Chieri, NurSind accende i riflettori sulle attese in Ortopedia: ''Servono soluzioni per i pazienti''
All'ospedale Maggiore il sindacato delle professioni infermieristiche segnala i disagi nelle giornate più affollate. L'Asl TO5 replica illustrando gli interventi adottati, ma il NurSind chiede verifiche concrete sui flussi e sulle condizioni di attesa.
di Giuseppe Provinzano
"Ci sono criticità che non esplodono in emergenze conclamate, ma che meritano comunque ascolto e attenzione. È il caso delle lunghe attese davanti agli ambulatori, di corridoi che si riempiono nei momenti di maggiore affluenza e di persone fragili costrette a trascorrere minuti preziosi in piedi, spesso dopo un trauma o accompagnando un familiare. Segnalare questi disagi non significa alimentare allarmismi, ma contribuire a migliorare l'organizzazione dei servizi sanitari. È su questo terreno che si inserisce l'intervento del NurSind, che torna a richiamare l'attenzione sulla qualità dell'accoglienza e sul rispetto della dignità dei pazienti".
CHIERI (TO), 23/06/2026 - Il NurSind Torino torna a porre l'attenzione sulle condizioni di attesa degli utenti che si rivolgono all'ambulatorio di Ortopedia dell'ospedale Maggiore di Chieri. Al centro della segnalazione avanzata dal sindacato delle professioni infermieristiche vi sono i momenti di maggiore affluenza, quando pazienti e accompagnatori sarebbero costretti ad attendere in piedi davanti agli ambulatori a causa dell'insufficienza dei posti a sedere disponibili nel corridoio.
A dare voce alle preoccupazioni raccolte tra gli utenti è stata Monica Scomersich, dirigente NurSind Torino, che ha evidenziato come il disagio si manifesti soprattutto nei giorni immediatamente successivi ai festivi, quando alle visite già programmate si aggiungono i controlli dei pazienti transitati dal Pronto Soccorso durante il fine settimana.
L'Azienda sanitaria TO5, dal canto suo, respinge l'ipotesi di una situazione emergenziale. La direzione aziendale ricorda di aver realizzato, circa un anno e mezzo fa, una nuova sala d'attesa sullo stesso piano dell'Ortopedia, collocata a breve distanza dagli ambulatori e dotata di monitor attraverso i quali seguire le chiamate senza sostare davanti alle porte degli studi medici.
Secondo l'Asl, gran parte dell'affollamento registrato nel corridoio deriverebbe dalla scelta di molti utenti di attendere nelle immediate vicinanze degli ambulatori, nonostante siano disponibili ulteriori spazi dedicati. L'azienda sottolinea inoltre di aver incrementato il numero delle sedute presenti lungo il percorso e di avvalersi, nei periodi più intensi, del supporto di volontari incaricati di indirizzare le persone verso la sala d'attesa predisposta.
Il sindacato, pur prendendo atto delle iniziative già adottate dalla direzione, ritiene tuttavia necessario mantenere alta l'attenzione sulla questione.
"Attendiamo di verificare come la direzione deciderà di affrontare concretamente il disagio dei pazienti", sottolinea Monica Scomersich del NurSind.
"Pur riconoscendo gli interventi messi in campo dall'Asl TO5, riteniamo indispensabile monitorare i flussi di accesso e le effettive condizioni di attesa dell'utenza. Anche quando il sovraffollamento è episodico e legato a fattori contingenti, comprenderne le cause e individuare possibili correttivi rappresenta un dovere nei confronti dei cittadini e degli operatori sanitari."
Per il NurSind, infatti, il tema non riguarda soltanto il numero delle sedute disponibili, ma investe più in generale la capacità del sistema di garantire percorsi di accoglienza adeguati, tutela delle persone più fragili e condizioni organizzative che evitino ulteriori disagi a chi già affronta un problema di salute.
La vicenda dell'ambulatorio ortopedico di Chieri evidenzia ancora una volta quanto sia importante ascoltare le segnalazioni provenienti dal territorio e trasformarle in occasioni di miglioramento. La qualità dell'assistenza passa anche dall'attenzione ai dettagli organizzativi, perché l'esperienza di cura inizia molto prima dell'ingresso nello studio medico.
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