Canavese, caldo record nelle strutture Asl To4: NurSind chiede interventi immediati
Temperature oltre i 35 gradi nei servizi territoriali. Il sindacato denuncia condizioni non più sostenibili per operatori e cittadini
di Giuseppe Provinzano
"L'emergenza climatica non può più essere considerata un evento eccezionale. Quando il caldo estremo entra negli ospedali, nei servizi territoriali e negli ambulatori, diventa un problema di sicurezza, salute pubblica e dignità del lavoro. Nel Canavese, il NurSind accende i riflettori su una criticità che riguarda professionisti sanitari, pazienti fragili e cittadini costretti a ricevere assistenza in ambienti che, secondo il sindacato, non rispettano più standard minimi di comfort e salubrità".
RIVAROLO CANAVESE, 27/06/2026 - L'estate 2026 si apre con una nuova emergenza nelle strutture dell'Asl To4. A portare all'attenzione pubblica la situazione è il NurSind, che denuncia condizioni ambientali ormai diventate insostenibili in diversi servizi aziendali, con temperature interne che in alcuni casi avrebbero superato i 35 gradi centigradi.
Secondo il sindacato, il quadro più preoccupante riguarda il Centro di Salute Mentale di Rivarolo Canavese, ma le criticità segnalate interesserebbero anche altre sedi territoriali, servizi specialistici, uffici amministrativi, Serd, Case di Comunità e alcune aree ospedaliere.
«Nonostante le ondate di calore siano fenomeni prevedibili e ricorrenti, l'Asl continua ad affrontare il problema in modalità emergenziale, senza una reale pianificazione strutturale. Operatori sanitari e cittadini stanno vivendo condizioni ambientali che non possono più essere considerate accettabili», evidenziano Giuseppe Summa e Antonio De Feo del NurSind.
Il sindacato sottolinea come la situazione sia particolarmente critica nelle strutture periferiche, dove gli interventi di riqualificazione eseguiti negli ultimi anni non avrebbero prodotto benefici significativi sul fronte del comfort climatico.
Le segnalazioni raccolte dal NurSind descrivono ambienti di lavoro caratterizzati da temperature elevate, difficoltà operative e condizioni che rischiano di compromettere il benessere del personale e la qualità dell'assistenza erogata agli utenti.
Anche negli ospedali, spiegano i rappresentanti sindacali, la situazione apparirebbe disomogenea, con aree climatizzate grazie a precedenti investimenti e altre ancora prive di adeguati sistemi di raffrescamento.
«È paradossale che si diffondano raccomandazioni rivolte alla popolazione per affrontare l'emergenza caldo mentre, all'interno delle stesse strutture sanitarie, lavoratori e cittadini siano costretti a permanere in ambienti che non garantiscono condizioni adeguate di sicurezza e salubrità», affermano i dirigenti del NurSind.
Tra le criticità evidenziate vi è il ricorso a climatizzatori portatili, definiti dal sindacato una soluzione tampone, incapace di risolvere in maniera definitiva il problema.
Per il NurSind, la tutela della salute nei luoghi di lavoro e di cura rappresenta un obbligo inderogabile per l'Azienda sanitaria, soprattutto in presenza di eventi climatici estremi ormai sempre più frequenti.
Il sindacato ricorda inoltre che il tema è stato più volte portato all'attenzione aziendale anche attraverso le segnalazioni del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, senza che, ad oggi, siano state adottate misure strutturali capaci di garantire standard microclimatici adeguati.
«Non è più possibile amministrare la sanità pubblica rincorrendo continuamente le emergenze. Servono investimenti concreti, programmazione e interventi permanenti. Chi lavora nelle strutture sanitarie e chi vi accede per ricevere cure merita ambienti sicuri, dignitosi e compatibili con la tutela della salute», sottolineano ancora Giuseppe Summa e Antonio De Feo.
Il NurSind non esclude ulteriori iniziative nei confronti degli organismi competenti affinché vengano effettuate verifiche tecniche sul rispetto degli standard previsti in materia di microclima e sicurezza negli ambienti sanitari.
L'obiettivo dichiarato dal sindacato è evitare che l'emergenza venga archiviata con la fine dell'estate, rinviando ancora una volta il problema alla stagione successiva.
Per il NurSind, la sfida non riguarda soltanto il benessere dei lavoratori, ma investe direttamente la qualità delle cure e il diritto dei cittadini a ricevere assistenza in strutture adeguate e sicure.
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