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Terremoto in Colombia, crolla parte dell’ospedale di Cali: pazienti e sanitari tra le macerie

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 11/08/2026

AttualitàCronache sanitarie

 

Il sisma di magnitudo 7,4 con epicentro nell’area di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, ha provocato gravi danni alla rete ospedaliera dell’ovest della Colombia. All’Hospital Universitario del Valle sarebbero rimaste persone intrappolate, mentre pazienti delle aree interessate dai crolli sono stati evacuati. Cali ha attivato l’allerta rossa ospedaliera.

Il terremoto di magnitudo 7,4 che lunedì 10 agosto ha devastato parte della Colombia ha aperto un’emergenza dentro l’emergenza: mentre proseguono le operazioni di ricerca e soccorso nelle città colpite, anche la rete sanitaria chiamata ad assistere centinaia di feriti deve fare i conti con edifici danneggiati, evacuazioni, servizi interrotti e strutture ormai prossime alla saturazione. Il bilancio nazionale, ancora provvisorio, è di almeno 132 vittime e oltre 570 feriti, mentre continuano le verifiche nelle aree maggiormente interessate dal sisma.

Una delle situazioni più critiche si registra a Cali, dove il terremoto ha provocato gravi danni all’Hospital Universitario del Valle “Evaristo García”, una delle principali strutture sanitarie pubbliche della regione. Le informazioni disponibili indicano pesanti conseguenze strutturali su uno degli edifici del complesso ospedaliero, con il coinvolgimento di aree destinate all’assistenza dei pazienti.

Crolli nell’ospedale di Cali, evacuati interi settori

La parte maggiormente interessata sarebbe quella del blocco 2, con il coinvolgimento di tre piani nei quali si trovano settori assistenziali particolarmente delicati, tra cui pediatria, medicina interna e neonatologia. Secondo le prime informazioni, circa il 30% della struttura sarebbe stato interessato dai danni e tutti i pazienti presenti nelle aree coinvolte sarebbero stati evacuati.

Particolarmente complessa sarebbe stata la situazione dei pazienti ricoverati nelle aree ad alta intensità assistenziale. Tra le persone rimaste bloccate sotto le macerie sarebbero stati segnalati anche pazienti di Terapia Intensiva, mentre le squadre di soccorso hanno lavorato per raggiungere persone ricoverate, operatori e visitatori coinvolti nei crolli.

L'emergenza ha imposto una rapida riorganizzazione dell'intera attività ospedaliera. I pazienti sono stati trasferiti dalle zone considerate a rischio e, per ragioni di sicurezza legate anche alla possibilità di ulteriori scosse, parte dell'assistenza è stata organizzata negli spazi esterni alla struttura. Giardini, parcheggi e altre aree disponibili sono stati utilizzati per accogliere temporaneamente i pazienti meno critici, mentre le operazioni di evacuazione e messa in sicurezza sono proseguite parallelamente all'attività sanitaria.

La corsa contro il tempo per pazienti e operatori intrappolati

La priorità delle squadre di emergenza è diventata raggiungere le persone rimaste intrappolate all'interno delle parti danneggiate dell'ospedale. Alle operazioni partecipano soccorritori e organismi di protezione civile, mentre il personale sanitario deve contemporaneamente garantire continuità assistenziale ai pazienti già ricoverati e gestire le conseguenze sanitarie del terremoto.

Una situazione particolarmente delicata perché un ospedale colpito da un evento sismico non perde soltanto posti letto: può perdere contemporaneamente sale, apparecchiature, percorsi di accesso, impianti e spazi indispensabili per l'assistenza, proprio mentre aumenta improvvisamente il numero di persone che hanno bisogno di cure.

L'Hospital Universitario del Valle rappresenta inoltre un punto strategico della rete sanitaria regionale, con oltre 600 posti letto e un'importante capacità nell'area dell'emergenza, e la sua parziale indisponibilità rischia quindi di produrre conseguenze sull'intero sistema assistenziale della Valle del Cauca.

Danni sarebbero stati registrati anche in una sede sanitaria nell'area di Cartago, più vicina alla zona dell'epicentro, aumentando ulteriormente la pressione sulla rete ospedaliera.

Almeno sette strutture sanitarie coinvolte

Il problema, infatti, non riguarda soltanto l'ospedale universitario. Le informazioni che arrivano dalla Colombia indicano che almeno sette strutture sanitarie sarebbero state interessate, a diverso livello, dalle conseguenze del terremoto, con danni che hanno coinvolto anche altre cliniche e servizi della zona di Cali.

Le strutture rimaste pienamente operative stanno quindi assorbendo una parte consistente dei pazienti provenienti dagli ospedali danneggiati e delle persone ferite dal terremoto, determinando una rapida saturazione dei servizi.

Alla Fundación Valle del Lili, che non avrebbe riportato danni strutturali significativi, sarebbero arrivati 84 pazienti coinvolti nel sisma, tra cui 15 bambini, sei dei quali in condizioni critiche. L'afflusso straordinario ha reso necessario rinviare appuntamenti e prestazioni non prioritarie per concentrare personale, posti letto e risorse sull'emergenza.

La crisi mostra così uno degli aspetti più complessi della risposta sanitaria a una catastrofe naturale: mentre aumenta improvvisamente la domanda di assistenza, diminuisce contemporaneamente la capacità del sistema di rispondervi perché una parte delle stesse infrastrutture sanitarie viene danneggiata.

Cali dichiara l’allerta rossa ospedaliera

Di fronte alla pressione sulla rete sanitaria è stata dichiarata l'allerta rossa ospedaliera a Cali, con la necessità di ridistribuire le urgenze anche verso strutture collocate al di fuori delle aree maggiormente interessate.

In alcune situazioni l'assistenza ai pazienti sarebbe stata organizzata persino all'interno delle ambulanze, utilizzate temporaneamente come spazi nei quali effettuare le prime valutazioni e gli interventi più urgenti quando gli ambienti ospedalieri non risultavano immediatamente disponibili o sicuri.

Il terremoto sta quindi mettendo alla prova non soltanto la tenuta strutturale degli edifici, ma l'intera organizzazione dell'emergenza sanitaria: medici, infermieri, soccorritori, tecnici e personale di supporto devono assistere i feriti mentre alcuni dei luoghi nei quali normalmente lavorano sono diventati essi stessi teatro dell'emergenza.

Ospedali colpiti proprio mentre aumenta il numero dei feriti

Il sisma ha avuto epicentro nell'area di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, ed è stato avvertito in un'area molto vasta del Paese. Cali figura tra le città maggiormente colpite, mentre continuano le operazioni di ricerca e la valutazione dei danni agli edifici e alle infrastrutture.

Con almeno 132 morti e oltre 570 feriti, il terremoto del 10 agosto rappresenta già una delle più gravi emergenze che la Colombia si sia trovata ad affrontare negli ultimi anni.

Per il sistema sanitario la sfida sarà duplice: continuare a soccorrere e assistere le persone coinvolte nel terremoto e, nello stesso momento, recuperare rapidamente la capacità operativa degli ospedali danneggiati. A Cali questa difficoltà assume un significato ancora più drammatico, perché chi dovrebbe accogliere le vittime del sisma si è ritrovato, a sua volta, dentro la zona del disastro.