La 104/1992 èl a legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate e disciplina le agevolazioni riconosciute ai lavoratori affetti da disabilità grave e ai familiari che assistono una persona con handicap in situazione di gravità.

 

Gli aventi diritto usufruiscono di permessi retribuiti che possono essere richiesti al proprio datore di lavoro, che si traducono in tre giorni di riposo al mese anche frazionabili in ore o, in alternativa, in riposi giornalieri di una o due ore.

 

Fermo restando i tre giorni di permesso, il dipendente, che lavora su due turni con reperibilità notturna o che lavora su tre turni, in quanto titolare della legge 104, può chiedere di essere esonerato dalla reperibilità o dal turno di notte?

 

Reperibilità.

Per quel che riguarda la reperibilità notturna bisogna fare una distinzione tra coloro che beneficiano dei permessi della legge 104 per assistere un familiare con grave disabilità e i lavoratori disabili che beneficiano dei permessi per se stessi.

 

Nel caso del lavoratore disabile non vi sono disposizioni legislative che impediscono di porre in reperibilità un dipendente che usufruisce dei permessi previsti dall’art. 33 della legge n. 104/1992. La normativa non prevede specifiche agevolazioni per l’orario di lavoro della persona con disabilità ed in particolare forme di esonero da turni, lavoro notturno, orario spezzato, reperibilità, anche se è previsto il trasferimento al lavoro diurno quando le condizioni di salute comportino l’inidoneità alla prestazione di lavoro notturno, accertata dal medico competente.

Nal caso del lavoratore che assiste familiare affetto da handicap grave: l’art. 53, comma 2, del D.Lgs.n.151/2001, prevede che non possano essere obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un familiare disabile, ai sensi della legge n. 104/1992.

Pertanto, anche questi non possono essere inseriti in un turno di reperibilità che ricade in periodo notturno.

 

Lavoro notturno.

Come già ribadito, L’articolo 53 comma 3 del decreto legislativo numero 151 del 2001 stabilisce che i lavoratori che hanno a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 104/1992 non possono essere obbligati allo svolgimento del lavoro notturno.

 

Nella legge 104, però, manca questa previsione e proprio per questo sono altre normative a prevederlo. Per stabilire però a chi spetta questo diritto cerchiamo di capire cosa si intende per soggetto a carico.

 

Nel caso della legge 104/1992, così come ha specificato in risposta ad un interpello il Ministero del Lavoro con risoluzione numero 4 del 6 febbraio 2009, la definizione va ricollegata ai beneficiari della legge 104 stessa. L’esenzione dal lavoro notturno, quindi, è concessa a colui che presta l’assistenza effettiva al disabile. Il parametro di riferimento per l’esenzione dal lavoro notturno è quindi il godimento dei benefici della legge 104.

 

 

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