Matera, NurSind e FISI chiedono lo stop al bando per Infermieri di Famiglia
I sindacati scrivono all’assessore regionale Latronico e ai dg dell'Azienda Sanitaria di Matera e dell'Azienda Sanitaria di Potenza: “Prima il confronto sindacale, poi il reclutamento”. Dubbi sulla legittimità del corso-concorso e sulle risorse previste dal DM 77.
di Giuseppe Provinzano
"Ancora una volta il tema dell’assistenza territoriale e delle Case di Comunità finisce al centro dello scontro tra organizzazioni sindacali e governance sanitaria. In Basilicata il NurSind accende i riflettori su un nodo che riguarda non soltanto il futuro degli Infermieri di Famiglia e di Comunità, ma anche la corretta applicazione delle norme sul reclutamento nel Servizio sanitario nazionale. Una questione che tocca direttamente il DM 77, il PNRR e l’organizzazione della sanità territoriale dei prossimi anni".
MATERA, 28/05/2026. Il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, insieme alla FISI, chiede la sospensione immediata del corso-concorso per Infermieri di Famiglia o di Comunità promosso dalla Regione Basilicata e dall’ASM di Matera.
La richiesta è contenuta in una lettera aperta indirizzata all’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico, al direttore generale dell’ASM Maurizio Friolo, al direttore generale dell’ASP Giuseppe De Filippis e ai vertici del Servizio Professioni Sanitarie.
A firmare il documento sono Giuseppe Cavllo e Antonio Fedele, che contestano duramente l’impianto del bando approvato con la DGR Basilicata n. 267 del 12 maggio 2026 e con la deliberazione ASM n. 565 del 14 maggio 2026.
Secondo le organizzazioni sindacali, il progetto di reclutamento rischia di aprire un fronte giuridico e organizzativo estremamente delicato.
“Il reclutamento del personale territoriale è una necessità reale e non più rinviabile, ma non può avvenire attraverso procedure che presentano criticità normative e senza alcun confronto preventivo con le organizzazioni sindacali.”
Al centro della contestazione vi è innanzitutto la questione della figura professionale dell’Infermiere di Famiglia o di Comunità.
Per NurSind e FISI, infatti, il profilo professionale non sarebbe ancora giuridicamente definito a livello statale e, pertanto, non potrebbe essere oggetto di un concorso pubblico autonomo.
“L’istituzione delle professioni sanitarie è competenza esclusiva dello Stato. Le Regioni non possono bandire concorsi per figure professionali giuridicamente inesistenti.”
Da qui la richiesta di separare nettamente il percorso formativo dalla procedura concorsuale. Le sigle sindacali sottolineano infatti come il Master universitario di primo livello in Infermieristica di Famiglia e di Comunità sia già presente in diverse università italiane e rappresenti il corretto percorso formativo specialistico.
Secondo Cavallo e Fedele, soltanto dopo la conclusione della formazione si dovrebbe procedere con un ordinario concorso pubblico per infermieri, aperto a tutti i professionisti in possesso dei requisiti previsti.
Ma le criticità evidenziate non si fermano qui. Il NurSind richiama anche il mancato rispetto delle procedure ordinarie di reclutamento previste dal D.P.R. 220/2001 per il personale del Servizio sanitario nazionale.
Il sindacato sostiene che il concorso pubblico per titoli ed esami resti la modalità ordinaria e più trasparente per garantire accesso, meritocrazia e pari opportunità a tutti gli infermieri interessati, compresi coloro che operano fuori regione o nel settore privato.
“Questo maxi reclutamento non può trasformarsi in una procedura che limita la partecipazione o crea disparità di accesso tra professionisti.”
Nel mirino delle organizzazioni sindacali finisce anche la totale assenza di informativa preventiva.
NurSind e FISI denunciano infatti di non aver ricevuto alcun confronto ufficiale né a livello regionale né aziendale su un progetto che riguarda direttamente il futuro assetto dell’assistenza territoriale lucana.
La richiesta avanzata alla Regione Basilicata è chiara: conoscere nel dettaglio il fabbisogno reale di personale previsto dal DM 77/2022, le figure professionali necessarie per Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali, oltre alle risorse economiche assegnate alla Regione dal Servizio sanitario nazionale per il periodo 2022-2026.
“Non si può parlare di nuova sanità territoriale senza trasparenza sulle assunzioni, sulle risorse disponibili e sulla programmazione del personale.”
La lettera si conclude con una richiesta netta e non più procrastinabile: sospendere immediatamente il bando e convocare un tavolo sindacale urgente prima di procedere con qualsiasi iter selettivo.
Per il NurSind la costruzione della sanità territoriale prevista dal PNRR e dal DM 77 non può prescindere da regole certe, confronto sindacale e pieno rispetto delle norme nazionali sul reclutamento sanitario.
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