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Cotignola, il NurSind diffida il Gruppo Villa Maria: ''Sicurezza e turni non si toccano''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 19/05/2026

Emilia RomagnaNurSind dal territorio

Il sindacato denuncia carenze nelle sale operatorie e gestione irregolare dello standby chirurgico al Maria Cecilia Hospital di Cotignola. “A rischio standard e tutela dei pazienti”


di Giuseppe Provinzano

Quando la riduzione del personale viene trasformata in “riorganizzazione”, il rischio è che a pagare siano prima di tutto i professionisti sanitari e, di conseguenza, i pazienti. È su questo terreno che si consuma l’ennesimo scontro nel mondo della sanità accreditata, dove il contenimento dei costi sembra spesso prevalere sugli standard assistenziali e sulla sicurezza delle cure.

Da Cotignola arriva una denuncia durissima del NurSind, che punta il dito contro alcune scelte organizzative adottate all’interno di GVM Care & Research presso Villa Maria Cecilia Hospital. Al centro della contestazione non ci sono semplici divergenze sindacali, ma questioni che toccano direttamente l’organizzazione delle sale operatorie, la tutela degli infermieri e il rispetto delle norme contrattuali e regionali.


Ravenna, 19/05/2026. Il NurSind passa alle vie formali e diffida il gruppo GVM Care & Research dopo avere riscontrato, secondo il sindacato, una serie di criticità organizzative all’interno di Villa Maria Cecilia Hospital che rischierebbero di compromettere sicurezza assistenziale, condizioni di lavoro e rispetto degli standard previsti per le strutture sanitarie accreditate.

Nel mirino del sindacato delle professioni infermieristiche finiscono soprattutto la riduzione del personale infermieristico nelle sale operatorie e la gestione dello standby chirurgico legato alle procedure Tavi, tecnica mininvasiva utilizzata per la sostituzione della valvola aortica.

Secondo quanto denunciato dal NurSind, l’ospedale avrebbe ridotto a due il numero di infermieri assegnati a ciascuna sala operatoria, senza distinguere tra le differenti specialità chirurgiche. Una scelta che, secondo il sindacato, si porrebbe in contrasto con i requisiti organizzativi previsti dalla normativa regionale per le strutture accreditate.

“Ridurre il personale in sala operatoria significa aumentare il rischio clinico, esporre gli infermieri a responsabilità professionali non sostenibili e compromettere la qualità dell’assistenza”, evidenzia il NurSind nella diffida inviata alla direzione.

Il sindacato sottolinea come la questione non possa essere archiviata come una semplice rimodulazione organizzativa interna, ma rappresenti un segnale ben più ampio e preoccupante per tutto il sistema della sanità accreditata.

Altro punto contestato riguarda la gestione dello standby chirurgico per le procedure Tavi. Secondo quanto riferito dal NurSind, agli infermieri coinvolti sarebbe stato chiesto di terminare anticipatamente il turno utilizzando permessi o recuperi orari per coprire le ore residue.

Una pratica che il sindacato definisce apertamente “illegittima”.

“L’orario di lavoro è definito dal contratto collettivo e non può essere modificato unilateralmente dal datore di lavoro. Permessi e recuperi non possono essere imposti, mentre lo standby chirurgico costituisce a tutti gli effetti orario di lavoro”, rimarca il NurSind.

Il sindacato ricorda inoltre che il rischio organizzativo non può essere scaricato sui lavoratori e che il personale ha pieno diritto a permanere in servizio fino alla conclusione del turno programmato.

La denuncia assume toni particolarmente severi anche sul piano della sicurezza delle cure.

“Quanto sta accadendo rappresenta un precedente estremamente preoccupante. La sicurezza del paziente e la tutela degli operatori sanitari non possono diventare variabili subordinate alle esigenze organizzative o economiche”, ribadisce il NurSind.

Da qui la richiesta alla direzione della struttura di intervenire con urgenza per ripristinare condizioni operative conformi agli standard regionali e contrattuali.

Un appello netto, che il sindacato accompagna con una frase destinata a sintetizzare l’intera vertenza: “La sicurezza non è negoziabile”.