NurSind Macerata vince in Tribunale: riconosciuta la fascia D1 a un'infermiera
La vertenza sostenuta dal NurSind si conclude con una sentenza favorevole: riconosciuta la progressione economica e condannata l'AST di Macerata al pagamento degli arretrati e delle spese legali
di Giuseppe Provinzano
"Dietro ogni diritto riconosciuto c'è spesso una battaglia silenziosa fatta di studio, assistenza e determinazione. Nella sanità pubblica, dove gli infermieri sono chiamati ogni giorno a garantire cure sempre più complesse, il rispetto delle norme contrattuali rappresenta non soltanto una questione economica, ma un elemento fondamentale di dignità professionale. La sentenza del Tribunale di Macerata dimostra come la tutela sindacale possa trasformarsi in uno strumento concreto di giustizia e valorizzazione del lavoro infermieristico, soprattutto quando sono in gioco principi fondamentali come la parità di trattamento e la tutela della maternità".
MACERATA, 25/06/2026 - Una significativa vittoria sindacale arriva dalle Marche, dove il NurSind Macerata ha ottenuto un importante risultato a tutela dei diritti dei professionisti sanitari. Il Tribunale di Macerata ha infatti accolto il ricorso promosso da un'infermiera iscritta al sindacato, riconoscendole il diritto alla progressione economica orizzontale con attribuzione della fascia retributiva superiore D1 e condannando l'Azienda Sanitaria Territoriale di Macerata al pagamento delle differenze retributive maturate e delle spese di giudizio.
La sentenza rappresenta un'affermazione importante non soltanto per la lavoratrice coinvolta, ma per tutti gli operatori sanitari che chiedono il rispetto delle norme contrattuali e il riconoscimento del proprio percorso professionale. Il Giudice del Lavoro ha infatti accertato il diritto dell'infermiera alla progressione economica con decorrenza dal 1° gennaio 2022, disponendo il pagamento delle somme dovute oltre agli interessi legali e alle spese processuali.
Dietro il pronunciamento favorevole vi è stata un'intensa attività di tutela promossa dal NurSind Macerata, che ha sostenuto la lavoratrice nel percorso giudiziario.
Determinante per l'esito della vertenza è stato il lavoro dell'Avv. Daniele Stacchietti di Porto Sant'Elpidio, legale di fiducia del NurSind, che ha patrocinato il ricorso sostenendo le ragioni della lavoratrice davanti al Tribunale di Macerata. L'azione giudiziaria ha consentito di far valere un principio particolarmente rilevante in materia di tutela del lavoro e pari opportunità, ottenendo il pieno riconoscimento dei diritti della professionista sanitaria.
Ma il valore della sentenza va oltre il mero aspetto economico. La vicenda richiama infatti un tema particolarmente delicato e attuale: la tutela delle lavoratrici madri e la necessità di garantire che i periodi di assenza protetti dalla legge non si trasformino in elementi penalizzanti ai fini della crescita professionale e delle progressioni economiche.
In un sistema sanitario che si regge in larga parte sul lavoro delle donne, molte delle quali conciliano quotidianamente attività professionale e responsabilità familiari, appare sempre più necessario garantire percorsi di carriera che non subiscano condizionamenti legati alla maternità o alla genitorialità.
«Questa sentenza rappresenta una vittoria importante per una nostra iscritta, ma soprattutto riafferma un principio che il NurSind considera fondamentale: la maternità non può e non deve mai diventare un ostacolo alla valorizzazione professionale di una lavoratrice. Chi sceglie di diventare madre non può essere penalizzata nel proprio percorso di carriera né vedere compromesse opportunità previste dai contratti. Continueremo a batterci affinché il rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori sia sempre garantito.»
dichiara Elisabetta Guglielmini, Segretaria Territoriale NurSind Macerata.
Secondo il NurSind, la decisione del Tribunale assume una portata che travalica il singolo caso e richiama l'attenzione di tutte le aziende sanitarie sull'obbligo di applicare correttamente le norme contrattuali e i principi di parità di trattamento previsti dall'ordinamento.
«Il risultato ottenuto dimostra quanto sia importante affiancare i lavoratori non soltanto nell'attività sindacale ordinaria, ma anche nelle sedi giudiziarie quando ciò si rende necessario. Questa sentenza conferma che i diritti previsti dalla legge e dai contratti devono essere pienamente rispettati e che eventuali disparità possono e devono essere corrette.»
aggiunge Elisabetta Guglielmini.
Per il NurSind Macerata questa vittoria rappresenta la conferma dell'importanza di un sindacato capace di trasformare la tutela dei diritti in risultati concreti. Una pronuncia che restituisce giustizia alla lavoratrice coinvolta e che rafforza un principio essenziale: il lavoro, la professionalità e il merito non possono essere messi in secondo piano da eventi della vita che la legge tutela e protegge, come la maternità.
La sentenza assume quindi un valore che va ben oltre il singolo caso e rappresenta un segnale importante per tutte le lavoratrici della sanità: i diritti contrattuali, la maternità e la crescita professionale non possono essere posti in contrapposizione. Una professionista non deve mai essere costretta a scegliere tra famiglia e carriera.
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