Aggressioni ai sanitari: la realtà virtuale come nuovo strumento di prevenzione
La realtà virtuale entra nelle scuole italiane per combattere il bullismo con Educatamente 2.0, il progetto pilota presentato il 6 febbraio 2026 presso l'Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo.
La stessa tecnologia potrebbe essere applicata per contrastare la violenza contro i professionisti della salute? Proviamo a dare una risposta.
Un progetto innovativo
Educatamente 2.0 è un progetto pilota finanziato dal programma CCM del Ministero della Salute e coordinato dal Dipartimento di Prevenzione della ASL Roma 1, in collaborazione con il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto Superiore di Sanità e il Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma. L'obiettivo è ambizioso: contrastare bullismo e cyberbullismo attraverso la formazione a distanza di operatori sanitari, insegnanti e genitori, e mediante esperienze immersive basate sulla realtà virtuale nelle scuole.
Il progetto prevede la formazione di almeno 5.000 professionisti della salute attraverso corsi FAD (Formazione a Distanza) e l'organizzazione di 10 webinar tematici per genitori e insegnanti. Ma l'elemento più innovativo è l'utilizzo della realtà virtuale nelle scuole secondarie del territorio della ASL Roma 1, dove gli studenti, attraverso appositi visori, verranno proiettati in scenari realmente accaduti, ricostruiti con il supporto della Polizia Postale.
Il Ruolo degli Infermieri e degli Operatori Sanitari
Un aspetto particolarmente rilevante del progetto è il coinvolgimento attivo degli operatori sanitari, tra cui pediatri, medici di base, infermieri e operatori sociali. Questi professionisti verranno formati per intercettare precocemente i segnali di disagio nei giovani pazienti, riconoscere i comportamenti problematici legati al bullismo e identificare i fattori di protezione.
Come sottolineato da Adele Minutillo del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'ISS, la formazione si concentrerà sull'identificazione precoce dei comportamenti problematici e sulla promozione di fattori protettivi come l'autostima e l'uso consapevole delle tecnologie. Un aspetto cruciale è che il progetto prevede interventi sia con le vittime che con gli autori degli atti di bullismo, riconoscendo che per cambiare la cultura è necessario lavorare su entrambi i fronti.
Gli infermieri, in particolare quelli che operano nelle scuole, nei consultori, nei servizi di pediatria e di salute mentale, rappresentano figure chiave in questo sistema di intercettazione precoce. La loro presenza capillare sul territorio e il rapporto di fiducia che stabiliscono con le famiglie li rendono interlocutori privilegiati per individuare situazioni di rischio e attivare percorsi di supporto.
La Potenza della Realtà Virtuale nell'Educazione
La professoressa Annamaria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, ha spiegato il valore aggiunto della realtà virtuale nei percorsi educativi: "La realtà virtuale rappresenta uno strumento particolarmente efficace nei percorsi di educazione perché consente di lavorare sull'esperienza, e non solo sulla conoscenza. Attraverso ambienti immersivi è possibile favorire una comprensione più profonda del vissuto della vittima di violenza online, rendendo percepibili le conseguenze emotive e relazionali delle condotte digitali".
Questo approccio basato sull'esperienza diretta permette ai ragazzi di comprendere in modo viscerale l'impatto delle loro azioni online. Come evidenziato dalla dottoressa Emanuela Mari, sempre del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, "la sperimentazione di episodi di bullismo in un ambiente controllato permette ai ragazzi e alle ragazze di confrontarsi in modo guidato con situazioni ad alto impatto emotivo, trasformando l'esperienza in un'occasione di riflessione e confronto".
L'Emergenza Violenza sugli Operatori Sanitari
Mentre Educatamente 2.0 si concentra sul bullismo tra adolescenti, l'Italia affronta un'altra emergenza drammatica: le aggressioni agli operatori sanitari. I numeri sono allarmanti e in costante crescita. Il fenomeno è particolarmente grave se si considera che molti casi non vengono denunciati
Le conseguenze sono devastanti non solo per gli operatori colpiti, ma per l'intero sistema sanitario perché la violenza è una delle cause di abbandono del Servizio Sanitario Nazionale.
La Realtà Virtuale come Strumento di Prevenzione della Violenza Sanitaria
Ed è qui che emerge una possibile connessione innovativa: se la realtà virtuale si è dimostrata efficace per far comprendere ai giovani l'impatto emotivo delle loro azioni di bullismo, la stessa tecnologia potrebbe essere utilizzata per educare la popolazione generale a comprendere la prospettiva degli operatori sanitari e le conseguenze delle aggressioni.
Le esperienze immersive in realtà virtuale potrebbero permettere ai cittadini di vivere in prima persona cosa significa lavorare in un pronto soccorso sovraffollato, gestire emergenze multiple simultaneamente, comunicare brutte notizie alle famiglie, affrontare turni estenuanti con carenza di personale. Questa comprensione esperienziale potrebbe generare maggiore empatia e rispetto verso i professionisti sanitari.
Allo stesso modo, la realtà virtuale potrebbe essere utilizzata per formare gli operatori sanitari nella gestione delle situazioni potenzialmente conflittuali. Simulazioni immersive di scenari critici permetterebbero agli operatori di esercitarsi nelle tecniche di de-escalation, nella comunicazione assertiva, nel riconoscimento precoce dei segnali predittivi di comportamenti aggressivi, tutto in un ambiente sicuro e controllato.
Come evidenziato dalla professoressa Giannini, "attraverso ambienti immersivi è possibile favorire una comprensione più profonda del vissuto" dell'altro. Se applicato al contesto sanitario, questo principio permetterebbe di lavorare su entrambi i lati della relazione: aiutare i pazienti e i familiari a comprendere le difficoltà e i vincoli del lavoro sanitario, e contemporaneamente aiutare gli operatori a sviluppare competenze comunicative e relazionali per gestire situazioni di tensione.
Il modello di Educatamente 2.0 potrebbe essere facilmente adattato al contesto sanitario. Così come il progetto prevede interventi selettivi per ragazzi e giovani adulti già segnalati per bullismo, si potrebbero sviluppare percorsi specifici per persone che hanno manifestato comportamenti aggressivi in contesti sanitari, aiutandole a comprendere l'impatto delle loro azioni attraverso simulazioni immersive.
Le sale d'attesa dei pronto soccorso potrebbero essere dotate di postazioni di realtà virtuale dove i pazienti in attesa possono "vivere" l'esperienza dal punto di vista dell'operatore sanitario, comprendendo meglio le priorità del triage, la complessità delle situazioni che il personale deve gestire, le ragioni dei tempi di attesa.
Gli infermieri e i medici, d'altra parte, potrebbero utilizzare la realtà virtuale per esercitarsi in scenari critici: comunicare una diagnosi difficile, gestire un familiare aggressivo, de-escalare una situazione di tensione, tutto in un ambiente sicuro dove è possibile sbagliare, riflettere e migliorare.
Il Ruolo Centrale degli Infermieri
La formazione degli infermieri nell'ambito di Educatamente 2.0 per identificare e gestire situazioni di bullismo potrebbe essere integrata con una formazione parallela per gestire le situazioni di potenziale violenza nei loro confronti. Le competenze comunicative e relazionali sviluppate per supportare gli adolescenti vittime di bullismo sono le stesse che potrebbero aiutarli a de-escalare situazioni di tensione con pazienti e familiari.
In questo senso la realtà virtuale potrebbe rappresentare una forma innovativa di educazione e diventare strumento per contribuire a mitigare il rischio di aggressione
Andrea Tirotto
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