118 Cuneo, ambulanze senza infermiere mentre c’è personale disponibile. La denuncia del NurSind
Nell’ASL CN1 sono segnalati 48 posti medici vacanti su 77. Il sindacato chiede di impiegare gli infermieri già disponibili e rafforzare l’assistenza territoriale.
di Giuseppe Provinzano
"Un turno in ambulanza senza infermiere e un professionista disponibile che resta fuori dalla turnazione. È da questo scarto, denunciato dal NurSind Cuneo, che parte la discussione sul futuro del 118 nella provincia. La carenza di medici pesa sulla copertura del servizio. Nel frattempo, alla centrale operativa arrivano anche richieste di persone che faticano a trovare una risposta nei servizi di prossimità".
NurSind, ambulanze senza infermiere e riforma del 118 ferma da un anno
CUNEO, 06/11/2026 - Il NurSind chiede alla Regione Piemonte di sbloccare la riorganizzazione dell’emergenza territoriale, ferma da circa un anno al tavolo regionale secondo il sindacato. Nell’ASL CN1 risultano segnalati 48 posti vacanti su 77 previsti per i medici del 118. Per il segretario territoriale Davide Canetti, c’è un margine di intervento anche nell’organizzazione dei turni infermieristici.
Canetti segnala che in alcune postazioni le ambulanze restano senza infermiere, mentre ci sono professionisti che, per il numero di turni assegnati, non riescono a completare il monte ore mensile.
Il progetto discusso in Regione prevede cinque o sei automediche e ambulanze con infermiere a bordo. La richiesta del NurSind è valorizzare il personale già disponibile e affiancare alla revisione del 118 servizi territoriali capaci di intercettare le richieste di assistenza che possono trovare risposta fuori dall’emergenza.
Le richieste alla centrale operativa
Luca Calabria, infermiere del 118 e di centrale operativa e componente RSU dell’ASL CN1 per il NurSind, stima che in determinate situazioni il 70–80% delle chiamate riguardi bisogni che potrebbero trovare risposta attraverso altri canali. La percentuale è una valutazione riferita da Calabria a partire dalla sua esperienza operativa.
«Non possiamo giudicare chi chiama», osserva Calabria. Dietro una richiesta che potrebbe essere gestita dal medico di famiglia o dalla continuità assistenziale, spiega, possono esserci solitudine, fragilità o la difficoltà di capire a quale servizio rivolgersi.
L’invecchiamento della popolazione, nella lettura del sindacato, contribuisce a cambiare la domanda di assistenza. Tra le persone per cui viene attivato il soccorso ci sono molti grandi anziani, anche ospiti di strutture residenziali. Per la centrale operativa, ogni richiesta va valutata in base alle informazioni disponibili al momento della chiamata. Calabria ricorda che sintomi riferiti come il dolore toracico o la difficoltà respiratoria richiedono attenzione fin dal primo contatto.
La riorganizzazione si misurerà sulla copertura effettiva delle postazioni e sulla possibilità, per chi ha bisogno di assistenza, di trovare una risposta sul territorio. È su questi due aspetti che il NurSind chiede alla Regione di riprendere il confronto, con l’obiettivo di garantire un soccorso tempestivo nelle emergenze.
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