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Toscana virus, Tommaso Paradiso si ferma: sintomi, rischi e come proteggersi

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 02/09/2026

AttualitàCronache sanitarie

 

Il cantante racconta l’infezione e rinuncia a due eventi live. Dai pappataci alle possibili complicanze neurologiche, cosa sapere sul virus e sulla prevenzione.

 

Tommaso Paradiso ha annunciato di dover rinunciare a due appuntamenti live dopo aver contratto il Toscana virus. Nel racconto affidato ai social, ripreso da Adnkronos, il cantante ha riferito di essere stato punto da un pappatacio circa dieci giorni prima e di essere in via di guarigione, senza avere ancora recuperato pienamente. Il caso offre l’occasione per approfondire un’infezione poco conosciuta dal pubblico, ma rilevante anche per chi si occupa di assistenza e informazione sanitaria.

Il virus prende il nome dalla regione in cui fu isolato per la prima volta nel 1971, ma la sua presenza non è circoscritta alla Toscana: circola in diversi Paesi del Mediterraneo ed è trasmesso dalla puntura di flebotomi infetti, comunemente chiamati pappataci. Appartiene agli arbovirus, una categoria che comprende virus trasmessi da artropodi. ECDC

Dai sintomi lievi alle complicanze neurologiche

L’incubazione dura generalmente 3–7 giorni, ma può arrivare a due settimane. La maggior parte delle infezioni non provoca sintomi oppure determina disturbi lievi; quando la malattia si manifesta, possono comparire febbre, cefalea, nausea e vomito, spesso con esordio improvviso. Nelle forme non complicate i disturbi tendono a risolversi spontaneamente, mediamente nell’arco di circa una settimana.

In una parte dei casi, tuttavia, il virus può interessare il sistema nervoso e provocare meningite, encefalite o meningoencefalite, cioè l’infiammazione delle membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale, del tessuto cerebrale o di entrambe le strutture. Sono state descritte anche altre complicanze neurologiche, mentre gli esiti permanenti e i decessi sono rari. Non esiste una terapia antivirale specifica: il trattamento è sintomatico e di supporto, con eventuale ricovero nelle forme più importanti. Queste informazioni generali non descrivono il quadro clinico del cantante, sul quale non sono disponibili dettagli sufficienti. ISS, scheda sul Toscana virus

Come avviene la trasmissione

A trasmettere il virus sono le femmine di flebotomo infette durante il pasto di sangue. L’esposizione è legata alla presenza e all’attività di questi insetti nella stagione calda; in Italia, tra i vettori riconosciuti figurano Phlebotomus perniciosus e Phlebotomus perfiliewi.

La distribuzione del rischio dipende anche dalle condizioni ambientali locali. Il ritrovamento di anticorpi negli animali indica che possono essere esposti al virus, ma non dimostra che siano serbatoi capaci di mantenerne la circolazione, un ruolo che rimane da chiarire. ECDC

I casi in Italia e i limiti dei numeri

Per il 2025, l’aggiornamento ISS pubblicato il 29 gennaio 2026 riporta 116 casi di Toscana virus, di cui 115 autoctoni, ossia acquisiti in Italia, e uno associato a un viaggio all’estero, con un decesso. Il dato riguarda le infezioni segnalate alla sorveglianza e non consente di contare tutte quelle effettivamente avvenute, comprese le forme lievi o senza sintomi che possono non essere diagnosticate. ISS-EpiCentro, aggiornamento sui dati 2025

Uno studio pubblicato nel 2025 su Eurosurveillance ha analizzato 607 casi autoctoni neuroinvasivi confermati nel periodo 2016–2023, dei quali 276 notificati nel solo biennio 2022–2023. In quest’ultimo periodo l’incidenza media annua risultava circa 2,6 volte quella del 2016–2021. Si tratta di un aumento riferito a periodi precisi e alle forme neurologiche sorvegliate, che non autorizza a descrivere una crescita continua di tutte le infezioni fino a oggi. Studio su Eurosurveillance

Proteggersi dalle punture, anche intorno a casa

La prevenzione passa soprattutto dalla riduzione dell’esposizione ai pappataci. Quando si trascorre tempo all’aperto, soprattutto nelle ore serali e notturne, sono utili indumenti che coprano braccia e gambe e repellenti utilizzati secondo le indicazioni del prodotto. In casa, zanzariere a maglia fitta e ambienti climatizzati contribuiscono a limitare il contatto con gli insetti. Non è disponibile un vaccino autorizzato contro il Toscana virus. ECDC

Anche la cura degli spazi esterni ha un ruolo: rimuovere foglie, residui vegetali e deiezioni animali può ridurre i microambienti favorevoli alle larve, che si sviluppano nel terreno e nel materiale organico, a differenza delle larve di zanzara che si sviluppano nell’acqua. ISS, prevenzione