118 esternalizzato a Caserta, il NurSind chiede trasparenza: L’ASL risponde senza rispondere
Antonio Eliseo (NurSind Caserta): “Non contestiamo le prerogative dell’Azienda, chiediamo solo di sapere se c’è stato risparmio e quanto”
"Sull’esternalizzazione del servizio di emergenza urgenza 118 nel territorio dell’ASL di Caserta si apre un nuovo fronte di confronto istituzionale e sindacale. Al centro della questione non c’è la legittimità dell’operazione, ma la mancanza di risposte chiare su un punto essenziale: l’eventuale risparmio economico prodotto dall’appalto. È su questo che il NurSind, attraverso il suo Segretario territoriale Antonio Eliseo, chiede trasparenza, documentazione e coerenza amministrativa".
Caserta, 25/01/2026. Il sindacato delle professioni infermieristiche e sanitarie ha avviato da mesi un’interlocuzione formale con l’ASL di Caserta, richiamando l’applicazione dell’articolo 16 del D.L. 98/2011, norma cardine delle politiche di razionalizzazione e spending review nella Pubblica Amministrazione. Una richiesta puntuale, circostanziata, che mirava esclusivamente a conoscere se le esternalizzazioni effettuate abbiano generato risparmi e quale ne sia la quantificazione.
“Il NurSind non ha mai messo in discussione le prerogative dell’Azienda in merito al convenzionamento del servizio 118. Non abbiamo contestato la competenza dell’ASL, ma abbiamo chiesto trasparenza sugli effetti economici di queste scelte”, chiarisce Antonio Eliseo.
Nella prima risposta ufficiale, l’ASL di Caserta ha dichiarato di non aver adottato piani triennali di razionalizzazione e riqualificazione della spesa, precisando che l’art. 16 rappresenta una facoltà e non un obbligo per le amministrazioni. Una posizione che, tuttavia, entra in evidente tensione con i fatti amministrativi successivi.
Dagli atti pubblici emerge infatti che l’ASL di Caserta ha proceduto all’affidamento in convenzione del servizio di emergenza urgenza 118, suddividendo il servizio in più lotti territoriali attraverso una procedura comparativa pubblica. Un’operazione che, per definizione normativa e per finalità dichiarate dal legislatore, rientra pienamente negli strumenti di razionalizzazione della spesa pubblica.
“Quando abbiamo fatto presente che il servizio 118 era stato esternalizzato, l’Azienda ha cambiato impostazione, rispondendo che rientrava nelle sue prerogative. Ma non è mai stato questo il punto della nostra domanda”, sottolinea Eliseo.
Il nodo resta irrisolto: l’ASL non ha mai risposto nel merito, evitando di dichiarare se l’esternalizzazione abbia prodotto un risparmio economico e, soprattutto, di quantificarlo. Una risposta che elude la questione centrale e che, secondo il NurSind, non soddisfa i principi di trasparenza amministrativa e corrette relazioni sindacali.
“Tu chiedi una cosa e loro rispondono a un’altra. Prima dicono di non aver attuato procedure di razionalizzazione, poi rivendicano la legittimità dell’esternalizzazione. Ma noi chiediamo solo se questa scelta ha prodotto risparmi e a quanto ammontano”, afferma il Segretario territoriale NurSind di Caserta.
La normativa richiamata dal sindacato è chiara: le esternalizzazioni, se motivate da spending review, devono generare efficienza e risparmi, e tali economie, quando esistenti, devono essere rendicontate e comunicate. Non si tratta di una polemica politica, ma di un tema di controllo sull’uso delle risorse pubbliche.
“Se non c’è stato risparmio, lo si dica chiaramente. Se invece c’è stato, vogliamo conoscere la quantificazione. È un diritto dei lavoratori e un dovere dell’amministrazione”, ribadisce Eliseo.
Il NurSind conferma che l’azione sindacale proseguirà nel solco della correttezza istituzionale, ma con determinazione. Trasparenza, coerenza e rispetto delle norme restano i pilastri di una battaglia che non riguarda solo il 118, ma il modello di gestione della sanità pubblica territoriale.
Perché esternalizzare può essere legittimo. Non rendicontare, no.
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