NurSind: Sanità Cagliaritana al collasso, reparti scoperti e pronto soccorso in affanno
Il sindacato delle professioni infermieristiche denuncia una situazione sempre più critica tra AOU di Cagliari e ARNAS Brotzu: personale insufficiente, turni scoperti, reparti in affanno e servizi d'provinzanoemergenza sotto pressione proprio nel pieno della stagione turistica.
di Giuseppe Provinzano
"Le croniche carenze di personale tornano a scuotere la sanità italiana. Stavolta è la Sardegna a finire sotto i riflettori, dove il NurSind denuncia un quadro che, secondo il sindacato, sta mettendo a dura prova la tenuta degli ospedali cagliaritani. Tra turni non coperti, reparti sotto i livelli minimi di sicurezza e pronto soccorso in costante sovraffollamento, l'allarme lanciato dalle rappresentanze infermieristiche fotografa una realtà che rischia di compromettere sia le condizioni di lavoro degli operatori sia la qualità dell'assistenza ai cittadini".
Ambulanze ferme e reparti scoperti: il NurSind denuncia la crisi di Cagliari
CAGLIARI, 25/07/2027 - La sanità ospedaliera del capoluogo sardo attraversa una delle fasi più delicate degli ultimi anni. A denunciare una situazione definita ormai non più sostenibile è il NurSind, che punta il dito contro la gestione del personale nelle due principali aziende ospedaliere di Cagliari, l'Azienda Ospedaliero-Universitaria e l'ARNAS Brotzu.
Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, le numerose segnalazioni inviate negli ultimi mesi alle direzioni aziendali sarebbero rimaste prive di riscontro concreto, mentre in molti reparti gli organici continuerebbero a operare al di sotto dei contingenti minimi indispensabili per garantire sicurezza assistenziale e tutela degli operatori sanitari.
Nel mirino del NurSind finisce in particolare la situazione dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari, dove il Pronto Soccorso vivrebbe quotidianamente condizioni di forte criticità. Ai ritardi nella definizione della turnistica estiva si aggiunge il fenomeno del boarding, con decine di pazienti in attesa di ricovero che rimangono per ore, talvolta per giorni, nelle aree di emergenza. Una condizione che, sempre secondo il sindacato, avrebbe ripercussioni anche sul sistema dell'emergenza territoriale, con ambulanze del 118 costrette a permanere davanti ai pronto soccorso in attesa di poter affidare i pazienti.
Anche l'attività chirurgica risentirebbe della cronica insufficienza di personale. Nel Blocco D, riferisce il NurSind, da settimane si lavora con dotazioni inferiori agli standard previsti senza che siano state attivate sostituzioni né rimodulate le attività programmate. Le stesse difficoltà interesserebbero Cardiologia e Medicina, dove alla carenza di infermieri si sommerebbe quella degli operatori socio-sanitari, con la conseguente riduzione della disponibilità di posti letto.
Il sindacato evidenzia inoltre come, nonostante il potenziamento degli organici autorizzato dalla Regione Sardegna, il numero di nuove assunzioni effettuate dall'azienda sia rimasto estremamente limitato, giudicato del tutto insufficiente rispetto alle necessità dei servizi.
"Lavorare da mesi sotto i contingenti minimi significa mettere a dura prova operatori e sicurezza delle cure. Nei pronto soccorso il rischio è quello di arrivare a situazioni estremamente critiche, mentre il personale continua a lasciare gli ospedali e anche il ricorso alle agenzie interinali non riesce più a garantire risposte efficaci",
denuncia il Dirigente NurSind Luca Casula.
Le criticità, però, non riguarderebbero soltanto l'Azienda Ospedaliero-Universitaria. Anche all'ARNAS Brotzu, riferisce il NurSind, i reparti di Medicina Generale e il Pronto Soccorso Pediatrico starebbero affrontando una costante difficoltà nella copertura dei turni, con numerosi servizi organizzati in condizioni di sottorganico.
Secondo il sindacato, alla base della crisi vi sarebbe anche un fenomeno di progressivo spostamento del personale verso la sanità territoriale. L'avvio delle Case e degli Ospedali di Comunità avrebbe infatti attratto numerosi professionisti, impoverendo ulteriormente gli organici ospedalieri. Una dinamica che, unita alla difficoltà di reperire infermieri tramite lavoro somministrato, renderebbe estremamente complicata persino la sostituzione del personale assente per maternità o altri istituti contrattuali.
"Assistiamo a un vero squilibrio organizzativo. Per rafforzare la medicina territoriale si stanno svuotando gli ospedali ad alta specializzazione. Le graduatorie utilizzate dalle ASL e l'assenza di personale disponibile anche tramite le agenzie stanno aggravando una situazione già estremamente fragile",
afferma la Segretaria Amministrativa NurSind Vitalia Secci.
Il quadro, sottolinea il NurSind, rischia di aggravarsi ulteriormente durante i mesi estivi, quando la popolazione presente in Sardegna cresce sensibilmente grazie ai flussi turistici. Un aumento della domanda assistenziale che, secondo il sindacato, avrebbe dovuto essere accompagnato da un'adeguata programmazione delle risorse umane.
"Non è accettabile affrontare il periodo di massimo afflusso turistico senza aver pianificato per tempo il fabbisogno di personale. Chiediamo interventi immediati affinché venga garantita la continuità dei servizi e la sicurezza di cittadini e operatori prima che il sistema raggiunga un punto di non ritorno",
conclude Vitalia Secci.
Per il NurSind, la fotografia della sanità cagliaritana rappresenta il segnale di una criticità organizzativa che richiede risposte tempestive. Il sindacato chiede alle istituzioni regionali e alle direzioni aziendali un piano straordinario di reclutamento e una revisione della programmazione del personale, affinché gli ospedali possano affrontare l'emergenza estiva senza compromettere qualità dell'assistenza e sicurezza delle cure.
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