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Dialisi di Ivrea: pazienti trasferiti, lavori fermi. Il NurSind chiede certezze immediate

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 07/02/2026

NurSind dal territorioPiemonte

Senza fondi sbloccati né cronoprogramma, l’emergenza si sposta ma non si risolve

"Quando una sanità che dovrebbe curare è costretta a inseguire l’emergenza, a pagare il prezzo più alto sono sempre i più fragili. A Ivrea la Dialisi si trasferisce, i pazienti si spostano, il personale si adatta. Ma i lavori restano fermi, i fondi bloccati, le date inesistenti. In questo scenario sospeso, il NurSind torna a chiedere una cosa semplice quanto essenziale: risposte certe e tempi chiari, perché la dignità delle cure non può restare appesa a un “poi”.

Ivrea, 06/02/2026. Da marzo i pazienti emodializzati dell’ospedale di Ivrea iniziano il trasferimento verso Castellamonte. Un trasloco complesso, articolato in più fasi, che coinvolge persone costrette a sottoporsi a trattamenti salvavita per ore, più volte a settimana. Un cambiamento che incide profondamente sulla quotidianità di chi già convive con una patologia cronica impegnativa.

Eppure, mentre i pazienti vengono spostati, i lavori della nuova Dialisi di Ivrea non partono. Non esiste una data di avvio, non è ancora disponibile la progettazione esecutiva e soprattutto restano bloccati i 3,6 milioni di euro necessari alla realizzazione del nuovo reparto. Una situazione che trasforma quello che dovrebbe essere un trasferimento temporaneo in un’incognita senza orizzonte temporale.

La scelta di Castellamonte è stata accompagnata da garanzie sulla gestione delle emergenze, con la presenza di un’ambulanza dedicata e protocolli concordati con il 118. I pazienti più fragili continueranno a essere seguiti a Ivrea o in altri presìdi dell’Asl To4. Anche il personale infermieristico e medico si è reso disponibile a garantire continuità assistenziale, adattandosi a una riorganizzazione non semplice.

Ma il vero nodo resta strutturale. La Dialisi di Ivrea è da anni riconosciuta come profondamente inadeguata, con criticità che incidono sulla sicurezza di pazienti e operatori. Non si tratta di un problema improvviso, ma di una situazione nota e più volte segnalata.

"Come NurSind seguiamo da anni la vicenda della Dialisi di Ivrea, ritenendo questi lavori non più rinviabili, né per i cittadini né per gli operatori sanitari”, sottolinea il segretario territoriale NurSind Torino, Giuseppe Summa.

“Le condizioni strutturali attuali e le criticità presenti non consentono ulteriori attese. Abbiamo sempre chiesto che ogni soluzione temporanea garantisse piena sicurezza, anche a Castellamonte, e queste condizioni ci sono state assicurate, anche grazie al supporto del 118”.

Il sindacato delle professioni infermieristiche, però, non si accontenta delle rassicurazioni sul presente. Il punto centrale è il futuro, che oggi appare nebuloso.

“Chiediamo che i lavori partano immediatamente dopo il trasferimento dei pazienti, per evitare che i tempi si allunghino ancora”, prosegue Summa.

“Serve un cronoprogramma preciso e vincolante. Se necessario, il NurSind è pronto a farsi portavoce anche nelle sedi regionali affinché i fondi vengano finalmente sbloccati”.

Il rischio, sempre più concreto, è che un intervento definito urgente da anni finisca per perdersi nei meandri burocratici, mentre pazienti e professionisti continuano a pagare il prezzo dell’attesa. La sanità non può permettersi soluzioni tampone senza una visione chiara, soprattutto quando si parla di servizi essenziali come la Dialisi.

Il NurSind rimette al centro una questione che non riguarda solo Ivrea, ma un modello di gestione che troppo spesso sposta i problemi senza risolverli. Trasferire non significa curare, se dietro non c’è la volontà concreta di costruire.