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Avellino, il NurSind non firma l’accordo al Moscati: ''Arretrati pagati con i nostri soldi''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 22/03/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Sui festivi infrasettimanali il sindacato non firma: “Così si riducono premialità e incentivi”

di Giuseppe Provinzano

"In sanità esistono battaglie che non finiscono con una sentenza o con un accordo, ma continuano nella sostanza delle scelte che seguono. Perché riconoscere un diritto è solo il primo passo: il vero banco di prova è capire chi paga davvero quel diritto. La vicenda dell’AORN Moscati riporta al centro un tema cruciale per tutto il comparto: non basta ottenere ciò che spetta, bisogna vigilare su come viene restituito. Ed è qui che il ruolo del sindacato diventa determinante".


Avellino, 21/03/2026. La vicenda trae origine da una lunga vertenza che affonda le sue radici nella sentenza della Corte di Cassazione n. 1505 del 25 gennaio 2021, con cui è stato definitivamente riconosciuto il diritto al compenso per lavoro straordinario nei giorni festivi infrasettimanali. Un principio chiaro, ma rimasto inapplicato per anni presso l’AORN Moscati, fino al recepimento arrivato soltanto nell’estate del 2023 dopo le ripetute iniziative del NurSind.

Il problema oggi riguarda gli arretrati, maturati in un arco temporale lunghissimo, dal 2001 al 2022. Una violazione contrattuale protratta per oltre vent’anni che l’Azienda si appresta a sanare con un’operazione da circa 900mila euro. Ma secondo il NurSind, la modalità scelta solleva interrogativi pesanti.

“Non è un regalo dell’Azienda: sono i soldi dei lavoratori. Quelle risorse verranno prelevate interamente dai fondi contrattuali.”

Un passaggio che cambia radicalmente il senso dell’operazione. Perché se da un lato si procede alla liquidazione dell’85% delle somme spettanti, dall’altro si determina un impatto diretto sulle risorse accessorie destinate a tutto il comparto.

“Questo prelievo inciderà sulle premialità e sugli incentivi del 2025. In concreto, i lavoratori percepiranno meno rispetto agli anni precedenti.”

È su questa base che il NurSind ha deciso di non sottoscrivere l’accordo. Una scelta motivata dall’assenza di dati certi e dalla mancata costituzione dei fondi contrattuali per il 2025.

“Non accettiamo accordi al buio. Non si conoscono i residui dei fondi né l’impatto reale di questo prelievo sulle buste paga.”

Una presa di posizione netta, che punta a evitare quello che il sindacato definisce un pericoloso precedente: sanare debiti aziendali utilizzando risorse destinate ai lavoratori.

“Firmare oggi significherebbe accettare che l’Azienda risani le proprie responsabilità con i soldi del personale.”

In questo contesto, il NurSind rivendica anche il valore dell’azione legale intrapresa negli ultimi anni. Oltre 70 lavoratori, infatti, hanno scelto di ricorrere al tribunale ottenendo un risultato significativo.

“I lavoratori che hanno fatto ricorso saranno risarciti direttamente dal bilancio aziendale, senza intaccare i fondi contrattuali.”

Un elemento che rafforza ulteriormente la linea del sindacato, evidenziando come esistano percorsi alternativi per il riconoscimento dei diritti senza penalizzare l’intero comparto.

Il caso Moscati assume così un valore emblematico a livello nazionale: non si tratta soltanto di arretrati, ma di un modello di gestione che rischia di scaricare sui lavoratori il peso di errori e inadempienze durate decenni.

“Difendiamo i diritti dei lavoratori, non i bilanci delle Aziende.”

A sottoscrivere e sostenere questa posizione sono i rappresentanti del NurSind Avellino: la Segretaria Territoriale Romina Iannuzzi, il Segretario Aziendale del P.O. Moscati Michele Rosapane, insieme alla RSU composta da Daniele Matarazzo, Carmine Grasso, Ettore Circelli e Pasquale Moscaritolo.