AOU di Sassari, arretrati bloccati e diritti sospesi: NurSind pronto a inasprire la protesta
Dopo anni di attese e rimpalli istituzionali, esplode una vertenza senza precedenti: il sindacato delle professioni infermieristiche al fianco dei lavoratori
"Quando le regole saltano, i diritti restano fermi e i lavoratori diventano spettatori di uno scontro tutto istituzionale, il sindacato ha il dovere di alzare la voce. A Sassari il tempo delle giustificazioni è finito e il NurSind sceglie di stare, ancora una volta, dalla parte di chi lavora e garantisce ogni giorno il diritto alla salute".
Sassari, 26/02/2026. All’AOU di Sassari la tensione è ormai palpabile. Una situazione che il NurSind definisce apertamente grave, inedita e senza precedenti, con arretrati contrattuali bloccati da anni, contrattazione ferma e lavoratori lasciati in una condizione di incertezza che non può più essere tollerata.
L’assemblea convocata dal sindacato nella giornata del 25 febbraio ha segnato un punto di non ritorno. Dopo il fallimento della procedura di raffreddamento e mesi di promesse rimaste tali, la vertenza esplode in tutta la sua portata, portando alla luce uno scontro istituzionale che si consuma sulla pelle del personale sanitario.
«La situazione ha superato ogni limite», ha dichiarato Fausta Pileri, Segretaria territoriale del NurSind Sassari e componente della Direzione Nazionale, tracciando un quadro che parla di diritti sospesi e responsabilità non chiarite.
Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, il nodo centrale riguarda la mancata certificazione dei fondi e degli accordi contrattuali per il pagamento degli arretrati del comparto sanità. Un cortocircuito amministrativo che ha paralizzato tutto, generando un vero e proprio stallo.
«È uno scontro all’arma bianca tra Azienda e Collegio dei Revisori dei Conti», sottolinea Pileri. «Da una parte si chiede documentazione, dall’altra si contestano gli atti prodotti. In mezzo ci sono i lavoratori, con stipendi dovuti di fatto sequestrati e la contrattazione del 2026 già compromessa».
Nel frattempo, l’AOU ha trasmesso ai Revisori un articolato riscontro, ma il rischio di un nuovo ping-pong istituzionale è concreto. Per il NurSind, però, una cosa è chiara: qualcuno ha sbagliato e, se necessario, la questione verrà portata nelle sedi opportune.
«Noi non siamo giudici, ma non escludiamo di rivolgerci a chi di dovere», avverte la Segretaria, ribadendo che il datore di lavoro resta l’unico interlocutore diretto dei dipendenti e il solo responsabile della mancata erogazione delle somme e del blocco contrattuale.
Il sindacato non arretra e rilancia il proprio ruolo di tutela, rivendicando una battaglia portata avanti con coerenza e determinazione.
«L’azione di denuncia del NurSind, spesso condotta in solitaria, si è rivelata fondata, doverosa e persino cauta», afferma Pileri. «Ora saranno i lavoratori a decidere come inasprire la protesta, già formalmente preannunciata al Prefetto».
Lo scenario resta incerto, ma la linea è tracciata. Il tempo del dialogo fine a sé stesso è terminato.
«Non staremo a guardare», conclude la Segretaria. «Il datore di lavoro è stato avvisato: o si troverà una soluzione immediata, oppure il consueto atteggiamento collaborativo cesserà».
Il NurSind avverte che eventuali azioni di protesta potrebbero comportare disservizi, disagi che – sottolinea il sindacato – pazienti e operatori vivono già quotidianamente. Una responsabilità che non può più essere scaricata su chi lavora, ma che chiama in causa l’intero sistema.
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