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Urologia di Sulmona senza OSS, NurSind denuncia: ''Pazienti penalizzati e infermieri demansionatI''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 29/06/2026

AbruzzoNurSind dal territorio

Il sindacato torna all'attacco dopo ripetute segnalazioni rimaste senza risposta: «Inaccettabile lasciare un reparto complesso senza Operatori socio sanitari mentre le Case di Comunità vengono sovradimensionate


di Giuseppe Provinzano

"Quando la carenza di personale di supporto diventa strutturale, a pagarne il prezzo non sono soltanto gli operatori sanitari, ma soprattutto i cittadini. La qualità dell'assistenza si riduce, le competenze professionali vengono disperse e l'organizzazione ospedaliera perde efficacia. È quanto continua a denunciare il NurSind L'Aquila, che torna a puntare l'attenzione sull'Urologia dell'Ospedale di Sulmona, dove l'assenza di Operatori Socio Sanitari viene considerata ormai una criticità non più rinviabile e sintomo di una gestione delle risorse sempre più distante dalle reali esigenze assistenziali dei territori interni".


SULMONA, 29/06/2026 - L'Unità Operativa di Urologia dell'Ospedale di Sulmona continua a fare i conti con una situazione che il NurSind L'Aquila definisce gravissima e ormai non più sostenibile. Al centro della denuncia sindacale vi è la totale assenza di Operatori Socio Sanitari, una condizione che, secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, starebbe compromettendo la qualità dell'assistenza e mettendo a dura prova il personale infermieristico.

La segreteria territoriale guidata da Antonio Santilli ricorda di essere già intervenuta formalmente in più occasioni, dapprima con una nota inviata il 14 marzo scorso e successivamente con un ulteriore sollecito il 17 giugno, senza tuttavia ricevere alcun riscontro concreto da parte dei vertici aziendali.

«Da mesi segnaliamo una situazione che non può più essere ignorata. Lasciare un reparto complesso come l'Urologia senza Operatori Socio Sanitari significa ridurre i livelli assistenziali garantiti ai cittadini e scaricare sulle spalle degli infermieri responsabilità e compiti che non dovrebbero ricadere esclusivamente su di loro», afferma Antonio Santilli, Segretario Territoriale NurSind L'Aquila.

Secondo il NurSind, la mancanza di OSS determina infatti conseguenze dirette sia per i pazienti sia per i professionisti sanitari. Da un lato viene meno quel supporto assistenziale di base indispensabile per garantire adeguati standard di cura e di accompagnamento alle persone ricoverate; dall'altro gli infermieri si trovano quotidianamente a dover svolgere attività connesse all'igiene, alla mobilizzazione e alla gestione dei bisogni primari dei pazienti.

«Assistiamo a un fenomeno di demansionamento sempre più evidente. Gli infermieri vengono sistematicamente distolti dalle attività cliniche e assistenziali proprie della professione per sopperire all'assenza di personale di supporto. Ciò comporta inevitabilmente un aumento dello stress, delle responsabilità e dei rischi legati alla sicurezza delle cure», sottolinea Santilli.

Ad aggravare ulteriormente il quadro vi sarebbe, secondo il sindacato, una gestione delle risorse umane considerata poco coerente con le necessità dei reparti ospedalieri.

«Mentre l'Urologia di Sulmona viene progressivamente privata di figure essenziali come gli Operatori Socio Sanitari, assistiamo al potenziamento delle Case di Comunità, strutture sulle quali permangono ancora forti perplessità in termini di efficacia e reale risposta ai bisogni del territorio. È una distribuzione delle risorse che appare priva di una logica assistenziale concreta», denuncia il NurSind.

La sigla sindacale evidenzia inoltre di aver già interessato le autorità competenti, segnalando le possibili conseguenze derivanti dal protrarsi di una situazione ritenuta incompatibile con la garanzia di livelli assistenziali adeguati.

«Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità per richiamare l'attenzione della Direzione aziendale su una criticità evidente, arrivando persino a rappresentare il problema alle autorità competenti. Tuttavia continuiamo a registrare un silenzio che lascia sconcertati e che conferma ancora una volta la scarsa attenzione riservata ai presidi sanitari delle aree interne», prosegue Santilli.

Il NurSind L'Aquila annuncia quindi di non voler arretrare nella propria azione di denuncia e tutela dei professionisti.

«Non siamo più disposti a tollerare un immobilismo che finisce per scaricare sui lavoratori e sui malati le inefficienze organizzative di chi è chiamato ad amministrare il sistema sanitario. Continueremo a difendere la dignità degli infermieri e il diritto dei cittadini a ricevere un'assistenza sicura, appropriata e completa», conclude Antonio Santilli.

Per il NurSind, il ripristino di un adeguato contingente di Operatori Socio Sanitari rappresenta oggi una priorità assoluta per restituire equilibrio organizzativo al reparto di Urologia di Sulmona e garantire standard assistenziali all'altezza delle esigenze della popolazione.