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11 luglio 2022: Giornata Mondiale della Popolazione

Vincenzo Rauccidi
Vincenzo Raucci
Pubblicato il: 10/07/2022

Attualità

L’11 luglio, le Nazioni Unite celebrano il World Population Day, la Giornata Mondiale della Popolazione. Un appuntamento per discutere le diseguaglianze e gli squilibri presenti sul pianeta, anche alla luce dei rischi che l’incremento demografico porta con sé.

La sfida demografica è tutta nei numeri. Come sottolinea l’ONU, “sono stati necessari centinaia di migliaia di anni perché la popolazione mondiale arrivasse al miliardo di abitanti. Poi, in appena 200 anni, si è moltiplicata per sette”. Nel 2011, infatti, ha raggiunto quota 7 miliardi. E oggi, secondo i dati più aggiornati, sfiora già i 7,9 miliardi. Quasi un miliardo di abitanti in più nell'arco di un decennio. La popolazione globale dovrebbe arrivare a circa 8,5 miliardi nel 2030, a 9,7 miliardi nel 2050 e a 10,9 miliardi nel 2100.

“La crescita demografica è legata all’Africa Sub-Sahariana, che va aiutata a completare la propria transizione in maniera sostenibile” sostiene Alessandro Rosina, professore ordinario di demografia e statistica sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un trend opposto rispetto all’Europa, che si trova ben al di sotto il livello di equilibrio generazionale. Questa crescita differenziata tende ad alimentare una “crescente mobilità dai paesi più poveri, con esuberanza di popolazione giovanile, ai paesi più ricchi, mobilità che però è foraggiata anche da fattori di instabilità di tipo climatico e politico” osserva Rosina. Il riferimento non può che essere rivolto al conflitto in Ucraina, che “ha indotto all’interno dell’Europa un esodo di profughi senza precedenti dal secondo dopoguerra”.

Rodrigo Figueroa, preside della Scuola di agricoltura della Pontificia Universidad Católica de Chile, rivolge la sua attenzione alle crisi alimentari che la guerra in Ucraina e la pandemia di Covid-19 stanno causando nel mondo: “I sistemi agroalimentari globali sono chiaramente connessi, il confronto tra Russia e Ucraina e la pandemia stanno aumentando le situazioni critiche nei Paesi africani e mediorientali come Ciad, Somalia, Yemen e Siria”.

Per Figueroa, è urgente “promuovere un modello agroecologico intensificato, perché è chiaro che sono le persone più vulnerabili ad essere le più colpite da queste crisi”. La situazione è seria, e per Rafael Sánchez, professore presso la Facoltà di storia, geografia e scienze politiche del medesimo Ateneo, è importante ricordare che l’aumento demografico si verificherà “in territori che attualmente presentano un grave deficit di alloggi, nonché disuguaglianze nell’accesso a risorse come l’acqua potabile, l’elettricità e le fognature”. Secondo Sánchez, non vi è altra strada se non quella di “considerare gli effetti transnazionali della questione demografica e perseguire piani integrati di sviluppo economico e territoriale”.

Anche NurSind sostiene la giornata di sensibilizzazione finalizzata ad aumentare la consapevolezza riguardo a tematiche legate alla demografia: la parità tra i sessi, la lotta alla povertà, la salute durante la maternità, i diritti umani. Fare informazione su questa giornata, più che una presa di posizione è un dovere vero e proprio, dettato dall’Articolo 2 del Codice deontologico dell’infermiere, che recita: “L’Infermiere orienta il suo agire al bene della persona, della famiglia e della collettività. Le sue azioni si realizzano e si sviluppano nell’ambito della pratica clinica, dell’organizzazione, dell’educazione e della ricerca”.