"Amarezza e sdegno per la condotta tenuta dall’AIOP e dalle organizzazioni sindacali CISL e UIL che hanno firmato l’accordo. Ci  dissociamo da questo modo di rappresentare i diritti dei lavoratori"

Così tuona Romina Iannuzzi dirigente nazionale NurSind e responsabile per la sanità privata

"Le vicende degli ultimi giorni relative, dapprima alla stipula della pre-intesa del 9 aprile 2019 tra l’AIOP da una parte e CISL e UIL dall’altra, e poi alla sigla dell’accordo definitivo del 17 aprile 2019 tra le stesse parti, avente ad oggetto la definizione della vertenza della liquidazione degli arretrati AIOP per il periodo 2006/2009, meritano una doverosa riflessione,  - afferma attraverso una nota Romina Iannuzzi -".

"Sin dal 2015, attraverso lo studio legale del NurSind con l'avvocato Domenico De Angelis, ci siamo impegnati sia a livello politico sia a livello organizzativo - continua -  al fine di rivendicare la liquidazione degli arretrati e per evitare che il tutto potesse inevitabilmente andare prescritto. Ci siamo attivati anche, per informare tutti i lavoratori interessati affinché provvedessero a mettere in mora le proprie aziende e scongiurare detta prescrizione a cui facevano seguito i ricorsi all’autorità giudiziaria, dove si faceva rilevare in maniera particolare, che in occasione dell’incontro sindacale del 31/01/2013 l’AIOP riconosceva finalmente il carattere inderogabile del diritto all’una tantum degli arretrati contrattuali, all’uopo osservando che lo stato di crisi economico finanziaria in cui versavano le varie cliniche non permetteva l’immediata liquidazione dei relativi importi, per cui si condizionava l’erogazione degli arretrati al momento in cui si registrasse il superamento della congiuntura sfavorevole così descritta".

"Quest'ultima condizione, avrebbe dovuto considerarsi quale meramente potestativa e quindi nulla,  - sostinene Iannuzzi - non essendo fornito alcun elemento comunque circostanziato o di fatto che potesse permettere la verifica dell’effettivo avveramento della condizione stessa. Tale posizione sostenuta nei ricorsi proposti dall’ufficio legale nazionale del NurSind trovavano una conferma nella sentenza della Corte d’Appello di Napoli n. 3003/2017 la quale osservava come la condizione cui l’AIOP aveva subordinato la liquidazione degli arretrati doveva considerarsi come meramente potestativa, per cui le aziende venivano condannate all’immediata liquidazione degli importi dovuti in base alla tabella allegata al CCNL AIOP del 15/09/2010".

"In considerazione di tutto ciò, - prosegue Iannuzzi - non si può non ritenere che l’accordo sindacale sia stato effettivamente siglato, per cui ai lavoratori sono dovuti gli importi previsti nella citata tabella dell’accordo nazionale. Attualmente pendono dinanzi al Tribunale di Avellino, molteplici ricorsi azionati da centinaia di lavoratori sempre per il tramite dell’ufficio legale nazionale del NurSind. La pre-intesa del 9/4/2019, nonché l’accordo del 17/4/19, in cui l’AIOP, la CISL e la UIL hanno concordato degli importi a titolo di una tantum degli arretrati in questione, nella misura del 20% circa delle somme previste dalla tabella allegata all’accordo nazionale del 15/9/2010, lascia quanto mai sconcertati, in quanto si registra una notevole diminuzione dell’effettivo dovuto, tanto da costituire un vero e proprio obolo".

Dal NurSind fanno sapere che:  "l’accordo in questione non può dirsi validamente perfezionato in quanto risulta violato il Testo Unico del 10/1/2014, rilevato che non sono stati soddisfatti i criteri sull’accertamento della rappresentatività delle organizzazioni sindacali. Esprimiamo pertanto amarezza e sdegno per la condotta tenuta dall’AIOP, nonché dalle organizzazioni sindacali CISL e UIL che hanno invece inteso firmare l’accordo, il cui esito appare quanto mai riduttivo degli effettivi diritti dei lavoratori che oggi vengono invitati ad accettare le condizioni così pattuite e, a subire supinamente una volontà esclusivamente datoriale, in cui i diritti vengono fatti passare per concessioni, in un clima di rinnovato feudalesimo in cui trionfano le baronie a braccetto dei vassalli".

"Come NurSind ci dissociamo da questo modo di rappresentare i diritti dei lavoratori - conclude Romina Iannuzzi - e conferma con forza la propria posizione in merito alla vertenza, convinto dell’ottimo lavoro fin qui svolto e delle reali fondate prospettive delle vertenze giudiziarie così promosse. Ovviamente il tutto nel rispetto della volontà dei lavoratori che resta comunque sovrana, ben potendo i ricorrenti eventualmente conciliare le proprie rivendicazioni avanzate dinanzi al Giudice del Lavoro, nella consapevolezza però che nella fattispecie si tratta, come detto, di accettare l’obolo che dopo addirittura nove anni le aziende sanitarie private vogliono liquidare, proprio nel mentre si discute a Roma del rinnovo contrattuale".