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Tetris contro il trauma: il videogioco che riduce i flashback negli operatori sanitari

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 24/02/2026

Professione e lavoroStudi e analisi

Dite la verità, quanti potremmo essere a non conoscere Tetris e a non averci mai fatto una partita?

Personalmente ne sono appassionato, ci gioco spesso e diciamola tutta, se caricare la lavastoviglie è un mio compito perché l’esatto incastro di piatti padelle e pentole mi riesce perfettamente, è solo perché quei maledetti tetramini ho imparato a sistemarli nel modo cottetto tentando di battere il mio record personale ogni volta.

Torniamo seri e capiamo di cosa stiamo parlando

 

Un videogioco ispirato a Tetris emerge come strumento innovativo contro i flashback traumatici negli operatori sanitari. Lo studio su pubblicato sulla rivista The Lancet Psychiatry evidenzia l'Imagery Competing Task Intervention (ICTI), un trattamento digitale che riduce drasticamente i ricordi intrusivi del disturbo post traumatico (PTSD), con effetti duraturi fino a sei mesi.

 

Dettagli dello Studio Clinico

Lo studio randomizzato controllato, pubblicato su The Lancet Psychiatry, ha coinvolto 99 operatori sanitari esposti a traumi durante la pandemia di Covid-19. Sviluppato da Università di Uppsala in collaborazione con Cambridge e Oxford, l'ICTI ha mostrato una riduzione dei flashback fino a dieci volte rispetto ai gruppi di controllo dopo sole quattro settimane. Dopo sei mesi, il 70% dei partecipanti trattati non riportava più sintomi intrusivi, contro percentuali molto inferiori nei gruppi esposti a musica di Mozart, podcast informativi o sole cure standard.

La ricerca conferma un "effetto domino": la diminuzione dei ricordi visivi traumatici migliora l'intero spettro dei sintomi PTSD, inclusa l'angoscia emotiva e il funzionamento quotidiano.

 

Meccanismo Neuroscientifico alla Base

L'ICTI non è una semplice distrazione, ma un intervento strutturato su basi cognitive solide. Inizia con un richiamo breve e non dettagliato del trauma, seguito da esercizi di "rotazione mentale": i partecipanti manipolano immagini geometriche nello spazio mentale, simili ai blocchi di Tetris in una versione rallentata. Questa attività visuo-spaziale satura le aree cerebrali dedicate alla memoria episodica visiva, creando un'interferenza competitiva che impedisce la consolidazione persistente dei ricordi traumatici.

A differenza delle terapie tradizionali, evita la verbalizzazione dettagliata del trauma – spesso un ostacolo psicologico – rendendolo accessibile e non invasivo. La competizione neurale riduce vividezza, frequenza e impatto emotivo delle intrusioni.

 

Impatto su Operatori in Prima Linea

Gli operatori sanitari, inclusi medici e infermieri in emergenza-urgenza, sono particolarmente vulnerabili al PTSD post-Covid, con traumi ripetuti da sovraccarico emotivo. L'ICTI diventa un trattamento perfettamente adattabile a contesti ad alta pressione in quanto:

breve (sessioni da 20-30 minuti);

digitale e scalabile via app;

senza bisogno di terapeuti dedicati.

Secondo l'OMS, 7 persone su 10 affrontano almeno un evento traumatico nella vita; in ambito sanitario, il rischio è amplificato. Questo approccio potrebbe prevenire il burnout e supportare il benessere professionale in settori critici.

 

Prospettive

Il potenziale rivoluzionario sta nella praticità: economico, auto-gestito e distribuibile globalmente, ideale per aree con risorse psicologiche scarse. I prossimi passi includono trial su popolazioni più ampie (veterani, vittime di disastri) e versioni non guidate via smartphone.

Se i dati saranno confermati, l'ICTI potrebbe segnare un cambio di paradigma nella salute mentale, rendendo i trattamenti PTSD accessibili per tutti e liberando risorse per cure complesse.

 

Le evidenze sono solide e chissà se in qualche modo e in prospettiva, chi già gioca a Tetris non ne avrà qualche vantaggio in questa ed altre chiavi, lavastoviglie a parte, si intende

 

ph credit tetris.com