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Sanità privata in Campania, NurSind contro AIOP: ''Basta minacce di esuberi''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 19/09/2026

CampaniaContratto NazionaleNurSind dal territorio

Il sindacato delle professioni infermieristiche contesta lo spettro dei tagli al personale e lo stop ai ricoveri: "Prima si rinnovino i contratti"


di Giuseppe Provinzano

"La tensione nella sanità privata accreditata campana torna a salire. Al centro dello scontro ci sono risorse, tetti di spesa e sostenibilità delle strutture, ma soprattutto migliaia di professionisti e cittadini che rischiano di subire le conseguenze del confronto. NurSind Sanità Privata interviene sulla posizione assunta da AIOP Campania e mette un punto fermo: le rivendicazioni economiche delle aziende non possono trasformare lavoratori, posti di lavoro e continuità delle cure in strumenti di pressione nei confronti della Regione".


Sanità privata, NurSind alza il muro contro gli esuberi

Si riaccende il confronto sulla sanità privata accreditata in Campania. Dopo la nota trasmessa il 15 settembre da AIOP Campania alle istituzioni e alle organizzazioni sindacali, NurSind – Sindacato delle Professioni Infermieristiche interviene con una presa di posizione netta, contestando sia l'ipotesi di riduzione del personale sia la prospettiva di una sospensione dei ricoveri programmati.

A intervenire è Romina Iannuzzi, Responsabile Sanità Privata NurSind, che distingue innanzitutto il tema dei crediti vantati dalle strutture dalle conseguenze che il confronto economico potrebbe produrre sui dipendenti.

"È legittimo che le aziende chiedano il pagamento delle prestazioni regolarmente erogate, ma è inaccettabile utilizzare i professionisti della salute come leva nella trattativa con la Regione su tetti di spesa e tariffe", afferma Iannuzzi.

Per NurSind, dunque, la vertenza economica tra strutture accreditate e istituzioni deve restare separata dalla tutela occupazionale. Il sindacato contesta in particolare il richiamo a possibili esuberi, sostenendo che la situazione economica delle strutture debba essere valutata sulla base dei dati di bilancio e non attraverso annunci capaci di alimentare incertezza tra il personale.

"I bilanci delle strutture accreditate che abbiamo esaminato restituiscono, a nostro avviso, un quadro che non coincide con quello di una crisi improvvisa tale da giustificare lo spettro dei tagli", prosegue la responsabile NurSind.

Il sindacato richiama inoltre il rispetto delle procedure previste nei rapporti di lavoro. Eventuali interventi sugli organici, sottolinea, non possono essere anticipati o gestiti attraverso dichiarazioni pubbliche, ma devono seguire i percorsi contrattuali e le relazioni sindacali previste.

"Sugli esuberi esistono regole precise, obblighi di informazione e procedure sindacali. Non è accettabile che il futuro occupazionale dei lavoratori venga trasformato in un messaggio da utilizzare nel confronto istituzionale", ribadisce Iannuzzi.

Ricoveri programmati, il nodo della continuità assistenziale

Ancora più delicato, secondo NurSind, è il possibile stop ai ricoveri programmati. Riabilitazione, lungodegenza e chirurgia differibile rappresentano infatti segmenti dell'assistenza nei quali il privato accreditato contribuisce all'offerta del Servizio sanitario regionale.

Una riduzione delle attività, osserva il sindacato, potrebbe quindi avere ripercussioni non soltanto sulle strutture interessate, ma anche sugli ospedali pubblici e sui cittadini in attesa di prestazioni.

"Chi opera in regime di accreditamento e utilizza risorse pubbliche è parte dell'offerta sanitaria regionale. Fermare i ricoveri significa rischiare di trasferire ulteriore pressione sul servizio pubblico e creare nuovi ostacoli nell'accesso alle cure",

afferma la responsabile della Sanità Privata NurSind.

La posizione del sindacato punta così a riportare il confronto su un principio preciso: le controversie economiche tra Regione e operatori privati non devono ricadere né sui professionisti né sui pazienti.

NurSind: "Si parli del contratto che i lavoratori aspettano"

Nel confronto entra inevitabilmente anche il tema delle condizioni economiche del personale. Ed è proprio su questo punto che NurSind rilancia la questione del rinnovo contrattuale dei lavoratori della sanità privata.

Secondo il sindacato, non è possibile richiamare l'aumento del costo del lavoro per sostenere le richieste economiche delle aziende senza affrontare contemporaneamente la questione delle retribuzioni, delle condizioni di lavoro e del riconoscimento professionale degli operatori.

"Se si parla di costo del personale, allora bisogna parlare fino in fondo anche di chi quel lavoro lo svolge ogni giorno. Infermieri e operatori aspettano risposte sul contratto, sui salari e sulle condizioni di lavoro", sottolinea Iannuzzi.

Ed è proprio da qui che arriva il messaggio conclusivo del NurSind alle strutture private accreditate: il personale non può diventare la variabile sulla quale scaricare le tensioni finanziarie del sistema.

"AIOP concentri l'attenzione anche sul rinnovo del contratto e sulla dignità dei propri dipendenti. NurSind non resterà a guardare: tuteleremo in ogni sede il posto di lavoro, i diritti e la dignità dei professionisti della sanità privata Campana",

conclude Romina Iannuzzi.


Lavoratori e pazienti non possono pagare il conto

La partita sulla sanità privata campana, dunque, non può essere ridotta a una questione di bilanci, tariffe e tetti di spesa. Sullo sfondo ci sono la stabilità occupazionale di migliaia di professionisti, il rinnovo dei contratti e la continuità delle cure per i cittadini. Il NurSind chiede che il confronto tra AIOP e Regione non venga giocato sulla pelle di chi ogni giorno garantisce l’assistenza: nessuna vertenza economica può trasformare lavoratori e pazienti in strumenti di pressione. Il sindacato annuncia quindi massima attenzione sui prossimi sviluppi, pronto a intervenire qualora le ipotesi di esuberi o di riduzione delle attività dovessero tradursi in atti concreti.