Caldo e pronto soccorso al limite: NurSind denuncia carenze al Maggiore di Novara
Accessi in aumento per l'ondata di calore, ma il personale infermieristico resta insufficiente. Il NurSind accusa la Direzione: «Non vengono utilizzati neppure i fondi disponibili per le prestazioni aggiuntive».
di Giuseppe Provinzano
"L'estate del 2026 continua a mettere a dura prova i servizi di emergenza-urgenza italiani. L'aumento degli accessi correlato alle alte temperature si intreccia con una cronica carenza di professionisti e con modelli organizzativi che, secondo il NurSind, non riescono a rispondere tempestivamente alle criticità. Da Novara arriva una nuova denuncia che riporta al centro del dibattito il tema degli organici, della sicurezza delle cure e della valorizzazione del personale infermieristico".
NOVARA, 04/07/2026 - L'ondata di caldo che sta interessando il Piemonte sta producendo effetti evidenti anche nei servizi di emergenza, con un aumento degli accessi ai Pronto soccorso stimato tra il 10 e il 15 per cento. Una situazione prevedibile, che avrebbe richiesto un rafforzamento delle risorse assistenziali e un'organizzazione capace di assorbire l'incremento della domanda sanitaria.
È in questo contesto che il NurSind Novara punta il dito contro la gestione del Pronto Soccorso dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità, denunciando una condizione che il sindacato definisce «grave e insostenibile», aggravata dalla mancata attivazione di strumenti previsti proprio per fronteggiare le situazioni emergenziali.
Secondo quanto segnalato dall'organizzazione sindacale, nei giorni di maggiore afflusso il servizio avrebbe operato con un numero di infermieri inferiore rispetto all'organico previsto, nonostante l'incremento costante degli accessi registrato durante l'emergenza climatica.
Particolarmente significativa la situazione verificatasi nel pomeriggio del 29 giugno, quando al Pronto Soccorso risultavano presenti 75 pazienti, con 27 codici arancioni e 19 codici azzurri, numeri che superano abbondantemente le soglie individuate dai protocolli aziendali per l'attivazione di misure straordinarie.
Il Piano aziendale per la gestione del sovraffollamento prevede infatti specifici interventi al superamento di 55 pazienti complessivamente presenti tra triage e visita, compreso il potenziamento del personale infermieristico e delle attività di informazione rivolte a pazienti e familiari.
«Assistiamo a una situazione che desta forte preoccupazione perché, nonostante l'aumento degli accessi e il superamento delle soglie previste dal piano aziendale, non risultano attivate le misure straordinarie previste per garantire sicurezza e qualità assistenziale», denuncia il NurSind Novara.
Il sindacato evidenzia come gli infermieri siano chiamati a sostenere carichi di lavoro sempre più pesanti in un contesto caratterizzato da una persistente carenza di personale, con inevitabili ripercussioni sui tempi di presa in carico, sulla qualità dell'assistenza e sul benessere degli operatori.
«Gli infermieri continuano a garantire il servizio con professionalità, senso di responsabilità e spirito di sacrificio, ma non si può pensare che l'abnegazione dei lavoratori possa compensare in maniera permanente carenze organizzative e scelte improntate esclusivamente a logiche economiche», sottolinea il NurSind.
Nel mirino dell'organizzazione sindacale finisce soprattutto la mancata autorizzazione delle prestazioni aggiuntive, uno strumento previsto dalla normativa contrattuale proprio per affrontare le difficoltà legate alla carenza di personale e assicurare la continuità delle attività assistenziali.
«Appare del tutto irresponsabile la scelta della Direzione Aziendale di non impiegare e riconoscere le prestazioni aggiuntive al personale infermieristico, nonostante gli specifici fondi stanziati dall'Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte», afferma il NurSind Novara.
Per il sindacato, rinunciare a utilizzare risorse già disponibili significa sottrarre un'opportunità concreta di rafforzamento degli organici proprio nel momento in cui l'emergenza caldo sta mettendo sotto pressione l'intero sistema dell'urgenza.
«La salute dei cittadini e la sicurezza degli operatori non possono essere sacrificate. Le emergenze non possono continuare a essere affrontate con personale insufficiente, soprattutto quando esistono strumenti e finanziamenti già previsti per sostenere i servizi», conclude il NurSind.
La denuncia riaccende così il confronto sulla capacità delle aziende sanitarie di programmare interventi tempestivi in presenza di fenomeni prevedibili come le ondate di calore, che ogni estate determinano un aumento della domanda assistenziale nei Pronto soccorso italiani.
di