Per trovare infermieri ora si offre anche la casa: la scelta di Modenai
Dalla foresteria ricavata nell'ex Ospedaletto Garibaldi de La Maddalena agli appartamenti offerti agli infermieri del ASST Nord Milano, passando per gli incentivi vitto e alloggio pensati dalla Toscana per attirare specialisti all'Isola d'Elba e per l'accordo che garantisce vitto e alloggio gratuiti agli infermieri fuori sede di Lampedusa: da tempo, in Italia, il tema della casa è entrato a far parte delle strategie con cui aziende sanitarie ed enti locali cercano di reclutare e trattenere personale medico e infermieristico, soprattutto nei territori dove il mercato degli affitti, spesso gonfiato dalla vocazione turistica, rende difficile per chi lavora in corsia trovare una sistemazione stabile.
Non solo le isole minori: anche la Lombardia ha moltiplicato le intese tra Regione, Aler e aziende ospedaliere per mettere a disposizione alloggi a canone concordato, dal Policlinico e dall'Istituto Besta di Milano fino alle province di Pavia e Lodi, mentre il Veneto ha appena approvato una legge regionale che stanzia 50 milioni di euro per recuperare alloggi pubblici sfitti da destinare a medici, infermieri e operatori delle case di riposo.
In molte aree, dalle Marche al Piemonte, la stessa pressione sulla disponibilità di personale ha spinto a intervenire anche su altri fronti, dagli incentivi economici alle indennità per i turni più gravosi, segno di quanto la questione abitativa sia ormai considerata parte integrante delle politiche di attrattività del sistema sanitario pubblico.
Anche Modena si muove ora in questa direzione. Lunedì 20 luglio, nella Direzione generale del Policlinico, Comune di Modena, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, Azienda USL di Modena e Ospedale di Sassuolo Spa hanno firmato un protocollo d'intesa per promuovere bandi dedicati all'accesso ad alloggi e camere in affitto a canone concordato riservati a operatori e professionisti sanitari. Il documento, approvato nei giorni scorsi dalla Giunta comunale, ha una durata triennale con possibilità di rinnovo e punta a ridurre uno degli ostacoli più concreti al reclutamento di personale qualificato: il costo delle locazioni sul mercato privato.
L'intesa è stata sottoscritta dal direttore generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, Luca Baldino, dal direttore generale dell'Ospedale di Sassuolo Spa, Stefano Reggiani, dalla direttrice sanitaria dell'Azienda USL di Modena, Romana Bacchi, in rappresentanza del direttore generale Mattia Altini, e dalla vicesindaca del Comune di Modena, Francesca Maletti. Presenti anche Anna Rita Garzia, direttrice assistenziale di Azienda USL e Azienda Ospedaliero-Universitaria, Monica Cagarelli, direttrice del Servizio Unico Relazioni Sindacali e Welfare delle due aziende sanitarie, e Barbara Papotti, responsabile del Servizio Abitare del Comune di Modena.
Il protocollo prevede la promozione di bandi per l'assegnazione di alloggi e camere attraverso gli strumenti messi a disposizione da Agenzia Casa, il servizio comunale che gestisce le politiche abitative cittadine. Gli alloggi saranno concessi in uso temporaneo: saranno le aziende sanitarie a individuare i beneficiari sulla base di requisiti stabiliti, mentre la durata delle assegnazioni sarà normalmente di dodici mesi, rinnovabili previo accordo tra le parti. L'iniziativa arriva a poche settimane da un altro protocollo, sempre firmato dal Comune di Modena con le stesse aziende sanitarie e con Seta, per l'assegnazione di alloggi analoghi anche al personale dell'azienda di trasporto pubblico.
I direttori generali Luca Baldino, Mattia Altini e Stefano Reggiani hanno dichiarato congiuntamente che l'accesso a un'abitazione è oggi uno degli elementi che pesano di più sulla scelta dei professionisti sanitari di trasferirsi e restare in un territorio, e che il protocollo rappresenta una risposta concreta, nata dalla collaborazione tra istituzioni, per rafforzare la capacità delle aziende di attrarre competenze e valorizzare il capitale umano. Investire nelle persone, hanno aggiunto, significa investire nella qualità dell'assistenza e nella tenuta del sistema sanitario pubblico.
Sulla stessa linea la vicesindaca Francesca Maletti, che ha definito il protocollo un ulteriore tassello delle politiche abitative portate avanti dal Comune attraverso il Piano Casa, basato su tre direttrici: prevenire la perdita della casa, recuperare il patrimonio edilizio inutilizzato e costruire nuove soluzioni. Secondo Maletti, ampliare la disponibilità di alloggi accessibili significa dare risposte concrete a chi sceglie di lavorare a Modena e, allo stesso tempo, rafforzare i servizi essenziali per la comunità, dimostrando come la collaborazione tra enti possa affrontare una delle principali sfide che oggi riguardano i territori: quella di creare condizioni favorevoli per attrarre nuove professionalità e migliorare la qualità della vita di chi vive e lavora in città.
di