Iscriviti alla newsletter

NurSind Emilia-Romagna: ''assumere non basta, la priorità è trattenere gli infermieri''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 04/07/2026

Emilia RomagnaNurSind dal territorio

Nuove assunzioni accolte positivamente dal sindacato, ma resta aperta la sfida della fidelizzazione del personale. Chiesto un tavolo regionale dedicato alla professione infermieristica.


di Giuseppe Provinzano

"La carenza infermieristica non si risolve esclusivamente con nuove graduatorie o procedure assunzionali. Il vero banco di prova per il sistema sanitario pubblico è la capacità di mantenere in servizio i professionisti già presenti nelle aziende sanitarie, evitando che scelgano altre realtà lavorative o decidano di lasciare il settore pubblico. È su questo terreno che il NurSind Emilia-Romagna richiama l'attenzione delle istituzioni, chiedendo interventi strutturali e un confronto dedicato alla professione infermieristica".


NurSind: assumere infermieri non basta, serve una strategia per trattenerli

BOLOGNA 04/07/2026 – Le nuove assunzioni rappresentano certamente un segnale incoraggiante, ma non possono essere considerate la risposta definitiva alla crisi che interessa il personale sanitario. Il NurSind Emilia-Romagna esprime soddisfazione per l'inserimento di quaranta operatori socio-sanitari provenienti dalla nuova graduatoria e guarda con favore anche ai prossimi ingressi di infermieri attraverso lo scorrimento delle graduatorie ormai prossime all'esaurimento.

Per il sindacato degli infermieri, tuttavia, la questione centrale rimane un'altra: la difficoltà crescente nel trattenere i professionisti già in servizio all'interno delle aziende sanitarie regionali.

Secondo il NurSind, infatti, continuare a puntare esclusivamente sul reclutamento rischia di trasformarsi in una rincorsa continua, incapace di garantire risultati duraturi se non si interviene sulle cause che spingono molti infermieri a lasciare il sistema pubblico o a trasferirsi verso territori e contesti ritenuti maggiormente sostenibili.

Tra le criticità evidenziate dal sindacato figurano il progressivo aumento del costo della vita nelle città emiliano-romagnole, la mancanza di un piano abitativo dedicato ai professionisti sanitari, una gestione organizzativa spesso orientata a fronteggiare le emergenze piuttosto che a valorizzare competenze e professionalità, oltre alla carenza di adeguati riconoscimenti economici rispetto al livello di responsabilità richiesto quotidianamente agli infermieri.

A ciò si aggiungono, secondo NurSind, la distribuzione indiscriminata delle risorse disponibili, l'assenza di criteri realmente trasparenti per il conferimento degli incarichi e per la mobilità interna e modelli di turnazione che rendono sempre più complesso conciliare la vita lavorativa con quella personale e familiare.

«Da mesi chiediamo un confronto vero con la Regione, perché il problema non è soltanto trovare nuovi infermieri, ma creare le condizioni affinché chi oggi lavora nella sanità pubblica scelga di rimanerci. Senza questo cambio di prospettiva continueremo semplicemente a rincorrere l'emergenza», afferma Antonella Rodigliano, segretaria regionale del NurSind Emilia-Romagna.

Per il sindacato, la Regione continua a non fornire risposte concrete su questioni considerate strategiche per il futuro della professione. Per questo viene ribadita la richiesta di istituire un tavolo regionale permanente dedicato esclusivamente alla professione infermieristica, con l'obiettivo di affrontare in maniera strutturale le criticità esistenti e definire misure capaci di restituire attrattività alle aziende sanitarie.

Il NurSind pone inoltre l'attenzione anche sull'assetto organizzativo dell'assistenza. La figura del Direttore Assistenziale era stata introdotta con l'obiettivo di migliorare la gestione dei professionisti e dei servizi, ma secondo il sindacato i risultati attesi non sembrano essersi concretizzati.

Al contrario, tra molti operatori prevale la sensazione di un progressivo peggioramento delle condizioni organizzative e lavorative. Senza una reale riorganizzazione del personale, costruita sulle esigenze dei servizi e sulle aspettative dei professionisti, il rischio è quello di aver aggiunto ulteriori livelli gestionali senza generare benefici concreti per il sistema.

«Occorre investire su chi ogni giorno garantisce l'assistenza ai cittadini. Le risorse devono valorizzare le responsabilità e la professionalità degli infermieri, attraverso criteri trasparenti e scelte coraggiose. Trattenere gli infermieri significa difendere il futuro del Servizio sanitario pubblico», conclude Antonella Rodigliano.

Per il NurSind Emilia-Romagna, dunque, la vera sfida non sarà soltanto assumere nuovo personale, ma costruire un sistema sanitario in grado di offrire prospettive professionali, stabilità organizzativa e condizioni di lavoro tali da convincere gli infermieri a restare, contribuendo così a garantire la tenuta e la qualità dell'assistenza pubblica nei prossimi anni.