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Asl 5, infermieri sotto pressione tra carenze e assenze: l'analisi del NurSind

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 09/02/2026

LiguriaNurSind dal territorio

Organici bloccati, assenze strutturali e carichi insostenibili: il NurSind accende i riflettori sulla realtà quotidiana

"C’è un’emergenza che non fa rumore, non compare nei comunicati trionfalistici e non si risolve con i meri numeri sulla carta. È l’emergenza che vive ogni giorno il personale infermieristico, chiamato a garantire continuità assistenziale in condizioni sempre più complesse. Un’emergenza che il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, continua a denunciare con chiarezza e responsabilità, riportando il dibattito dove dovrebbe stare: sulla qualità dell’assistenza e sulla tenuta del sistema sanitario pubblico".

Sarzana, 08/02/2026. Il dato è netto e non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche: il numero degli infermieri a tempo indeterminato resta inchiodato al 2023, fermo a 1.137 unità. Una stabilità solo apparente che, nella realtà dei reparti, si traduce in turni scoperti, sovraccarico di lavoro e crescente difficoltà nel garantire standard assistenziali adeguati.

Il NurSind mette in primo piano un aspetto spesso ignorato nelle analisi ufficiali: la differenza tra organico teorico e personale realmente presente in servizio. Una distanza che pesa ogni giorno sulle spalle degli infermieri operativi.

«Il problema non deriva soltanto dai posti vacanti, ma anche dal fatto che gran parte del personale usufruisce legittimamente di aspettative, malattie, infortuni e legge 104»sottolinea la segretaria territoriale NurSind La Spezia, Assunta Chiocca.
«È un dato che non emerge dai numeri complessivi, ma che si avverte quotidianamente all’interno delle strutture sanitarie dell’Asl 5».

Assenze lunghe e strutturali che non vengono compensate da un adeguato potenziamento degli organici, generando un effetto domino che ricade sugli stessi infermieri in servizio, spesso chiamati a coprire turni aggiuntivi senza alcun riconoscimento economico.

«Queste assenze vengono di fatto coperte dagli infermieri già in servizio, per i quali non esistono progetti di prestazioni aggiuntive che valorizzino economicamente le ore di lavoro in più»evidenzia il NurSind.

Secondo le stime sindacali, servirebbero almeno 100–150 infermieri in più per affrontare l’attuale situazione. Un numero che, come chiarisce il NurSind, non rappresenterebbe una soluzione definitiva, ma solo un primo argine a una crisi ormai strutturale.

«Queste nuove assunzioni servirebbero solo a lenire l’emergenza»precisa Chiocca, richiamando l’urgenza di una programmazione più lungimirante.

Le criticità si manifestano in modo particolarmente evidente in alcuni reparti strategici dell’ospedale San Bartolomeo di Sarzana. Tra questi, Malattie Infettive e Chirurgia Multispecialistica, dove i modelli organizzativi previsti restano spesso disattesi.

«Nel reparto di Malattie Infettive il modello prevedeva tre infermieri per turno, ma raramente si raggiunge questo numero»,
denuncia il NurSind, riportando una situazione che incide direttamente sulla sicurezza delle cure.

Nemmeno l’assistenza domiciliare convince pienamente il sindacato. Le assunzioni previste per completare l’internalizzazione del servizio vengono giudicate insufficienti e, ancora una volta, non tengono conto delle assenze di lunga durata, ormai una realtà strutturale anche in questo ambito.

«L’Asl dovrebbe prevedere questi casi con un numero più alto di assunzioni»ribadisce il NurSind, richiamando la necessità di scelte organizzative basate sulla realtà operativa e non su stime astratte.

Il messaggio del NurSind è chiaro: senza un rafforzamento reale degli organici infermieristici, ogni riforma resta incompleta e ogni promessa rischia di tradursi in un carico insostenibile per chi lavora in prima linea. Difendere gli infermieri significa difendere il Servizio Sanitario Nazionale e il diritto dei cittadini a un’assistenza sicura e di qualità