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Macerata, calci e pugni ai sanitari. NurSind: ''Ora misure concrete per la sicurezza''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 26/08/2026

MarcheNurSind dal territorio

Guglielmi (NurSind): "Non possono essere gli infermieri a farsi carico da soli delle situazioni più complesse". Dopo due episodi di violenza in pochi giorni, il sindacato chiede all’Ast misure immediate per la sicurezza.


di Giuseppe Provinzano 

"Due aggressioni in appena quattro giorni e ancora una volta medici e infermieri diventano il bersaglio della violenza nei luoghi di cura. Da Macerata il NurSind rilancia l’allarme: non bastano più interventi successivi agli episodi, servono presidi di sicurezza realmente operativi e un percorso definito per la gestione dei pazienti psichiatrici più complessi".


Calci e pugni in Pronto soccorso

MACERATA, 26/08/2026 - Una notte difficile quella vissuta al Pronto soccorso dell’ospedale di Macerata, dove un medico e due infermiere sono stati aggrediti da un paziente di 39 anni giunto nella struttura in seguito a una situazione di forte agitazione.

L'uomo era stato accompagnato in ospedale dopo l'intervento delle forze dell'ordine e dei sanitari dell'emergenza. Una volta arrivato in Pronto soccorso era stato sottoposto alle misure necessarie per gestire la fase di agitazione e sistemato in un'area dedicata.

Con il progressivo venir meno dell'effetto della sedazione, però, il paziente sarebbe riuscito a liberarsi almeno parzialmente dalle fasce di sicurezza. Il personale sanitario, accortosi di quanto stava accadendo, è intervenuto. A quel punto la situazione è degenerata: le due infermiere e il medico sarebbero stati raggiunti da calci e pugni.

Sono quindi intervenuti i carabinieri della Sezione Radiomobile e il 39enne è stato denunciato per l'aggressione al personale sanitario.

L'episodio assume un peso ancora maggiore considerando le condizioni nelle quali il personale stava lavorando. Nelle stesse ore il Pronto soccorso si trovava infatti a gestire circa 75 persone tra pazienti già presi in carico e utenti in attesa, oltre ad altre situazioni di particolare complessità.

Due aggressioni in quattro giorni

Quello di Macerata non è un caso isolato. Pochi giorni prima, al punto di primo intervento dell'ospedale di San Severino Marche, un medico era stato aggredito da un uomo che lo avrebbe colpito al volto con un telefono cellulare, provocandogli lesioni.

Due episodi differenti, ma concentrati nell'arco di pochi giorni e accomunati da una questione ormai impossibile da considerare marginale: la sicurezza di chi lavora nei servizi che rappresentano il primo accesso dei cittadini alla sanità.

Ed è proprio su questo punto che interviene con forza il NurSind di Macerata.

NurSind: "Il posto fisso di polizia deve essere realmente coperto"

Elisabetta Guglielmi, segretaria territoriale del NurSind Macerata, richiama una richiesta avanzata da tempo dal sindacato delle professioni infermieristiche: garantire un presidio delle forze dell'ordine capace di intervenire rapidamente, ma soprattutto di svolgere una funzione preventiva.

"Per l'ospedale di Macerata avevamo chiesto il posto fisso di polizia, che però deve essere sempre coperto, sia per prevenire sia soprattutto per intervenire nelle situazioni di aggressività nei confronti dei sanitari".

Secondo Guglielmi, la carenza di personale delle forze dell'ordine rende difficile assicurare una presenza continuativa. Nell'ospedale di Macerata sono presenti sistemi di videosorveglianza, mentre per San Severino il sindacato sollecita l'attivazione delle telecamere.

Ma per il NurSind la sicurezza fisica rappresenta soltanto una parte del problema.

Il nodo dei pazienti psichiatrici

L'aggressione riporta infatti in primo piano un'altra questione: chi deve occuparsi della gestione e della sorveglianza del paziente psichiatrico agitato o potenzialmente aggressivo dopo il suo arrivo in Pronto soccorso?

Per il NurSind non può essere scaricata questa responsabilità sugli infermieri, che contemporaneamente devono garantire l'assistenza agli altri pazienti e rispondere alle emergenze.

"Non è accettabile che pazienti con problematiche psichiatriche, soprattutto quando presentano agitazione o comportamenti aggressivi, rimangano in Pronto soccorso affidati di fatto alla gestione e alla sorveglianza degli infermieri, già impegnati nell'assistenza e nella gestione delle urgenze".

Da qui la richiesta all'Ast di intervenire sul piano organizzativo.

"Abbiamo chiesto di definire con urgenza un protocollo o un percorso specifico per la presa in carico del paziente psichiatrico, stabilendo chiaramente chi debba garantirne gestione e sorveglianza e quali siano le modalità di presa in carico dopo la valutazione specialistica".

Un percorso chiaro, dunque, che eviti zone grigie nelle responsabilità e impedisca che situazioni ad alto rischio rimangano sulle spalle del personale del Pronto soccorso.

Il NurSind chiede un incontro all'Ast

Dopo quanto avvenuto anche a San Severino, il sindacato ha chiesto un confronto con la direzione aziendale. La preoccupazione non riguarda soltanto i grandi ospedali.

Secondo Guglielmi esistono diversi punti assistenziali nei quali medici e infermieri possono trovarsi a lavorare da soli, condizione che può diventare particolarmente critica davanti a utenti aggressivi o situazioni imprevedibili.

"Ci sono tanti punti di lavoro, anche nelle nuove strutture territoriali, dove infermieri e medici si trovano completamente soli ad affrontare ogni evento. Sarebbe opportuno prevedere almeno la presenza di una guardia giurata a tutela dei sanitari".

Il problema, sottolinea il NurSind, non si esaurisce nei Pronto soccorso. Episodi di aggressività, soprattutto verbale, vengono segnalati anche nei reparti e negli altri servizi assistenziali, sebbene spesso ricevano minore attenzione.

Sovraffollamento e attese aumentano la tensione

Sul fondo resta infine la pressione alla quale sono sottoposti i servizi di emergenza. Sale d'attesa affollate, tempi lunghi e personale impegnato contemporaneamente su più fronti possono creare un contesto nel quale anche la tensione degli utenti aumenta.

"I Pronto soccorso sono sempre più sovraffollati. Non c'è soltanto il soggetto già violento: anche chi aspetta per molte ore può perdere il controllo. E troppo spesso l'infermiere diventa il bersaglio dello sfogo, prima verbale e nei casi più gravi anche fisico".

Dopo due aggressioni in quattro giorni, per il NurSind Macerata il punto è dunque superare la logica dell'emergenza successiva all'ennesimo episodio. Presidi di sicurezza, protezione anche nelle strutture territoriali e un percorso preciso per i pazienti psichiatrici più complessi sono le richieste che il sindacato porta ora all'attenzione dell'Ast.