CRO Aviano, NurSind: ''Carenze e incentivi inadeguati, ora servono risposte''
Un solo infermiere in Terapia Intensiva, fino a 86 trattamenti oncologici al giorno e forti disparità negli incentivi. Altavilla (NurSind): "A rischio operatori e pazienti. Valutiamo un esposto in Procura"
di Giuseppe Provinzano
Quando la carenza di personale finisce per modificare gli equilibri organizzativi dei reparti più delicati, la questione non riguarda più soltanto i turni. Investe la sicurezza delle cure, le responsabilità professionali e la sostenibilità del lavoro infermieristico. È su questi punti che il NurSind Pordenone apre un duro confronto con il CRO di Aviano, denunciando criticità in Terapia Intensiva e nell'area delle terapie oncologiche e contestando una politica degli incentivi ritenuta fortemente penalizzante per gli infermieri.
"CRO Aviano, NurSind: sugli infermieri non si può più scaricare tutto"
PORDENONE, 06/08/2026 - Il NurSind alza il livello dello scontro con il CRO di Aviano e denuncia una situazione organizzativa che considera ormai non più sostenibile per il personale infermieristico e potenzialmente critica anche sul fronte della sicurezza assistenziale.
Il sindacato delle professioni infermieristiche porta al centro della vertenza tre questioni: la riorganizzazione della Terapia Intensiva, i crescenti carichi assistenziali nell'area dedicata alla somministrazione delle chemioterapie e quella che viene definita una forte disparità nel sistema degli incentivi tra personale sanitario e amministrativo.
Terapia Intensiva, NurSind: «Un solo infermiere per turno»
È soprattutto l'organizzazione della Terapia Intensiva a preoccupare il NurSind.
Secondo quanto denunciato dal sindacato, la progressiva riduzione del personale infermieristico avrebbe determinato una rimodulazione dei turni che prevede attualmente un solo infermiere in Terapia Intensiva per turno, con il supporto, quando necessario, di un professionista afferente al Centro Trapianti.
«La progressiva riduzione del personale infermieristico in Terapia Intensiva ha portato a una rimodulazione dei turni. Attualmente è prevista la presenza di un solo infermiere per turno, affiancato, in caso di necessità, da un infermiere del Centro Trapianti», denuncia il NurSind.
Una soluzione che, per il sindacato, presenta diversi punti critici. Il problema potrebbe manifestarsi soprattutto nel caso di un'emergenza all'interno dell'Istituto: l'infermiere della Terapia Intensiva potrebbe infatti essere chiamato ad allontanarsi dal reparto, mentre il collega proveniente dal Centro Trapianti dovrebbe garantire l'assistenza ai pazienti presenti.
Il NurSind tiene a precisare che la contestazione non riguarda la professionalità degli infermieri coinvolti, ma l'adeguatezza del modello organizzativo e della formazione rispetto alla complessità assistenziale propria di un reparto intensivo.
«Pur riconoscendo il valore professionale dei colleghi coinvolti, il percorso di formazione sul campo non può essere considerato sufficiente per garantire la gestione completa di tutte le casistiche assistenziali proprie di una Terapia Intensiva».
Sul modello che prevede un solo infermiere in turno, sottolinea inoltre il NurSind, sarebbe stato espresso un parere negativo anche dall'Ordine delle Professioni Infermieristiche.
Altavilla: «Si poteva garantire almeno il secondo infermiere di notte»
Per il segretario territoriale del NurSind Pordenone, Gianluca Altavilla, una possibile risposta alla carenza avrebbe potuto essere rappresentata dal ricorso alle prestazioni aggiuntive, garantendo almeno durante la notte la presenza di un secondo infermiere.
«Questa situazione avrebbe potuto essere affrontata ricorrendo alle prestazioni aggiuntive, garantendo almeno il secondo infermiere durante il turno notturno, come già avviene per i medici rianimatori. Invece si preferisce esporre il personale a responsabilità rilevanti, mettendo a rischio la sicurezza degli operatori e dei pazienti», afferma Altavilla.
La contestazione potrebbe adesso assumere anche un rilievo legale. Il NurSind fa sapere di avere avviato approfondimenti sulle possibili responsabilità connesse all'attuale organizzazione.
«Stiamo valutando, insieme al nostro ufficio legale, eventuali profili di responsabilità penale e civile legati alla riorganizzazione della Terapia Intensiva, con particolare riferimento alle responsabilità dirigenziali. Qualora emergessero i presupposti, presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica».
Per il sindacato esiste inoltre un ulteriore rischio: rendere ancora meno attrattivo il lavoro all'interno del reparto, favorendo nuove dimissioni e aggravando una carenza di personale già difficile da sostenere.
Chemioterapie, fino a 86 trattamenti al giorno con 8-9 infermieri
Il secondo fronte aperto dal NurSind riguarda l'area dedicata alla somministrazione delle terapie oncologiche.
