Dove le ambulanze non arrivano, un infermiere attraversa le montagne a cavallo
Nell'entroterra delle Fiji, dove le strade finiscono e i fiumi tagliano la terra in valli inaccessibili, un giovane infermiere di 26 anni percorre ogni giorno a cavallo le distanze che separano i villaggi remoti dall'assistenza sanitaria. Si chiama Rusiate Kuila Degei, e la sua storia parla di una volontà che non conosce ostacoli.
Rusiate Kuila Dege
Rusiate è cresciuto a Tonuve, nel distretto di Bemana Nadroga, in una famiglia in cui sellare e allevare cavalli era parte della vita quotidiana. Quella familiarità con gli animali e con il territorio aspro delle highlands fijiane si è rivelata, anni dopo, molto più di un'abitudine d'infanzia: è diventata lo strumento stesso del suo lavoro.
Oggi Rusiate è uno Staff Nurse di sanità pubblica assegnato a Nukuilau, a circa 73 chilometri da Sigatoka Town, nell'interno della provincia di Nadroga-Navosa. Dall'amministrazione sanitaria riceve un alloggio, ma nessun mezzo di trasporto e nessun rimborso per le spese di mobilità. Il cavallo è l'unico modo per raggiungere i pazienti.
Il territorio che ha in carico è vasto e frammentato. Nella tikina Noikoro, su entrambe le sponde del fiume Sigatoka, si contano dieci villaggi oltre a più di quindici insediamenti. Rusiate serve nove villaggi e più di undici di questi insediamenti, arroccati nelle zone alte del bacino del Sigatoka, attraversando terreni scoscesi, creste e valli.
Il cavallo che monta non è nemmeno suo. "Sono fortunato di avere famiglia e conoscenze nella tikina Noikoro: ogni volta che ho bisogno di un cavallo per raggiungere i miei pazienti, ci sono sempre parenti disposti a prestarmelo", ha dichiarato. Un dettaglio che dice molto sia della comunità che lo circonda, sia dell'uomo: Rusiate non dà per scontato nulla e sa riconoscere il valore di ciò che riceve. "Il cavallo che monto nella foto appartiene a uno dei miei tai — mio nonno — a Wema. Mi assicuro sempre che la sella sia ben sistemata, perché bisogna essere rispettosi con il cavallo", ha spiegato da Naqalimare.
Il cavallo, racconta, è prezioso ben oltre la sua funzione di mezzo di trasporto. "Il cavallo aiuta in molti modi: fa risparmiare tempo, energie, e mi permette di attraversare il fiume Sigatoka e i ruscelli senza bagnarmi." In un contesto dove ogni ora persa può significare un paziente che non riceve cure in tempo, quella frase assume un peso concreto e urgente.
Infermiere di comunità
Il lavoro di Rusiate si concentra sulla salute pubblica comunitaria: promozione della salute, prevenzione delle malattie ed educazione sanitaria. Lo svolge con il regolare stipendio da infermiere, senza indennità aggiuntive legate alle condizioni straordinarie in cui opera.
La sua responsabilità non si esaurisce nella tikina Noikoro. È anche incaricato del Centro Sanitario di Naqalimare, situato a 40 chilometri da Sigatoka, che serve otto villaggi: Koroisagana, Sautabu, Natawatawadi, Toga, Vunaqoru, Naveyago, Koroua e Rarabasaga. Due aree, due comunità, un solo infermiere che deve pianificare con cura i propri spostamenti per non lasciare nessuno senza assistenza. "Quando non c'è acqua a Nukuilau scendo a Naqalimare e servo i miei pazienti lì. Organizzo le giornate in modo da restare in contatto anche con quelli di Noikoro", ha spiegato.
Il contesto della sanità delle Fiji
La storia di Rusiate Kuila Degei ha attirato l'attenzione dell'opinione pubblica fijiana proprio perché mette in luce qualcosa che va oltre l'ammirazione per un singolo individuo. Essa racconta le condizioni strutturali in cui opera la sanità pubblica nelle aree rurali delle Fiji: carenza di mezzi, assenza di infrastrutture stradali, isolamento geografico che nessuna politica sanitaria ha ancora risolto davvero. Rusiate colma quel vuoto con le proprie forze, la propria iniziativa e le reti di solidarietà familiare che ancora tengono insieme le comunità dell'interno.
Agnes Nambozo
A diecimila chilometri di distanza, nella regione orientale dell'Uganda, Agnes Nambozo affronta la stessa assenza di strade con un mezzo diverso: i suoi piedi, e una scala di legno traballante. Ne avevamo parlato in un articolo dedicato alla sua storia, una storia fatta di tenacia e resilienza del tutto simile a quella di Rusiate perché anche Agnes dichiara di non aver “alcun problema a salire” spinta dal fatto che “queste persone hanno bisogno degli stessi servizi di tutti gli altri” e nessuna difficoltà la fa desistere dal suo compito.
Rusiate e Agnes condividono qualcosa di più del fatto di lavorare in luoghi geograficamente ostili. Condividono il modello della medicina di prossimità che si fonda su un principio semplice: non aspettare che il paziente arrivi al sistema sanitario, ma portare il sistema sanitario al paziente.
A 26 anni, montando il cavallo di un nonno prestato con affetto, l’Infermiere Rusiate Kuila Degei attraversa ogni giorno i fiumi e le valli della sua terra per portare cura dove altrimenti non arriverebbe nessuno. Non come atto eroico, ma come normalità scelta, come forma di appartenenza a un luogo e a una comunità che ha deciso di non abbandonare.
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