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Ferie e indennità accessorie, il NurSind vince: la partita ora si sposta all’Aran

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 12/06/2026

Contratto NazionaleNurSind dal territorio

Il Tribunale di Avellino riconosce il diritto degli infermieri a percepire le indennità accessorie anche durante le ferie. Il NurSind: «Serve una norma contrattuale che valga per tutti».


di Giuseppe Provinzano

"Ancora una volta sono i tribunali a colmare un vuoto che da anni alimenta contenziosi e disparità di trattamento nella sanità pubblica. Una nuova sentenza conferma un principio che il NurSind sostiene da tempo: le ferie non possono tradursi in una penalizzazione economica per infermieri e professionisti sanitari. Il pronunciamento del Tribunale di Avellino apre infatti una prospettiva destinata ad avere effetti ben oltre il singolo caso, mentre sullo sfondo si avvicina il confronto per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2025-2027. E proprio lì il NurSind annuncia di voler portare la questione, con l'obiettivo di trasformare una vittoria giudiziaria in un diritto certo e universalmente riconosciuto".


Dalle aule di tribunale al tavolo Aran: la battaglia continua

ROMA, 12/06/2027 - Una sentenza destinata a fare giurisprudenza e a riaccendere il dibattito sul trattamento economico del personale sanitario durante i periodi di ferie. Il Tribunale di Avellino ha infatti riconosciuto il diritto di alcuni infermieri dell'Azienda Ospedaliera Moscati a percepire le indennità accessorie anche nei giorni di assenza per ferie, accogliendo il ricorso promosso con il sostegno del NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche.

Il pronunciamento impone all'azienda il pagamento degli arretrati relativi agli ultimi cinque anni, con somme che in alcuni casi raggiungono i 2.000 euro per ciascun professionista, soprattutto per il personale impiegato nei servizi ad alta intensità assistenziale come il Pronto Soccorso.

La decisione si inserisce nel solco già tracciato dalla giurisprudenza europea, che considera il diritto alle ferie retribuite come un principio fondamentale, da garantire senza alcuna riduzione delle componenti economiche strettamente connesse all'attività lavorativa ordinariamente svolta.

«Durante la fruizione delle ferie, ai professionisti devono essere riconosciute tutte le indennità accessorie spettanti. Il Tribunale di Avellino ha riaffermato un principio che riteniamo inderogabile e che trova pieno fondamento anche negli orientamenti della Corte di Giustizia Europea», sottolinea Romina Iannuzzi, segretaria territoriale NurSind e componente della Direzione Nazionale.

La vertenza rappresenta l'ennesimo capitolo di una battaglia che il sindacato porta avanti da anni in diverse realtà sanitarie italiane, con l'obiettivo di contrastare interpretazioni restrittive che finiscono per penalizzare economicamente gli operatori proprio nel momento in cui esercitano un diritto costituzionalmente garantito.

«Abbiamo sempre creduto nella fondatezza di questa rivendicazione. Oggi registriamo un risultato importante, ma il nostro obiettivo è più ambizioso: fare in modo che il riconoscimento delle indennità accessorie durante le ferie diventi una regola certa per tutti i lavoratori del comparto sanitario», evidenzia Iannuzzi.

Per il NurSind, infatti, il problema non può continuare a essere risolto esclusivamente nelle aule dei tribunali. Serve un intervento normativo e contrattuale capace di eliminare ogni margine interpretativo e garantire uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale.

Un tema che il sindacato intende portare direttamente al tavolo dell'ARAN, dove è in corso il confronto per il rinnovo del CCNL Sanità 2025-2027.

«Questa sentenza arriva in un momento particolarmente significativo. Il rinnovo contrattuale rappresenta l'occasione giusta per affrontare definitivamente la questione e inserirla nel contratto nazionale. È un tema che porteremo con determinazione al tavolo Aran», afferma il vicesegretario nazionale NurSind Salvatore Vaccaro.

Secondo il sindacato, la vicenda non riguarda soltanto i sei infermieri che hanno ottenuto il riconoscimento giudiziario, ma coinvolge migliaia di professionisti sanitari che negli anni hanno subito analoghe decurtazioni.

«Questo pronunciamento non resterà un caso isolato. In tutta Italia sono numerosi gli infermieri che stanno promuovendo ricorsi analoghi. Definire chiaramente la materia nel contratto nazionale sarebbe una scelta di buon senso, utile sia ai lavoratori sia alle aziende sanitarie, evitando un ulteriore incremento del contenzioso», concludono Iannuzzi e Vaccaro.

La sentenza di Avellino rappresenta dunque non solo una vittoria per i professionisti coinvolti, ma anche un nuovo tassello nella più ampia battaglia del NurSind per il riconoscimento pieno dei diritti economici e professionali degli infermieri italiani. Una partita che ora si sposta dal tribunale al tavolo della contrattazione nazionale.