Non si tratterebbe, secondo Altavilla, di una problematica recente. Il sindacato sostiene infatti di avere sollecitato da tempo una revisione dell'organizzazione, soprattutto alla luce dell'aumento degli accessi giornalieri e delle conseguenze sui tempi di attesa e sui carichi assistenziali.
«Da anni segnaliamo la necessità di una riorganizzazione dell'area terapia. L'attuale gestione della lista di lavoro continua ad aumentare gli accessi giornalieri, con pesanti ricadute sui tempi di attesa dei pazienti e sul carico assistenziale e organizzativo degli infermieri», sottolinea Altavilla.
I numeri indicati dal NurSind fotografano giornate con un volume compreso tra 55 e 86 trattamenti, mentre il personale infermieristico disponibile sarebbe composto da appena 8-9 unità, anche quando le somministrazioni si avvicinano alle 80 nell'arco della giornata.
Per il sindacato, tuttavia, limitarsi al rapporto numerico tra pazienti e professionisti rischia di restituire una fotografia incompleta.
«Il carico di lavoro non può essere valutato esclusivamente sul numero dei pazienti. Devono essere considerate la complessità dei protocolli terapeutici, la durata delle procedure, l'intensità assistenziale richiesta e l'assenza di un confronto strutturato nella pianificazione dei trattamenti. In queste condizioni non si garantiscono standard adeguati di sicurezza assistenziale», prosegue Altavilla.
Il punto sollevato dal NurSind riguarda quindi anche il metodo con cui viene programmata l'attività: non tutte le terapie hanno lo stesso peso assistenziale, la stessa durata o la medesima complessità, e il numero degli accessi non può diventare l'unico parametro attraverso il quale organizzare il lavoro.
Incentivi, NurSind: «Una sproporzione evidente e inaccettabile»
A rendere ancora più acceso il confronto c'è poi il capitolo economico.
Il NurSind Pordenone denuncia una forte disparità nei sistemi incentivanti, mettendo a confronto le somme destinate al personale amministrativo con quelle previste per gli infermieri.
Secondo quanto riferito dal sindacato, nell'ambito di un progetto regionale finalizzato a contrastare la fuga del personale amministrativo verso gli enti locali sarebbe previsto un incentivo di 280 euro mensili, al quale si aggiungerebbe un ulteriore progetto del valore complessivo di 47mila euro, sempre rivolto allo stesso personale.
Per gli infermieri, invece, il riconoscimento indicato dal NurSind sarebbe di 350 euro annui.
«Siamo di fronte a una sproporzione evidente e inaccettabile. A fronte di carichi crescenti e di una situazione organizzativa sempre più complessa, agli infermieri vengono riconosciute risorse che non possono essere considerate adeguate alle responsabilità e all'impegno richiesti», denuncia il sindacato.
Il NurSind contesta inoltre il mancato utilizzo delle prestazioni aggiuntive per fronteggiare in maniera più strutturata le assenze e l'assenza di specifici riconoscimenti per il personale diurno che rinuncia alle ferie per garantire la continuità delle attività.
«Non sono state adottate misure concrete per coprire le assenze e non vengono adeguatamente valorizzati coloro che garantiscono quotidianamente la continuità del servizio. Non possono essere sempre gli infermieri ad assorbire le conseguenze delle difficoltà organizzative».
Altavilla: «Dalla Direzione risposte non adeguate»
Per il NurSind, il confronto con la Direzione non avrebbe finora prodotto soluzioni sufficienti rispetto alle criticità rappresentate.
«Durante l'ultima riunione abbiamo assistito a una difesa a oltranza del personale amministrativo da parte della Direzione, anche alla luce delle ultime comunicazioni inviate dal sindacato», aggiunge Altavilla.
Il sindacato chiede quindi un cambio di rotta e soprattutto interventi capaci di valorizzare concretamente il personale infermieristico, rendendo maggiormente sostenibile il lavoro nei settori sottoposti alle pressioni più forti.
Tra le soluzioni indicate dal NurSind figurano un ulteriore finanziamento regionale per progettualità rivolte agli infermieri, il riconoscimento di 5 euro giornalieri legati al disagio per il personale di Medicina e Chirurgia, l'introduzione dell'indennità di semi-intensiva per l'Ematologia e un maggiore ricorso alle prestazioni aggiuntive per fronteggiare le assenze.
Il messaggio che arriva dal NurSind Pordenone è quindi chiaro: la carenza di personale non può essere affrontata limitandosi a redistribuire infermieri, turni e responsabilità.
Per Altavilla servono risposte su organici, organizzazione, sicurezza e valorizzazione economica. E sulla Terapia Intensiva il sindacato avverte che la questione potrebbe non fermarsi al confronto aziendale: se gli approfondimenti legali dovessero evidenziare profili di responsabilità, il NurSind è pronto a rivolgersi alla Procura.
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