Sanità, boom di trasferimenti negati. Legali C&P: 'dinieghi illegittimi, ecco cosa dice la legge'
Boom di trasferimenti negati nella sanità pubblica senza una motivazione adeguata. È quanto emerge dalle casistiche seguite da Consulcesi & Partners, network legale specializzato in diritto sanitario. Dinieghi opposti a medici, infermieri e operatori del SSN che risultano potenzialmente illegittimi, ma solo raramente impugnati.
Secondo i legali di C&P, alla base del fenomeno c’è una diffusa disinformazione: i professionisti sanitari tendono infatti a non agire, pur in presenza di margini concreti per contestare il provvedimento, anche a causa dei tempi ristretti per il ricorso.
Sul piano normativo, la mobilità volontaria tra amministrazioni – disciplinata dall’articolo 30 del D.Lgs. 165/2001 – non configura un diritto automatico al trasferimento, ma impone all’ente una valutazione imparziale e adeguatamente motivata. Diverso il caso dei trasferimenti legati all’assistenza a familiari con disabilità, regolati dall’articolo 33 della legge 104/1992, dove la tutela è rafforzata e l’onere motivazionale a carico dell’amministrazione è più stringente.
La giurisprudenza consolidata ritiene illegittimi i dinieghi fondati su motivazioni generiche, come il richiamo a esigenze di servizio o a una carenza di personale, in assenza di elementi concreti e documentati sulle ricadute organizzative del trasferimento.
“Nella pratica – spiegano dal network legale – una quota rilevante dei provvedimenti presenta profili di criticità sotto il profilo della motivazione. Tuttavia, molti lavoratori rinunciano ad agire e lasciano decorrere i termini, perdendo la possibilità di tutela”.
Le controversie sulla mobilità volontaria rientrano nella competenza del giudice del lavoro, mentre nei casi legati alla legge 104 la giurisdizione può spettare al Tar, in presenza di poteri autoritativi.
Consulcesi & Partners segnala l’importanza di una verifica tempestiva dei dinieghi, alla luce dei termini brevi per l’impugnazione e delle possibilità di successo in sede giudiziale.
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