nei reparti ospedalieri, nei servizi territoriali, nelle RSA e nelle strutture accreditate. Carichi elevati, turni gravosi, difficoltà nel garantire ferie e recupero, attività improprie che sottraggono tempo alla cura, limitate opportunità di crescita professionale e affaticamento del personale più esperto incidono direttamente sulla permanenza nei servizi.

Per questo la proposta chiede alla Giunta di predisporre entro 120 giorni un piano triennale costruito in raccordo con ASUIT, ordini professionali, organizzazioni sindacali e rappresentanze del comparto accreditato. Il testo prevede inoltre un sistema strutturato di monitoraggio annuale su dimissioni, pensionamenti, posti vacanti, tempi di copertura, ferie residue, straordinari e criticità dei servizi, insieme all’attivazione di un tavolo permanente di confronto per definire misure operative di trattenimento e valorizzazione del personale
 
La mozione punta anche a promuovere sperimentazioni organizzative nei reparti e nei servizi più in sofferenza, con attenzione alla riduzione delle attività improprie, alla sostenibilità dei turni, al recupero psico-fisico, alla conciliazione tra lavoro e vita personale, alla crescita professionale nell’area clinica e territoriale e alla valorizzazione del personale con maggiore anzianità di servizio. È previsto infine uno specifico confronto sul comparto privato accreditato, per affrontare il nodo del divario economico e contrattuale rispetto al pubblico e salvaguardare una componente essenziale del sistema sanitario provinciale.

La mozione non riprende temi già affrontati in altri atti di indirizzo, ma si concentra su un passaggio ulteriore: dopo il sostegno all’accesso alla professione, serve un’azione più strutturata sulla permanenza, sulla valorizzazione delle competenze e sulla qualità del lavoro. Perché senza professionisti messi nelle condizioni di operare bene, nessun sistema sanitario può reggere nel tempo”, conclude Cia.