Asp Crotone, NurSind: ''Sui buoni pasto basta disparità tra comparto e dirigenza''
Il sindacato delle professioni infermieristiche chiede equità: stessi requisiti, stesso diritto. Sul tavolo l'allineamento a 12 ticket mensili e la retroattività dal 1° gennaio 2026.
di Giuseppe Provinzano
"Ci sono questioni che, più di altre, raccontano il modo in cui un'organizzazione interpreta il valore delle persone che la tengono in piedi ogni giorno. Non si tratta soltanto di numeri o di regolamenti amministrativi, ma di segnali concreti di attenzione, rispetto ed equità. Quando lavoratori chiamati ad affrontare gli stessi disagi e le medesime condizioni operative ricevono trattamenti differenti, il rischio è quello di incrinare il senso di appartenenza e alimentare una frattura che va oltre il semplice beneficio economico. È in questo spazio che si inserisce la denuncia del NurSind Crotone, che torna ad accendere i riflettori sul riconoscimento dei diritti del personale del comparto sanitario".
CROTONE, 21/06/2026 - L'equità non può essere una variabile dipendente dal ruolo ricoperto. È questo il messaggio che il NurSind Crotone affida ad una nota indirizzata ai vertici dell'Azienda sanitaria provinciale, riaprendo il confronto sul tema dei buoni pasto e denunciando una disparità che, secondo il sindacato, non trova alcuna giustificazione né sul piano organizzativo né su quello contrattuale.
Al centro della contestazione vi è il diverso trattamento previsto per il personale del comparto sanitario rispetto alla dirigenza. Da una parte infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e professionisti che garantiscono quotidianamente l'assistenza nei reparti e nei servizi territoriali; dall'altra la dirigenza medica e sanitaria. Due categorie accomunate dagli stessi presupposti per l'accesso al beneficio, ma destinatarie di limiti differenti.
La questione nasce dal raffronto tra due distinti provvedimenti aziendali. Con la Delibera n. 604 del 18 dicembre 2025, l'Asp di Crotone ha disciplinato l'erogazione dei buoni pasto per il personale del comparto fissando un tetto massimo di nove ticket mensili. Alcuni mesi più tardi, attraverso la Delibera n. 292 del 16 giugno 2026, l'Azienda ha approvato il regolamento destinato ai dirigenti dell'Area Sanità, prevedendo invece fino a dodici buoni pasto al mese.
Eppure, evidenzia il NurSind, il requisito che dà origine al diritto è identico: una presenza effettiva in servizio superiore alle sei ore giornaliere, indipendentemente dal fatto che il lavoratore sia turnista o meno e in assenza del servizio mensa aziendale.
A sollevare formalmente la questione sono stati il segretario territoriale NurSind Crotone Giuseppe Aracri, il segretario aziendale Francesco Greco e il segretario amministrativo Nicodemo Capalbo, che chiedono l'immediata apertura di un confronto con la Direzione aziendale.
"Il diritto al buono pasto sostitutivo ha natura assistenziale e non retributiva per entrambe le aree contrattuali e deriva dal medesimo principio contrattuale: la prestazione giornaliera superiore alle sei ore in assenza di mensa aziendale."
Secondo il NurSind, anche i riferimenti contrattuali confermano l'assenza di elementi che possano giustificare un diverso trattamento.
"I rispettivi Contratti collettivi nazionali richiamano i medesimi accordi storici e non prevedono una differenziazione strutturale sul numero massimo dei buoni pasto riconoscibili."
Il sindacato richiama inoltre il ruolo svolto quotidianamente dal personale del comparto, che costituisce la componente numericamente più rilevante dell'assistenza sanitaria e che opera spesso in condizioni organizzative complesse.
"Il personale del comparto rappresenta la quota preponderante dei professionisti impegnati nei turni ospedalieri e territoriali, affrontando carichi di lavoro elevati e le stesse difficoltà logistiche legate all'assenza del servizio mensa. Per questo motivo mantenere una differenziazione su un istituto di welfare come il buono pasto significa perpetuare una disparità non più sostenibile."
Per il NurSind, la questione non riguarda soltanto l'entità del beneficio, ma un principio di giustizia organizzativa che deve trovare piena applicazione all'interno delle aziende sanitarie.
Da qui la richiesta di avviare immediatamente un tavolo di contrattazione integrativa finalizzato a modificare il regolamento del comparto, elevando il limite massimo a dodici ticket mensili, in analogia con quanto già riconosciuto alla dirigenza sanitaria. Contestualmente, il sindacato chiede che l'eventuale adeguamento abbia efficacia retroattiva a decorrere dal 1° gennaio 2026 e che vengano individuati criteri condivisi di monitoraggio e verifica.
"Confidiamo che l'Azienda voglia riconoscere concretamente un principio di equità tra le diverse aree del personale, convocando quanto prima un incontro dedicato."
Adesso la parola passa alla Direzione strategica dell'Asp di Crotone. Sul tavolo non c'è soltanto la revisione di un regolamento interno, ma la possibilità di dare un segnale chiaro ai professionisti che ogni giorno garantiscono il funzionamento dei servizi sanitari: a parità di condizioni e di sacrifici, i diritti non possono conoscere differenze.
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